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VIAGGIO APOSTOLICO IN BELGIO

BEATIFICAZIONE DEL SERVO DI DIO DAMIANO DE VEUSTER,
MISSIONARIO DELLA CONGREGAZIONE DEI SACRI CUORI

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Solennità di Pentecoste - Bruxelles
Domenica, 4 giugno 1995

 

Cari Fratelli e Sorelle,

1. “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi… Ricevete lo Spirito Santo” (Gv 20, 21-22).

Gli Apostoli udirono queste parole dalla bocca di Cristo Risorto, la sera della Risurrezione. Al mattino del primo giorno della settimana, le donne, e poi Pietro e Giovanni, constatarono che la tomba dove Gesù era stato deposto era vuota. La sera dello stesso giorno Gesù si presentò in mezzo a loro. Era lo stesso Gesù che avevano conosciuto prima, ma allo stesso tempo era diverso. Sul suo corpo portava i segni della crocifissione, eppure era risorto. Non essendo più sottoposto alle leggi della materia, poteva entrare nel Cenacolo anche se tutte le porte erano chiuse. Dopo aver salutato gli Apostoli: “La pace sia con voi!”, Gesù risorto rivolse loro parole di fondamentale importanza, che decidono l’avvenire della Chiesa: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi” (Gv 20, 22-23).

Il vero momento della discesa dello Spirito Santo è la sera della Risurrezione. Gesù, figlio di Dio, consustanziale al Padre, alita sugli Apostoli. Questo afflato manifesta l’origine dello Spirito Santo, che viene dal Padre e dal Figlio. Questo soffio è salvifico; racchiude tutta la potenza della redenzione operata da Cristo. Si capisce perché Cristo, dopo aver detto agli Apostoli: “Ricevete lo Spirito Santo”, parla subito della remissione dei peccati. Egli conferisce loro il potere di rimettere i peccati, un potere che viene da Dio. Lo trasmette loro assieme al soffio redentore, che annuncia la venuta definitiva dello Spirito Santo. Il giorno di Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli portò al battesimo di quanti credettero in Cristo, sulla parola di Pietro, e che volevano la salvezza, donata a tutta l’umanità, dalla Croce e dalla Risurrezione di Cristo.

2. Gli Atti degli Apostoli ci descrivono in modo dettagliato l’avvenimento della Pentecoste. Lo Spirito Santo, il soffio del Padre e del Figlio, rivela la propria presenza attraverso un violento colpo di vento. Contemporaneamente, lo Spirito Santo si manifesta attraverso l’elemento del fuoco. Ecco che sopra gli Apostoli riuniti nel Cenacolo, appare come un fuoco che si divide in lingue; se ne posa una sulla testa di ognuno di loro. Il vento e il fuoco, elementi naturali, testimoniano così la venuta dello Spirito Santo.

Tuttavia, queste manifestazioni si accompagnano ad un fenomeno di ordine soprannaturale. Gli Apostoli, pieni dello Spirito Santo, si mettono a parlare in altre lingue, secondo il modo di esprimersi che lo Spirito dona loro. Questo avvenimento suscita grande stupore in tutti quelli che si trovano a Gerusalemme, “Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo” (At 2, 5). Stupefatti e meravigliati, esclamano: “Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?” (At 2, 7-8).

Quando l’autore del libro degli Atti degli Apostoli elenca i Paesi del mondo conosciuti a quell’epoca da cui provengono i pellegrini che partecipano all’evento della Pentecoste, delinea quasi una geografia della prima evangelizzazione, che gli apostoli devono compiere, annunciando nelle varie lingue “le meraviglie di Dio”. A parte Roma, non viene menzionato nessun Paese dell’occidente, del centro, del nord o dell’est dell’Europa. Il Belgio non viene nominato, e nemmeno le isole dell’arcipelago di Molokaî, nel lontano Pacifico. Non si parla della patria di Padre Damiano de Veuster, né del paese nel quale sarebbe andato in missione e avrebbe dato la sua vita per Cristo, realizzando così il servizio dell’amore per il prossimo.

3. Evocando i luoghi cari al cuore di Padre Damiano, saluto le Loro Maestà il Re dei Belgi e la Regina, Sua Maestà la Regina Fabiola, così come i membri del Corpo diplomatico e le Autorità civili. Esprimo i miei auguri fraterni al Cardinale Danneels in occasione del suo compleanno; i miei fervidi auguri vanno anche al Cardinale Suenens, che festeggerà il suo compleanno fra qualche giorno. Porgo i miei cordiali saluti a tutti i Vescovi. Sono lieto per la presenza della famiglia di Padre Damiano, di numerosi missionari, e delle delegazioni delle città di Tremelo, Malonne e Lovanio, e dell’Associazione degli Amici di Padre Damiano.

