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VIAGGIO APOSTOLICO IN BRASILE

SANTA MESSA PER I FEDELI DELL'ARCIDIOCESI DI BRASILIA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

«Spianata dei ministeri» (Brasilia) - Martedì, 15 ottobre 1991

 

1. “Senza la fede però è impossibile essergli graditi” (Eb 11, 6).

La lettura della lettera agli Ebrei ci mostra vari personaggi dell’Antico Testamento: uomini graditi a Dio proprio in virtù della loro fede: Abele, Enoch, Noè, Abramo e Sara, Isacco e Giacobbe.

Nella nuova Alleanza, seguendo Cristo, che è “autore e perfezionatore” della nostra fede (cf. Eb 12, 2), quell’elenco si allunga e si estende a tutti i popoli e a tutte le nazioni del mondo. Nella vostra grande patria brasiliana come sono numerosi quelli che “sono graditi a Dio in virtù della loro fede”, che a Lui “si accostano”, secondo le parole della lettera agli Ebrei: “chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che ricompensa coloro che lo cercano” (Eb 11, 6).

Quindi, la fede è la “ricerca” di Dio. È significativo ciò che scrive Pascal: “non mi cercheresti se già non mi possedessi” (B. Pascal, Pensieri, cap. II, 9). “Precedente” alla “ricerca” di Dio da parte dell’uomo è il dono divino della fede, con il quale cerchiamo “sempre il suo volto” (cf. Sal 105, 4).

2. Che cos’è la fede? L’Apostolo risponde: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (Eb 11, 1). Ecco perché, grazie alla fede, in un certo senso superiamo i limiti della realtà visibile, per entrare in quella invisibile. Il visibile, in un certo modo, è testimonianza dell’invisibile. L’universo dà testimonianza di Dio come suo Creatore. Leggiamo nella lettera agli Ebrei: “Per fede noi sappiamo che i mondi furono formati dalla parola di Dio, sì che da cose non visibili ha preso origine quello che si vede” (Eb 11, 3). La testimonianza della parola di Dio Creatore è così scritta in tutta la creazione.

Al di là di questa testimonianza, accessibile a tutti, la fede trova appoggio nelle testimonianze umane della Rivelazione divina. Gli antichi, infatti, “ricevettero . . . testimonianza” (Eb 11, 2). “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio” (Eb 1, 1-2).

3. Il Concilio Vaticano II insegna: “A Dio che rivela è dovuta “l’obbedienza della fede” (Rm 16, 26; cf. Rm 1, 5; 2 Cor 10, 5-6), con la quale l’uomo gli si abbandona tutt’intero e liberamente offrendogli “il pieno ossequio dell’intelletto e della volontà” e assentendo volontariamente alla rivelazione che egli fa. Perché si possa professare questa fede, sono necessari la grazia di Dio che previene e soccorre e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, i quali muovono e rivolgono a Dio i cuori, aprano gli occhi dell’anima e diano “a tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla verità”. Affinché poi l’intelligenza della Rivelazione diventi sempre più profonda, lo stesso Spirito Santo perfeziona continuamente la fede per mezzo dei suoi doni” (Dei Verbum, 5).

La fede è un dono di Dio che arriva all’uomo attraverso la parola della Verità assoluta, ma è, allo stesso tempo, la risposta dell’uomo, che ricerca sinceramente l’incontro con questa Verità: l’incontro con Dio.

4. Oggi, mentre ci avviciniamo al Terzo Millennio dell’Era cristiana, sono necessari uomini di fede. Uomini che siano la luce e la forza di una nuova società: politici, tecnici, amministratori, educatori, funzionari pubblici, industriali, operai e contadini. Come dissi durante il mio primo viaggio, a Salvador, ai costruttori della società pluralista, uomini che appartengono ad “una società che deve rispondere alle esigenze umane, sia a livello dei beni materiali, quanto dei beni spirituali e religiosi, una società fondata su un sistema di valori che la protegga dalle manipolazioni dell’egoismo individuale o collettivo” (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, III,2, p. 157).

Per questo compito è necessaria una educazione costante dei cristiani alla fede, soprattutto di quei cristiani che hanno una responsabilità maggiore e più diretta nella costruzione della società. Lo richiede la dimensione stessa della loro natura, costituita di anima e corpo, poiché sono stati chiamati dal Padre a prendere possesso del Regno dei cieli, che era stato preparato per loro (cf. Mt 25, 34). Ne deriva la preoccupazione di scoprire il significato più profondo di questo mondo che è opera del Creatore. Se il mondo è sorto dalle mani di Dio, se Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza (Gen 1, 26), egli deve estrapolare il significato divino che possiedono naturalmente tutte le cose. Non esiste, né mai è esistita, incompatibilità fra il sapere umano e la fede. Dallo sforzo intellettuale più profondo fino alla più semplice operazione manuale, tutto può e deve condurre a Dio. Per questo è necessario coltivare la fede in sintonia con il livello culturale di ognuno, con la propria responsabilità sociale e con la propria capacità professionale.

5. La grande Santa di Avila, che la Chiesa festeggia oggi nel calendario liturgico, può essere ricordata come una donna che la fede portava a preoccuparsi per le migliaia di esseri umani che ancora non conoscevano Gesù Cristo e ai quali la Chiesa doveva annunciarlo. In Santa Teresa, la fede in Gesù Cristo era inseparabile dall’amore per la Chiesa. Le sue ultime parole furono: “Grazie a Dio, muoio come figlia della Chiesa”. Persone con una fede simile sono luce per gli altri, centro di irradiazione spirituale e religiosa, sale della terra. Il nostro tempo ha bisogno della presenza fattiva e benefica di uomini e donne che sappiano mostrare la loro fede mediante le loro opere (cf. Gc 2,18).

