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CONCELEBRAZIONE PER LA COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI
NEL CIMITERO ROMANO DEL CAMPO VERANO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Solennità di Tutti i Santi - Domenica, 1° novembre 1992

 

1. “Del Signore è la terra” (Sal 24, 1). Il Salmo responsoriale, che poc’anzi abbiamo proclamato, canta la gloria del Creatore. Sua è la terra “e quanto contiene”. Nella concezione del salmista la terra costituisce il fulcro della creazione, ma oggi noi sappiamo che essa non si trova al centro del cosmo. Al Signore appartiene quindi non solo il sistema al cui centro sta il sole e di cui la terra è uno dei pianeti, ma la molteplicità delle galassie che formano l’intero universo.

2. “Del Signore . . . è l’universo e i suoi abitanti” (Sal 24, 1). Anche se la terra non è il centro del cosmo, essa si distingue dagli altri pianeti per il fatto che è diventata la dimora dell’uomo: il luogo della sua nascita, della sua vita e della sua morte. Essa è, pertanto, il suo “universo”. Questo “universo”, che è “l’universo” dell’uomo, appartiene in modo particolare al Signore, perché a Lui appartiene l’uomo che in esso abita. In quale modo l’uomo è di Dio?

3. A questa domanda risponde il salmo insieme con tutta la liturgia dell’odierna solennità. L’uomo è di Dio in quanto è sua immagine; creato a immagine e somiglianza di Dio. L’uomo, dunque, è di Dio in maniera diversa rispetto a tutte le altre creature visibili. Egli è colui che “sale il monte del Signore” (cf. Sal 24, 3). È chiamato, nella stessa profondità del suo essere spirituale, a “cercare Dio”: a “cercare il suo volto” (cf. Sal 24, 6). È chiamato a “stare nel luogo santo del suo Signore” (cf. Sal 24, 3) in ragione della stessa profondità dell’“immagine e somiglianza divina”. L’uomo si inserisce in un processo dinamico e vitale mediante il quale matura passando attraverso le “mani innocenti” e “il cuore puro” (cf. Sal 24, 4), riportando la vittoria sul peccato e su chiunque “pronunzia menzogna e giura a danno del suo prossimo” (cf. Ivi.). In tal modo l’uomo è di Dio. Tra tutte le creature, egli è il destinatario di una particolare benedizione del Creatore.

4. Questa divina benedizione ha raggiunto la sua pienezza in Cristo; in Lui l’uomo appartiene a Dio come a un Padre. Il Verbo eterno, consustanziale con il Padre, diventando uomo, innesta nei cuori degli “uomini-creature” il mistero dell’adozione a figli. “Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente” (1 Gv 3, 1). Gesù Cristo - Colui che solo è Santo - apre nella storia dell’uomo il cammino verso la comunione dei santi: “Chiunque ha questa speranza in lui, purifica se stesso, come egli è puro” (1 Gv 3, 3). Il cammino verso la santità, quell’itinerario, cioè, che conduce alla comunità dei santi che vivono in Dio e partecipano della sua stessa Vita, passa attraverso il Vangelo delle Otto Beatitudini.

5. Oggi, la Chiesa è chiamata a sostare contemplando questo grande mistero nell’immensità della creazione. Lo contempla nella storia della terra in quanto dimora delle generazioni umane, di coloro cioè che “cercano il volto di Dio”. Leggiamo nel libro dell’Apocalisse: “Apparve una moltitudine immensa che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti . . . all’Agnello” (Ap 7, 9). Anche noi ci poniamo in piedi davanti all’Agnello. Questo antico cimitero del Verano è uno dei tanti luoghi dove riposano i corpi dei morti. Domani questi luoghi, i cimiteri, saranno meta di un ininterrotto pellegrinaggio dei vivi alle tombe dei morti. Ma quanti di questi luoghi sono ancora sconosciuti! Quanti morti - venuti meno spesso tra terribili sofferenze - non hanno trovato e continuano a non trovare il loro cimitero, il luogo per i funerali e la tomba per l’incontro con le persone care! L’intera storia dell’uomo verrà riassunta, come ogni anno, nella commemorazione di tutti i Fedeli Defunti, che celebreremo domani.

6. Però già oggi, partecipando alla liturgia eucaristica dell’Agnello che toglie i peccati del mondo, desideriamo dire: “Signore mio, tu lo sai”. “Essi sono coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione e hanno lavato le loro vesti rendendole candide col sangue dell’Agnello” (Ap 7, 14).

Signore mio, tu lo sai.

Essi appartengono tutti a Te!

Tutti appartengono a Te.

Consegnali tu al Padre.

Amen!

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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