Sono felice di accogliere i delegati delle Isole Hawai.

A tutti voi, vanno i miei auguri fervidi e sinceri. La pace e l’amore di Cristo siano con voi!

4. Nel corso dei secoli, la Chiesa non ha mai cessato di crescere e di portare il Vangelo fino ai confini della terra, rispondendo alla chiamata di Cristo, che ha donato lo Spirito Santo, forza indispensabile affinché gli uomini svolgessero questo compito di evangelizzazione. La Chiesa rende grazie allo Spirito Santo per Padre Damiano, poiché è lo Spirito che gli ha ispirato il desiderio di consacrarsi senza riserve ai lebbrosi nelle isole del Pacifico, in particolare a Molokaî. Oggi, attraverso le mie parole, la Chiesa riconosce e conferma il valore esemplare di Padre Damiano sul cammino della santità, lodando Dio per averlo guidato fino alla fine della sua esistenza, lungo un cammino spesso difficile. Essa contempla con gioia ciò che Dio può realizzare attraverso la fragilità umana, poiché “è lui che ci dà la santità ed è l’uomo che la riceve” (Origene, Omelie su Samuele, I,11, 11).

Padre Damiano ha vissuto una forma particolare di santità nel corso del suo ministero; era allo stesso tempo sacerdote, religioso e missionario. Attraverso queste tre qualità, egli ha rilevato il volto di Cristo, indicando il cammino della salvezza, insegnando il Vangelo ed essendo un infaticabile agente di sviluppo. Ha organizzato la vita religiosa, sociale e fraterna di Molokaî, isola messa al bando dalla società a quell’epoca; con lui, ognuno aveva il suo posto, ognuno veniva riconosciuto e amato dai suoi fratelli.

In questo giorno di Pentecoste, domandiamo per noi come per tutti gli uomini l’assistenza dello Spirito Santo, per lasciare che discenda su di noi. Abbiamo la certezza che non ci impone niente che non sia accessibile, ma che, a volte attraverso cammini scoscesi, porta il nostro essere e la nostra esistenza alla perfezione. Questa celebrazione è anche un appello ad approfondire la vita spirituale, indipendentemente dal nostro essere malati o sani, e dalla nostra posizione sociale.

Cari Fratelli e Sorelle del Belgio, ognuno di voi è chiamato alla santità: mettete il vostro talento al servizio di Cristo, della Chiesa e dei vostri fratelli; lasciatevi plasmare con umiltà e pazienza dallo Spirito! La santità non è la perfezione secondo i criteri umani; non è riservata ad un esiguo numero di individui eccezionali. Essa è per tutti; è il Signore che ci fa accedere alla santità, quando accettiamo di collaborare per la gloria di Dio alla salvezza del mondo, malgrado il nostro peccato e il nostro temperamento a volte ribelle. Nella vostra vita quotidiana, siete chiamati a fare delle scelte che richiedono, “alcune volte, sacrifici non comuni” (Veritatis Splendor, 102). La vera felicità ha questo prezzo. L’apostolo dei lebbrosi ne è il testimone.

5. Today’s celebration is also a call to solidarity. While Damien was among the sick, he could say in his heart: "Our Lord will give me the graces I need to carry my cross and follow him, even to our special Calvary at Kalawao". The certainty that the only things that count are love and the gift of self was his inspiration and the source of his happiness. The apostle of the lepers is a shining example of how the love of God does not take us away from the world. Far from it: the love of Christ makes us love our brothers and sisters even to the point of giving up our lives for them.

I am pleased to greet the Bishop of Honolulu who accompanied the pilgrims of Hawaii for this solemn joyful celebration.

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

5. La celebrazione di oggi è anche un appello alla solidarietà. Quando Damiano si trovava in mezzo ai malati, poteva pronunciare nel suo cuore queste parole: “Nostro Signore mi darà la grazia necessaria per portare la mia croce seguendolo, fino al nostro Golgota speciale di Kalakao”. La certezza che contano solo l’amore e il dono di sé lo incoraggiava e lo rendeva felice. L’apostolo dei lebbrosi è un esempio luminoso del fatto che l’amore per Dio non allontana dal mondo, ma anzi l’amore di Cristo porta ad amare i propri fratelli fino a dare la propria vita per essi.