6. Che cosa sarà “la nuova società” brasiliana quale frutto dell’educazione nella fede?

A questa domanda Cristo risponde con le sue parole del Vangelo che oggi sono state ricordate nella Liturgia: “Il sale della terra, e la luce del mondo”! (cf. Mt 5, 13-14). I

l sale che dà sapore agli alimenti è l’immagine di ciò che deve essere il frutto di una educazione nella fede che porta la salute spirituale e morale negli ambiti più svariati dell’esistenza umana: l’uomo, la famiglia, la comunità, la società. In questo modo tutti sono protetti dalla depravazione, da quello che Cristo definì “esser gettato via e calpestato dagli uomini” (cf. Mt 5, 13).

È, allo stesso tempo, la luce che risplende per gli altri, che illumina tutti “quelli che sono nella casa” (Mt 5, 15). La vostra grande casa brasiliana possiede molti milioni di abitanti. La fede è la luce che “non si mette sotto il moggio, ma sopra il lucerniere”. Affinché essa “risplenda... davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 15-16).

Ecco ciò che disse Cristo, rispondendo alla vostra domanda: che cos’è la fede, e che cosa significa educare nella fede per una nuova società?

7. Carissimi fratelli e sorelle,

È con grande gioia che mi trovo di nuovo a Brasilia. Il Papa è felice nel vedere quanto è cresciuta, in questi ultimi undici anni, questa città-bambina che sta diventando effettivamente il centro delle grandi decisioni del Paese. Gli ampi orizzonti che egli scorge da questo altopiano, gli ricordano il sogno profetico di Don Bosco che tanto ha ispirato i fondatori della città. Ricordo che non lontano da qui fu piantata la croce e celebrata la Prima Messa che segnò la nascita di Brasilia. Che questa città cresca sempre all’ombra della croce e protetta dalla benedizione materna della sua Patrona, Nostra Signora Ausiliatrice!

Con tutto il cuore saluto coloro che sono venuti per celebrare questa Eucaristia. E anche per parteciparvi. In primo luogo, saluto cordialmente il Signor Presidente della Repubblica, Dottor Fernando Collor, assieme ai membri del Governo, al Governatore e a tutte le Autorità civili e militari. Ringraziamo per la vostra presenza a questa celebrazione. Ai numerosi Paesi qui rappresentati dai loro Ambasciatori, a tutte le Nazioni qui rappresentate formulo auspici di pace e di prosperità.

Ringrazio per la generosa e fraterna accoglienza il caro fratello, Pastore della Chiesa di Brasilia, il Cardinale José Freire Falcão e i suoi Vescovi Ausiliari, Monsignor Alberto Taveira e Monsignor Raymundo Damasceno Assis, che attualmente è il Segretario Generale del Consiglio Episcopale Latinoamericano. Saluto inoltre i Cardinali e i Vescovi qui presenti. Esprimo inoltre la mia gioia per la partecipazione dei fratelli delle altre Chiese Cristiane. Ringrazio per questa unità intorno a Cristo.

8. Vorrei cogliere l’occasione per esprimere la gioia che ho provato nell’essere invitato dal caro fratello nell’Episcopato e Arcivescovo militare del Brasile, Monsignor Geraldo do Espírito Santo D’Avila, a benedire la Prima Pietra della futura Cattedrale dell’Arcidiocesi Militare del Brasile, che sarà dedicata a Santa Maria dei Militari, Regina della Pace.

Mi auguro che la costruzione di questo tempio serva a riunire sempre di più la famiglia militare del Brasile e diventi un grande centro di evangelizzazione per tutti, per l’Esercito, per la Marina e per l’Aeronautica, perché portino avanti la loro missione che è quella di essere garanzia di pace, di libertà, e di giustizia. Ai sacerdoti che svolgono il loro servizio nelle cittadelle militari, nelle caserme e nei vari posti di frontiera, chiedo di dedicarsi con amore e fiducia al proprio lavoro, senza risparmiarsi, portando il Vangelo dove il bene delle anime lo richiede.

Rivolgo anche una parola di ringraziamento al diletto fratello nell’Episcopato Monsignor José Newton de Almeida Baptista, che con tanta diligenza e operosità si è dedicato alla sua attività di Pastore, non solo nella nuova Capitale della Repubblica, ma anche nell’Ordinariato militare. Che Dio lo ricompensi e lo benedica.

9. “Senza la fede è impossibile essere graditi a Dio”. Senza la fede non è possibile che la vita umana sia a somiglianza di quella di Dio. Infatti, questa è la vocazione dell’uomo. Da questo dipende il suo bene e la sua felicità, non solo temporale, ma eterna.

Dio, che ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, si aspetta che egli sia veramente a somiglianza di Lui. Dio vuole che egli, come Abele, gli offra il sacrificio dei frutti della fede e delle buone opere. Dio aspetta che l’uomo erediti quella giustizia, che il Vangelo gli insegna, giustizia che egli ha meritato grazie alla crocifissione e alla risurrezione di Cristo per la redenzione dei peccati. All’uomo è concessa la giustizia di Cristo “generato prima di ogni creatura” (Col 1, 15), mediante la fede pellegrina verso la terra promessa, verso la vita eterna in unione con Dio.

10. Maria, la prima che ha creduto, la stella della nuova evangelizzazione, invocata in tutto il Brasile come “Nostra Signora della Concezione Aparecida”, Maria sia il modello, sia l’educatrice nella fede per i brasiliani, per i cristiani, impegnati nella costruzione di una nuova società. Sia il modello e l’educatrice nella fede, Nostra Signora Aparecida, Patrona del Brasile.

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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