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OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Festa della Madonna di Loreto - Aeroporto di Fiumicino
 Martedì, 10 dicembre 1991

 

1. “Nulla è impossibile a Dio” (Lc 1, 37).

Queste parole, che abbiamo ora ascoltato, sono tratte dal Vangelo di Luca. Le rivolge l’angelo Gabriele a Maria, “vergine promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe” (Lc 1, 27).

Si compie in lei, per opera dello Spirito Santo, il disegno salvifico a lungo atteso, che Jahvè porta a compimento superando ogni resistenza ed ostacolo.

“Nulla è impossibile a Dio”!

Siamo di fronte, carissimi Fratelli e Sorelle, al mistero dell’Incarnazione di Cristo, che ha cambiato la storia del mondo.

Lo contempliamo più intensamente, in questo tempo di Avvento, mentre ci prepariamo a celebrare la solennità del Natale. Lo meditiamo con gli occhi rivolti verso la Madre del Signore, colei che “ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Lc 1, 45).

2. “Non temere, Maria” (Lc 1, 30). Così l’angelo la rassicura nel momento in cui le reca un annuncio di gioia e di consolazione per tutte le generazioni. Il Messia, aspettato da secoli, sarà re di pace e di giustizia: “regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine” (Lc 1, 33).

Il Regno di Dio è, dunque, già fra di noi.

Non temere, allora, popolo cristiano, che hai riposto la tua fiducia nel Signore!

In Cristo, ti è stata offerta la luce che illumina i tuoi passi; si è dischiusa la porta del Regno di Dio, che non è di questo mondo (cf. Gv 8, 36), e ti è stato reso possibile l’accesso alla fonte inesauribile della santità.

3. Maria rispose: “avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38). Carissimi Fratelli e Sorelle, l’odierna festa ci invita a guardare a Maria: a contemplarla ed a seguirla.

Maria è l’umile serva del Signore che, come opportunamente ricorda il Concilio Vaticano II, brilla ora sulla terra “innanzi al peregrinante popolo di Dio quale segno di sicura speranza e di consolazione, fino a quando non verrà il giorno del Signore” (Lumen gentium, 68).

Essa ci ricorda che, se vogliamo dare valore autentico ad ogni nostro personale progetto e costruire insieme una società più giusta e fraterna, possiamo attingere la luce e la forza necessarie dal mistero che la pagina evangelica oggi ci presenta. Si tratta, come fece Maria, di accogliere la parola di Dio e proclamare con sincerità: “eccomi . . . avvenga di me quello che hai detto” (Lc 1, 38).

Proprio in questa disponibilità all’azione divina consiste la vocazione di ogni credente: di ciascuno di noi che, con il Battesimo, siamo chiamati ad annunciare e testimoniare all’umanità dei nostri giorni il Vangelo della speranza e della carità. È una missione urgente, come emerge pure dai lavori del Sinodo dei Vescovi per l’Europa: una nuova, coraggiosa evangelizzazione, che richiede l’apporto di ciascuno.

4. Carissimi Fratelli e Sorelle, accogliamo l’invito dell’odierna liturgia, che rende ancor più solenne la ricorrenza della Giornata Mondiale del Trasporto Aereo.

Oggi veneriamo Maria sotto il titolo di Madonna di Loreto, patrona e protettrice della “gente in volo”. La invochiamo perché vigili sulle attività, talora rischiose e pesanti, del lavoro vostro e di tutti coloro che a vario titolo contribuiscono al buon funzionamento dei servizi aeroportuali.

Il complesso mondo del trasporto aereo costituisce di certo una grande e solida realtà del nostro tempo. Fornendo un’occupazione ad oltre venti milioni di lavoratori e lavoratrici e trasportando mediamente in un anno circa un miliardo di passeggeri, esso incide profondamente sulla vita e le abitudini della gente.

5. Rivolgo dall’altare il mio cordiale saluto a questa vostra grande comunità di lavoro.

Ringrazio ciascuno di voi per la presenza e per la vostra calda accoglienza.

Il termine “Aeroporto” richiama alla memoria la storia di Porto, l’antica cittadina che per tanti secoli ha costituito il punto di approdo delle persone e delle merci dirette alla città di Roma. Anche adesso, voi continuate a svolgere un analogo servizio, utile alla crescita della comunicazione fra i popoli: un servizio all’uomo, cittadino del mondo.

Grazie al potenziamento dell’utilizzo del mezzo aereo, il globo terrestre sembra, infatti, essere diventato un “villaggio” facilmente percorribile, dove le distanze si riducono e i contatti fra le persone e i popoli si fanno più facili e frequenti. E con la vostra attività, con l’attività di ciascuno, voi cooperate, in maniera determinante, a questo progresso tecnico e sociale. Sentitevi, pertanto, tutti impegnati in tale compito che, mentre cresce in efficienza, non deve trascurare di difendere e promuovere gli irrinunciabili valori dell’uomo.

6. “Al di sopra di tutto vi sia la carità” (Col 3, 14).

L’apostolo Paolo, nella lettera ai Colossesi poc’anzi proclamata, ci invita a nutrire i nostri rapporti interpersonali e intercomunitari di reciproco amore, ispirato alla misericordia e alla bontà, all’umiltà, alla mansuetudine e alla pazienza. Si tratta di un programma di vita esigente.

Carissimi Fratelli e Sorelle, fate in modo che mai il vostro contatto con la gente sia freddo e sbrigativo: sappiate piuttosto offrire a quanti incontrate attenzione e comprensione, rispetto e simpatia.

Impariamo da Cristo ad ascoltare e comprendere, perdonare ed accogliere, amare e aiutare sul serio i fratelli.

Nell’Aeroporto esiste una piccola cappella, che ne costituisce il centro spirituale. Quando vi è possibile, sostate in preghiera dinanzi al tabernacolo, ove è realmente presente il divino Salvatore. Nel silenzio egli parlerà al vostro cuore: vi aiuterà ad essere artefici di serenità, di pace e di solidarietà, in questo luogo, crocevia di popoli di ogni razza, cultura e religione.

Qui giungono da ogni parte del mondo persone che portano nei loro animi gioie e speranze, ma anche preoccupazioni e problemi. Quanto si desidera, in tali circostanze, incontrare un volto amico, ascoltare una parola serena, ricevere un gesto di cortesia e di concreta comprensione!

L’Aeroporto “Leonardo da Vinci” è stato purtroppo in passato, teatro di atti di sconsiderata violenza. Mentre per le vittime di tali gesti imploriamo la pace e la misericordia celeste, preghiamo perché mai venga a mancare l’assistenza di Dio su tutti voi che qui operate e su quanti qui transitano.

7. Vi protegga la Vergine Maria che oggi veneriamo in modo particolare. A lei rivolgiamo ancora il nostro pensiero.

Maria è la via di Cristo, la via verso Cristo, è la speranza e il sostegno della nostra esistenza.

Maria è la “serva del Signore” che ci incoraggia a ripetere anche noi come lei, ogni giorno: “avvenga di me, Signore, secondo la tua Parola” (Lc 1, 38).

Aiutaci, Maria, Madre nostra, Madonna di Loreto.

Assistici in terra e in cielo.

Amen!

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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