Sono felice di salutare il Vescovo di Honolulu che guida i pellegrini delle Hawai a questa solenne celebrazione.

6. An euch, liebe Schwestern und Brüder Belgiens, liegt es, die Fackel Pater Damians erneut zu ergreifen. Sein Zeugnis ist für euch alle, vor allem für euch junge Menschen, ein Anruf, um ihn kennenlernen zu können und durch sein Opfer in euch die Sehnsucht nach der Gottesliebe, dem Quell aller wahren Liebe und jedes gelungenen Lebens, und das Verlangen, aus eurem Leben eine fruchtbare Gabe zu machen, wachsen zu lassen.

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

6. Cari fratelli e sorelle del Belgio, tocca oggi a voi riprendere la fiaccola di Padre Damiano. La sua testimonianza è per voi un appello, soprattutto per voi giovani, affinché possiate tutti conoscerlo, e, attraverso il suo sacrificio, crescano in voi il desiderio di amare Dio, fonte del vero amore e di una vita felice, e il desiderio di fare della vostra vita un’autentica offerta.

7. Mon cœur se tourne vers ceux qui sont aujourd’hui encore atteints de la lèpre. Avec Damien, ils ont désormais un intercesseur, car, avant d’être malade, il s’était déjà identifié à eux et disait souvent: “Nous autres, lépreux”. En appuyant auprès de Paul VI la cause de béatification, Raoul Follereau avait eu l’intuition du rayonnement spirituel que Damien pouvait avoir après sa mort. Ma prière rejoint aussi tous ceux qui sont frappés par des maladies graves et incurables, ou qui sont à l’approche de la mort. Comme les évêques de votre pays l’ont rappelé, tous les hommes ont le droit d’avoir, de la part de leurs frères, une main tendue, une parole, un regard, une présence patiente et aimante, même s’il n’y a pas d’espoir de guérison. Frères et Sœurs malades, vous êtes aimés de Dieu et de l’Eglise! La souffrance est pour l’humanité un mystère inexplicable; si elle écrase l’homme laissé à ses propres forces, elle trouve un sens dans le mystère du Christ mort et ressuscité, qui demeure proche de tout être et qui lui murmure: “Courage, j’ai vaincu le monde”.  Je rends grâce au Seigneur pour les personnes qui accompagnent et entourent les malades, les petits, les êtres faibles et sans défense, les exclus: je pense spécialement aux professionnels de la santé, aux prêtres et aux laïcs des équipes d’aumônerie, aux visiteurs d’hôpitaux, et à ceux qui se dévouent pour la cause de la vie, pour la sauvegarde des enfants, et pour que chaque homme ait un toit et une place au sein de la société. Par leur action, ils rappellent l’incomparable dignité de nos frères qui souffrent, dans leur corps ou dans leur cœur; ils manifestent que toute vie, même la plus fragile et la plus souffrante, a du poids et du prix au regard de Dieu. Avec les yeux de la foi, au–delà des apparences, on peut voir que tout être est porteur du riche trésor de son humanité et de la présence de Dieu, qui l’a tissé dès l’origine.

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

7. Il mio cuore si rivolge a quanti ancora oggi sono colpiti dalla lebbra. In Damiano, essi hanno ormai un intercessore, poiché, prima di ammalarsi, si era già identificato con essi e diceva spesso: “Noi altri, lebbrosi”. Postulando presso Paolo VI la causa di beatificazione, Raoul Follereau aveva intuito l’influenza spirituale che Damiano poteva avere dopo la sua morte. La mia preghiera raggiunge anche tutti coloro che sono colpiti da malattie gravi e incurabili, o che sono vicini alla morte. Come hanno ricordato i Vescovi del vostro Paese, tutti gli uomini hanno il diritto di ricevere, da parte dei loro fratelli, una mano tesa, una parola, uno sguardo, una presenza paziente e amorevole anche quando non c’è speranza di guarigione. Fratelli e sorelle malati, siete amati da Dio e dalla Chiesa! La sofferenza è per l’umanità un mistero inspiegabile; se schiaccia l’uomo abbandonato alle proprie forze, essa trova un senso nel mistero di Cristo morto e risorto, che rimane vicino a qualsiasi uomo e gli sussurra: “Abbiate fiducia; io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33). Rendo grazie al Signore per le persone che accompagnano e circondano i malati, i bambini, gli individui più deboli e indifesi, gli emarginati: penso soprattutto ai professionisti della salute, ai sacerdoti e ai laici dei gruppi di cappellani, a quanti visitano gli ospedali, e a quanti si dedicano alla causa della vita, per la tutela dell’infanzia, e affinché ogni uomo abbia un tetto e un posto in seno alla società. Con le loro azioni, essi ricordano l’incomparabile dignità dei nostri fratelli che soffrono, nel corpo e nel cuore; essi mostrano che ogni vita, anche la più fragile e la più sofferente, ha un peso e un valore agli occhi di Dio. Con gli occhi della fede, al di là delle apparenze, si può vedere come qualsiasi essere sia portatore del ricco tesoro della sua umanità e della presenza di Dio, che ne ha tessuto la trama fin dalle origini (cf. Sal 139).

