The Holy See
back up
Search
riga

VIAGGIO APOSTOLICO NEGLI STATI UNITI

RECITA DEL SANTO ROSARIO
NELLA CATTEDRALE DI «ST. PATRICK»

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

New York (USA) - Sabato, 7 ottobre 1995

 

Caro Cardinale O’Connor e
Cari fratelli Cardinali e Vescovi,
Cari Fratelli e Sorelle,
Distinti Ospiti,

1. È per me una grande gioia essere ancora una volta nella cattedrale di St. Patrick, che è una sorta di punto di riferimento spirituale per tutti gli abitanti di New York, e in un certo senso per tutti i cattolici negli Stati Uniti.

Da questa “dimora di Dio” saluto i familiari di Dio nello Spirito (cf. Ef 2, 19): tutti coloro che sono stati “rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva” (1 Pt 1, 3). In primo luogo saluto il mio caro amico il Cardinale O’Connor, Pastore di questa enorme Arcidiocesi, di cui tutti conoscete la coraggiosa guida. Saluto tutti voi che avete recitato il Rosario con me, qui, oggi, proprio nella Festa del Santo Rosario, specialmente i malati e i disabili. Rivolgo rispettosi saluti anche alle autorità civili della città, dello Stato e della nazione.

2. Sono lieto che il Cardinale O’Connor abbia invitato due categorie molto speciali di persone per pregare insieme questo pomeriggio: i rappresentanti degli istituti religiosi dell’Arcidiocesi e le famiglie di ognuna delle oltre quattrocento parrocchie. Queste vocazioni sono complementari. La famiglia, tipica vocazione laica, testimonia la presenza di Dio nella storia attraverso l’amore reciproco dei coniugi e il loro servizio alla vita. I religiosi, vivendo la consacrazione radicale dei consigli evangelici, testimoniano che Dio è assoluto e che il suo Regno di giustizia, di pace e d’amore è il nostro supremo destino. Entrambe le vocazioni svolgono quindi un ruolo essenziale nella missione della Chiesa e nella grande impresa di umanizzare il mondo.

3. Cari religiosi, seguendo Cristo lungo il cammino stretto e difficile (cf. Mt 7, 14), sperimentate quanto sia vero che è “grande presso di lui la redenzione”: copiosa apud eum redemptio (Sal 130, 7). Forse per alcuni di voi questo è stato una croce resa pesante dalle tentazioni del dubbio circa il significato e lo scopo della vostra testimonianza, dagli attacchi rivolti alla vita religiosa e alla Chiesa stessa. Tuttavia la vostra fedeltà ha resistito alle sfide interne ed esterne e rimane un esempio singolare per un mondo che ha tanto bisogno della vita nuova in Cristo (cf. Rm 6,4), resa presente dall’amore della donazione di sé che ispira tutta la vostra vita (cf. Perfectae Caritatis, 1).

Ogni giorno nelle mie preghiere lodo e ringrazio il Padre della Misericordia per gli sforzi eroici di tante religiose e tanti religiosi che vivono secondo “la legge dello Spirito che dà vita in Cristo Gesù” (Rm 8, 2). Dobbiamo implorare Dio affinché, per Sua grazia e mediante l’intercessione di Maria e dei vostri Santi fondatori e delle vostre Sante fondatrici, una nuova Pentecoste si radichi nella vita consacrata affinché risulti chiaro a tutti, in particolare ai giovani, che la vita religiosa è una forza vitale e necessaria nella Chiesa. A ognuno di voi e a tutti i fedeli religiosi degli Stati Uniti, con parole tratte dalla Lettera agli Ebrei dico: “Non abbandonate dunque la vostra fiducia, alla quale è riservata una grande ricompensa” (Eb 10, 35). La società ha bisogno della vostra testimonianza profetica e inequivocabile della vicinanza di Dio.

4. Care Famiglie, Care madri, cari padri, figlie, figli, fratelli, sorelle, nonni:

Dovevo venire a New York lo scorso anno in occasione della celebrazione dell’Anno della Famiglia promosso dalle Nazioni Unite. Nella Lettera alle Famiglie, scritta in quella occasione, ho osservato che la famiglia si trova “al centro del grande combattimento tra il bene e il male, tra la vita e la morte, tra l’amore e quanto all’amore si oppone” (Lettera alle famiglie, 23). La famiglia è quindi al centro della missione della Chiesa e della sua sollecitudine per l’umanità.

