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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA DI SAN GIULIO I PAPA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 4 febbraio 1996

 

1. "Io sono la luce del mondo" (Gv 8, 12).

Così dice di sé Cristo, il Figlio del Dio vivente, Colui che la Chiesa proclama, mediante le parole del Simbolo della fede, "Dio da Dio, Luce da Luce".

Proprio Lui, il Verbo eterno di Dio, è la luce del mondo, poiché "per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo". Egli si è fatto uomo per introdurci nella luce di Dio: in quella Luce che è Lui stesso.

Il tema principale dell’odierna Liturgia è contenuto nel Canto al Vangelo, nel quale Cristo ripete a ciascuno di noi: "Chi segue me avrà la luce della vita" (cf. Gv 8, 12). In queste parole troviamo un riflesso della luce che risplende nel Natale del Signore, nell’Epifania e nella Presentazione al tempio. Allo stesso tempo esse annunciano già la Pasqua, alla quale ci stiamo gradualmente avvicinando:

"Lumen ad revelationem gentium", "luce per illuminare le genti" (Lc 2, 32).

2. Le Letture che abbiamo ascoltato mettono in risalto la vocazione cristiana. La luce di Cristo deve rispecchiarsi e risplendere nella condotta dei suoi discepoli attraverso la testimonianza delle opere buone.

A questo esorta il profeta Isaia: "Spezza il tuo pane con l’affamato, introduci in casa i miseri, senza tetto, vesti chi è nudo, senza distogliere gli occhi dalla tua gente. Allora la tua luce sorgerà come l’aurora" (cf. Is 58, 7-8).

Lo stesso spirito di solidarietà e di apertura verso il prossimo viene proposto dal Salmo responsoriale, che indica nel timore del Signore la radice della vera pietà e della beatitudine: "Beato l’uomo che teme il Signore... Felice l’uomo pietoso che dà in prestito" (Sal 111, 1.5).

Il valore delle opere buone è, infatti, un arricchimento interiore per coloro che le compiono: "Sicuro è il suo cuore, non teme... Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre" (Sal 111, 8.9).

3. Nel brano del Vangelo di Matteo, che è stato poc’anzi proclamato, Cristo sviluppa ed approfondisce queste verità. Nella sua predicazione, infatti, Egli afferma apertamente: "Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa" (Mt 5, 14-15).

Se vogliamo essere autentici discepoli di Colui che è Luce del mondo, dobbiamo essere riconoscibili come tali dalle nostre opere. Gesù ribadisce questa esigenza quando afferma: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5, 16).

Il Padre è la Luce primordiale, la Fonte di ogni bene: da Lui trae origine ogni altra luce ed ogni dono per gli uomini. È necessario che la condotta dei credenti testimoni tale originaria verità della fede.

4. L’apostolo Paolo, nella prima Lettera ai Corinzi, offre un esempio singolare di questa testimonianza, presentando la propria esperienza personale. Le sue parole meritano di essere approfondite con particolare attenzione.

Come annunciatore del Vangelo, egli è intimamente persuaso che in quest’opera non è sufficiente una seducente "sublimità di parola o di sapienza" umana (1 Cor 2, 1). È necessaria, invece, un’altra sapienza, con una diversa forza di argomentazione. La potenza di tale testimonianza è fornita unicamente da Cristo crocifisso e risorto. "Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso" (1 Cor 2, 2).

In questa affermazione paolina è racchiuso il nucleo centrale dell’evangelizzazione, proclamato incessantemente nel cuore di ogni Celebrazione Eucaristica: "Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell’attesa della tua venuta".

5. Carissimi Fratelli e Sorelle della Parrocchia di san Giulio! Sono lieto di essere tra voi in questa Domenica, la quinta del Tempo Ordinario, nella quale la Liturgia ci ha fatto ancora una volta ascoltare le parole del Vangelo di Matteo, con cui inizia il Libro del recente Sinodo della nostra diocesi: "Voi siete la luce del mondo... risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (5, 14-16).

So che la vostra Comunità cerca di realizzare il programma pastorale scaturito dal Sinodo. Esprimo il mio apprezzamento per il vostro impegno e vi incoraggio a proseguire generosamente in questo cammino. Ad esso si collega il programma pastorale diocesano, che voi fedelmente seguite. Esso, in vista del Giubileo del Duemila, ha nella già annunciata missione cittadina uno dei suoi punti qualificanti. Tale missione costituisce, infatti, un forte invito, rivolto a tutti ad imitare l’evangelica "città collocata sopra un monte" (cf. Mt 5, 14), che non resta nascosta, ma pone in rilievo le grandi opere di Dio.

6. È invito rivolto a voi, cari parrocchiani di san Giulio, perché facciate risplendere la luce di Cristo nel vostro quartiere! Carissimi, vi saluto tutti con affetto, insieme col Cardinale Vicario, col Vescovo Ausiliare del Settore e col vostro parroco, Padre Riccardo Belleri. Saluto cordialmente il Superiore Generale della Comunità religiosa dei Canonici Regolari dell’Immacolata Concezione, a cui è affidato il servizio pastorale nella parrocchia; le Suore Ancelle dell’Immacolata; gli aderenti ai vari gruppi ed Associazioni operanti nella Comunità. Tutti incoraggio ad offrire il proprio contributo, affinché la parrocchia diventi sempre più una Comunità accogliente, giovane nello spirito, assidua nell’ascolto della Parola di Dio, aperta alla condivisione e animata da spirito missionario.

So che la parrocchia di san Giulio è inserita in una zona della Città dove l’età media della popolazione è piuttosto elevata, con un basso indice di natalità. In questa domenica, nella quale la Chiesa che è in Italia celebra la Giornata per la vita, come non esortarvi tutti a testimoniare con coraggio il valore della vita in ogni fase dell’esistenza umana, sapendo anche andare contro-corrente quando occorre? Amate e difendete la vita! Promuovete al riguardo ogni utile iniziativa, coinvolgendo in primo luogo le famiglie. Mi congratulo con voi, poi, per quanto fate a favore degli anziani e dei malati.

Gli anziani, che purtroppo vengono talora emarginati, perché ritenuti poco produttivi, in realtà sono un fondamentale bene per la vita della società. La loro saggezza e la loro esperienza costituiscono un tesoro prezioso da valorizzare per le giovani generazioni. I malati, segno vivo di Cristo sofferente, vanno accompagnati con la preghiera e con le cure suggerite da affetto partecipe e da premurosa attenzione. È necessario che le famiglie, come le istituzioni, se ne facciano carico, garantendo loro un’assistenza rispettosa della loro dignità di persone.

7. Nel brano evangelico odierno troviamo una seconda immagine associata a quella della luce: "Voi siete il sale della terra" (Mt 5, 13). Vengono dunque abbinati gli elementi della luce e del sale. La luce divina, infatti, non soltanto illumina, ma anche trasforma, guarendo e garantendo la salvezza di chi l’accoglie.

La luce di Dio è fonte di vitalità spirituale per colui che la lascia penetrare nella propria vita e rimane in comunione con essa, sottomettendosi alla sua azione salvifica. Carissimi Fratelli e Sorelle, lasciamoci illuminare dalla luce di Cristo, per diventare a nostra volta "il sale della terra" e "la luce del mondo"!

La vostra luce risplenda davanti agli uomini ed essi, vedendo le opere buone da voi compiute, rendano gloria al Padre che è nei cieli.

Amen!

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

      

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