8. Dans la Première Lettre aux Corinthiens, saint Paul écrit: “Personne n’est capable de dire "Jésus est le Seigneur" s’il n’est avec l’Esprit Saint”.  En effet, dire “Jésus est le Seigneur” signifie confesser sa divinité, comme l’avait confessée saint Pierre au nom des Apôtres à Césarée de Philippe. “Le Seigneur” – Kyrios en grec – est celui qui domine sur toute la création, celui auquel s’adresse le psaume que nous avons entendu: “Bénis le Seigneur, ô mon âme; Seigneur mon Dieu, tu es si grand! Quelle profusion dans tes œuvres, Seigneur! La terre s’emplit de tes biens. Tu reprends leur souffle, ils expirent et retournent à leur poussière. Tu envoies ton souffle: ils sont créés; tu renouvelles la face de la terre”. 

Ces versets de la liturgie parlent du pouvoir de Dieu sur toute la création. Elles concernent l’Esprit Saint, qui est Dieu, et qui donne la vie avec le Père et le Fils. Aussi, l’Eglise prie–t–elle aujourd’hui: “O Seigneur, envoie ton Esprit qui renouvelle la face de la terre”! L’Esprit Saint fait en sorte que l’homme parvienne à la connaissance du Christ et confesse sa divinité: “Jésus est Seigneur” – Kyrios!

Cette foi en la divinité du Christ, le Père Damien, d’une certaine manière, l’a sucée avec le lait maternel, dans sa famille en Flandres. Il a grandi avec elle et il la porta ensuite à ses frères et sœurs, dans les lointaines îles Molokaï. Pour confirmer jusqu’au bout la vérité de son témoignage, il a offert sa vie au milieu d’eux. Qu’aurait–il pu offrir d’autre aux lépreux, condamnés à une mort lente, sinon sa propre foi et cette vérité que le Christ est Seigneur et que Dieu est Amour? Il devint lépreux au milieu des lépreux, il devint lépreux pour les lépreux. Il a souffert et il est mort comme eux, croyant en la résurrection dans le Christ, car le Christ est Seigneur!

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

8. Nella Prima Lettera ai Corinzi, san Paolo scrive: “Nessuno può dire: “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo” (1 Cor 12, 3). Infatti, dire “Gesù è il Signore” significa ammettere la sua divinità, come l’aveva ammessa san Pietro in nome degli Apostoli a Cesarea di Filippi. “Il Signore” – Kyrios in greco – è colui che domina su tutta la creazione, colui al quale si rivolge il salmo che abbiamo ascoltato: Benedici il Signore, anima mia, Signore, mio Dio, quanto sei grande!... Quanto sono grandi le tue opere, Signore!... la terra è piena delle tue creature... togli loro il respiro, muoiono e ritornano nella loro polvere... Mandi il tuo spirito, sono creati, e rinnovi la faccia della terra” (Sal 104, 1. 24. 29-30).

Questi versetti della liturgia parlano del potere di Dio su tutto il creato. Riguardano lo Spirito Santo, che è Dio, e che dona la vita con il Padre e il Figlio. Ecco perché la Chiesa oggi prega così: “Signore, manda il tuo Spirito a rinnovare la faccia della terra”! Lo Spirito Santo fa in modo che l’uomo arrivi alla conoscenza di Cristo e ammetta la sua divinità: “Gesù è Signore” – Kyrios!