Quando un uomo e una donna si uniscono l’uno all’altro senza riserve nella loro decisione di essere fedeli in “malattia e salute, nella buona e nella cattiva sorte”, fino ad escludere ogni altro amore fisico, essi cooperano con il Creatore nel portare al mondo nuova vita. Voi genitori potete guardare i vostri figli con amore e dire: questa è “carne della mia carne” (Gen 2, 23). La vostra vita è delineata dal vostro desiderio e dovere paterni e materni di dare il meglio ai vostri figli: una casa colma di amore, una formazione, un avvio buono e positivo sul cammino della vita, ora e per l’eternità. Soprattutto, attraverso il battesimo permettete ai vostri figli di diventare i figli e le figlie diletti di Dio, misticamente uniti con Cristo, incorporati alla sua Chiesa!. Considerate quanto è importante che voi alimentiate la vita di fede e quella di grazia in voi stessi e nei vostri figli. Sotto l’altare maggiore di questa Cattedrale, insieme ai precedenti Cardinali e Arcivescovi di New York, è sepolto il servo di Dio Pierre Toussaint, uomo sposato, in passato schiavo originario di Haiti. Che c’è di tanto straordinario in quest’uomo? Egli ha irradiato una fede serena e gioiosa, alimentata quotidianamente dall’Eucaristia e dalle visite al Santissimo Sacramento. Di fronte alla costante e dolorosa discriminazione, egli comprese, come pochi hanno fatto, il significato delle parole: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34). Nessun tesoro eleva e trasforma quanto la luce della fede.

Da molti punti di vista questi sono tempi difficili per i genitori che desiderano trasmettere ai loro figli il tesoro della fede cattolica. A volte voi stessi non siete sicuri di ciò che la Chiesa sostiene. Vi sono falsi maestri e voci dissenzienti. I cattivi esempi causano grandi danni. Inoltre, una cultura intemperante mina molti dei valori che sono alla base di una sana vita familiare.

5. Vi sono due cose che le famiglie cattoliche in America possono subito fare per rafforzare la vita familiare. La prima è la preghiera: sia quella personale, sia quella famigliare. La preghiera eleva le nostre menti e i nostri cuori a Dio per ringraziarlo delle sue benedizioni, per chiedergli aiuto. Ciò introduce la forza salvifica di Gesù Cristo nelle decisioni e nelle azioni della vita quotidiana.

Vi è una preghiera in particolare che consiglio alle famiglie, quella che abbiamo appena recitato, il Rosario. E in particolare i misteri gaudiosi, che ci aiutano a meditare sulla Sacra Famiglia di Nazaret. Unendo la sua volontà alla volontà di Dio, Maria ha concepito Cristo Bambino, ed è diventata l’esempio di ogni madre che porta in grembo il proprio figlio. Andando a trovare sua cugina Elisabetta, Maria ha portato in un’altra famiglia la presenza salvifica di Gesù. Maria ha partorito il Bambino Gesù nelle circostanze più umili e lo ha presentato a Simeone nel tempio, come ogni bambino può essere presentato a Dio nel battesimo. Maria e Giuseppe si preoccuparono del bambino che si era perduto prima di ritrovarlo nel tempio, cosicché i genitori di tutte le generazioni sapessero che le prove e i dispiaceri della vita familiare sono la via per un’unione più stretta con Gesù. Per usare una frase resa famosa dal defunto Padre Patrick Peyton: La famiglia che prega unita rimane unita!

6. Il secondo suggerimento che offro alle famiglie è quello di utilizzare il Catechismo della Chiesa Cattolica per apprendere la fede e per rispondere alle domande che sorgono, in particolare alle questioni morali che oggi tutti devono affrontare. Cari Genitori, voi siete educatori perché siete genitori. Esorto e incoraggio i Vescovi e tutta la Chiesa negli Stati Uniti ad aiutare i genitori ad adempiere la loro vocazione a essere i principali e più importanti maestri di fede per i loro figli. Vorrei inoltre rivolgere un particolare ringraziamento a tutti coloro che hanno fatto sacrifici, a volte eroici, per garantire ai bambini cattolici di ricevere una formazione nella fede sia attraverso il sistema scolastico cattolico sia attraverso i programmi di educazione religiosa nelle vostre parrocchie. So che l’Arcidiocesi di New York è orgogliosa delle sue scuole cattoliche e dei suoi programmi di educazione religiosa. Enormi sforzi vengono profusi in queste attività nonostante le grandi difficoltà. Possa Dio ricompensare tutte le persone impegnate in queste attività!

7. Anche le famiglie in difficoltà o le coppie che vivono in situazioni irregolari hanno diritto alla cura pastorale della Chiesa. Altre famiglie più forti e spiritualmente più mature possono svolgere un ruolo meraviglioso nell’offrire incoraggiamento e aiuto a tali coppie e famiglie. Ogni rafforzamento dei legami familiari è una vittoria per la società. Mi rivolgo a tutti voi affinché promuoviate il rispetto per il mistero della vita e dell’amore che Dio ha affidato in modo speciale alle famiglie.

E a voi religiosi, rivolgo un appello affinché siate, nel cuore della Chiesa negli Stati Uniti, ciò che il Concilio Vaticano II vi ha chiamato ad essere: “una splendida caratteristica del regno dei cieli” (Perfectae Caritatis, 1).

Che Dio benedica tutti voi!

Che Dio benedica la Chiesa a New York!

 

© Copyright 1995 - Libreria Editrice Vaticana

 

top