Questa fede nella divinità di Cristo, Padre Damiano, in un certo modo, l’ha succhiata con il latte materno, nella sua famiglia nelle Fiandre. È cresciuto con essa e l’ha portata in seguito ai suoi fratelli e sorelle, nelle lontane isole Molokaî. Per confermare fino alla fine la verità della sua testimonianza, ha offerto la sua vita in mezzo a loro. Che altro avrebbe potuto offrire ai lebbrosi, condannati ad una morte lenta, se non la sua fede e quella verità secondo la quale Cristo è Signore e Dio è amore? È diventato lebbroso in mezzo ai lebbrosi, è diventato lebbroso per i lebbrosi. Ha sofferto ed è morto come loro, credendo nella risurrezione in Cristo, poiché Cristo è Signore!

9. Saint Paul écrit encore: “Les dons de la grâce sont variés, mais c’est toujours le même Esprit. Les fonctions dans l’Eglise sont variées, mais c’est toujours le même Seigneur. Les activités sont variées, mais c’est toujours le même Dieu qui agit en tous. Chacun reçoit le don de manifester l’Esprit en vue du bien de tous”.  Par ces paroles, l’Apôtre présente une vision dynamique de l’Eglise, dynamique et en même temps charismatique. Dans cette vision charismatique, se manifeste l’Esprit que le Père, au nom du Christ, envoie sur les Apôtres. Tout a sa source dans les divers dons de la grâce, qui rendent les croyants capables de réaliser les activités, les vocations et les ministères variés, dans l’Eglise et dans le monde.

Le regard de Paul est universel, et, dans ce regard universel, nous retrouvons certainement une partie de la vie de notre bienheureux: son charisme, sa vocation et son ministère. En tout ceci, l’Esprit Saint s’est manifesté, pour le bien de tous. La béatification du Père Damien sert au bien de toute l’Eglise. Elle revêt une importance particulière pour l’Eglise qui est en Belgique, ainsi que pour l’Eglise dans les îles de l’Océanie.

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

9. San Paolo scrive ancora: “Vi sono poi diversità di carismi, ma uno solo è lo Spirito; vi sono diversità di ministeri, ma uno solo è il Signore; vi sono diversità di operazioni, ma uno solo è Dio che opera tutto in tutti. E a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l’utilità comune” (1 Cor 12, 4-7). Con queste parole l’Apostolo presenta una visione dinamica della Chiesa, dinamica e al tempo stesso carismatica. In questa visione carismatica, si manifesta lo Spirito infuso sugli Apostoli dal Padre in nome di Cristo. Ogni cosa ha la sua fonte nei diversi doni della grazia, che rendono i credenti capaci di svolgere le attività, le vocazioni e i vari ministeri, nella Chiesa e nel mondo.

Lo sguardo di Paolo è universale, e, in questo sguardo universale, ritroviamo certamente una parte della vita del nostro beato: il suo carisma, la sua vocazione e il suo ministero. In tutto ciò, lo Spirito Santo si è manifestato per il bene di tutti. La beatificazione di Padre Damiano apporta beneficio a tutta la Chiesa. Essa riveste un’importanza particolare per la Chiesa in Belgio, come anche per la Chiesa nelle isole dell’Oceania.

10. Il est providentiel que cette béatification se déroule au cours de la solennité de la Pentecôte. Dans la Lettre au Corinthiens, Paul continue ainsi: “Notre corps forme un tout, il a pourtant plusieurs membres; et tous les membres, malgré leur nombre, ne forment qu’un seul corps. Il en est ainsi pour le Christ. Tous, ...nous avons été baptisés dans l’unique Esprit pour former un seul corps. Tous, nous avons été désaltérés par l’unique Esprit”.  Cet Esprit a soufflé dans les lointaines îles de l’Océanie, par le ministère du Père Damien; il trouve un écho dans vos familles, dans vos paroisses et dans les Congrégations missionnaires. Dans l’histoire de votre pays, se sont multipliées les œuvres, pour le bien et la croissance de l’Eglise; il faut noter en particulier la naissance de nombreuses congrégations religieuses qui ont eu un rayonnement important, par leurs activités spirituelles, caritatives, intellectuelles et sociales. D’autre part, des personnes douées de profonds charismes ont commencé à réaliser de grandes œuvres. Il suffit de mentionner des fondations comme les Universités catholiques de Louvain et de Louvain–la–Neuve, ainsi que la Jeunesse ouvrière catholique (JOC); il suffit de se rappeler des personnes comme le Cardinal Mercier, pionnier de l’œcuménisme, ou plus tard, le Cardinal Cardijn, fondateur de la JOC, et bien d’autres par qui l’Esprit agissait, pour le bien de toute l’Eglise, non seulement sur votre terre, mais encore dans le monde entier.

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

10. È provvidenziale che questa beatificazione si svolga nel corso della solennità della Pentecoste. Nella Lettera ai Corinti, Paolo continua così: “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. ...tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo... Tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito” (1 Cor 12, 12-13). Questo Spirito ha soffiato nelle lontane isole dell’Oceania, attraverso il ministero di Padre Damiano; esso trova eco nelle vostre famiglie, nelle vostre parrocchie e nelle Congregazioni missionarie. Nella storia del vostro Paese si sono moltiplicate le opere, volte al bene e alla crescita della Chiesa; bisogna citare in particolare la nascita di numerose congregazioni religiose che hanno avuto una diffusione importante, con le loro attività spirituali, caritative, intellettuali e sociali. D’altra parte, persone dotate di profondi carismi hanno intrapreso grandi opere. È sufficiente ricordare fondazioni come le Università cattoliche di Lovanio e di Lovanio-la-Nuova, così come la Jeunesse ouvrière catholique (J.O.C.) (Gioventù Operaia Cattolica); basta menzionare persone come il Cardinale Mercier, pioniere dell’ecumenismo, o il Cardinale Cardijn, fondatore della J.O.C. e molte altre attraverso cui lo Spirito ha operato, per il bene di tutta la Chiesa, non solo nel vostro Paese ma in tutto il mondo.

11. Bienheureux Damien, tu t’es laissé conduire par l’Esprit Saint, en fils obéissant à la volonté du Père. Par ta vie et par ton œuvre missionnaire, tu manifestes la tendresse et la miséricorde du Christ pour tout homme, lui dévoilant la beauté de son être intérieur, qu’aucune maladie, qu’aucune difformité ni que nulle faiblesse ne peuvent totalement défigurer. Par ton action et par ta prédication, tu rappelles que Jésus a pris sur lui la pauvreté et la souffrance des hommes, et qu’il en a révélé la valeur mystérieuse. Intercède auprès du Christ, médecin des corps et des âmes, pour nos frères et sœurs malades, afin que, dans les angoisses et les douleurs, ils ne se sentent pas abandonnés, mais, unis au Seigneur ressuscité et à son Eglise, qu’ils découvrent que l’Esprit Saint vient les visiter, et qu’ils obtiennent ainsi la consolation promise aux affligés.

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

11. Beato Damiano, ti sei lasciato guidare dallo Spirito Santo, come un figlio che obbedisce alla volontà del Padre. Con la tua vita e la tua attività missionaria, esprimi la tenerezza e la misericordia di Cristo per ogni uomo, svelandogli la bellezza del suo essere interiore, che nessuna malattia, nessuna deformità e nessuna debolezza possono sfigurare completamente. Con il tuo operato e la tua predicazione, ricordi che Gesù ha fatto sue la povertà e la sofferenza degli uomini, e che ne ha rivelato il valore misterioso. Intercedi presso Cristo, medico dei corpi e delle anime, per i nostri fratelli e sorelle malati, affinché, nell’angoscia e nel dolore, non si sentano abbandonati ma, uniti al Signore risorto e alla sua Chiesa, scoprano che lo Spirito Santo discende su di loro e possano ottenere così la consolazione promessa agli afflitti.

12. “Gloire au Seigneur à tout jamais! Que Dieu se réjouisse en ses œuvres”!  C’est avec ces paroles du psalmiste que je veux conclure notre méditation, en ce jour solennel si attendu, au cours duquel le fruit mûr de la sainteté – le Père Damien de Veuster – reçoit la gloire des autels dans sa patrie. Frères et sœurs, soyez dociles à l’Esprit Saint, pour qu’à travers votre vie les hommes puissent découvrir le Dieu de qui vient tout don parfait!

Ecco le parole del Santo Padre in una nostra traduzione in lingua italiana.

12. “La gloria del Signore sia per sempre; gioisca il Signore delle sue opere” (Sal 104, 31). È con queste parole del salmista che desidero concludere la nostra meditazione, in questo giorno solenne tanto atteso, durante il quale il frutto maturo della santità – Padre Damiano de Veuster – riceve la gloria degli altari nella sua patria. Fratelli e sorelle, siate aperti allo Spirito Santo, affinché attraverso la vostra vita gli uomini possano scoprire il Dio da cui proviene ogni dono perfetto!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

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