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STAZIONE QUARESIMALE PRESIEDUTA DAL SANTO PADRE
NELLA BASILICA DI SANTA SABINA ALL’AVENTINO

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Mercoledì, 21 febbraio 1996

 

1. "Memento, homo . . . quia pulvis es, et in pulverem reverteris" (cf. Gen 3, 19) - "Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai".

La Chiesa pronuncia queste parole nell’odierna liturgia, mentre vengono imposte le ceneri sul capo dei fedeli. Sono parole che provengono dal Libro della Genesi: i nostri progenitori le udirono dopo aver peccato. Peccato originale e sentenza originale. Per opera del primo Adamo entrò nel mondo la morte ed ogni discendente di Adamo porta in sé il pegno della morte. A tale eredità prendono parte tutte le generazioni dell’umanità.

Una volta fui testimone dell’apertura di un sarcofago regale nella cattedrale di Cracovia. Si trattava di un grande monarca, che aveva esercitato il potere quando la Patria si trovava all’apice del suo splendore e della sua potenza. Ben videro i nostri occhi come il suo corpo era tornato in polvere. Nei suoi riguardi si era attuata l’inesorabile legge della morte. Così avverrà per ciascuno di noi: "In polvere tornerai".

2. Dopo il Concilio, la Chiesa ama ripetere anche un’altra formula liturgica per l’imposizione delle Ceneri: "Convertimini!" - "Convertitevi e credete al Vangelo!" (Mc 1, 15).

All’inizio della Quaresima, il mercoledì delle Ceneri, queste parole costituiscono per noi un programma di vita. Sono le parole con le quali Cristo ha iniziato la sua predicazione.

Convertitevi: Metanoeite! Le Letture dell’odierna Liturgia parlano soprattutto di questo.

"Ritornate a me", proclama il profeta Gioele (2, 12).

E il Salmista: "Miserere mei, Deus secundum misericordiam tuam" "Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia,... mondami dal mio peccato... Riconosco la mia colpa... contro te solo ho peccato... Crea in me, o Dio, un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo... Non respingermi dalla tua presenza e non privarmi del tuo santo spirito" (cf. Sal 50, 3-13).

Nel Vangelo secondo Matteo è Cristo stesso a spiegare il significato dell’elemosina, della preghiera e del digiuno, di quelle opere, cioè, mediante le quali voltiamo le spalle al peccato e ci convertiamo a Dio.

"Ritornate al Signore vostro Dio" (Gl 2, 13), esorta l’acclamazione quaresimale.

"Convertitevi"!

"Convertitevi e credete al Vangelo".

3. Che vuol dire "credere al Vangelo"? Significa accettare tutta la verità su Cristo. L’Apostolo scrive: "Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio" (2Cor 5, 21).

Cristo, nostra giustificazione.

È in Lui e per mezzo di Lui che viene spezzato quel drammatico nodo che congiunge indissolubilmente morte e peccato.

"Il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti" (Is 53, 6) . . . ed Egli, Cristo, assunse su di sé quel terribile peso, perché diventassimo in Lui giustizia di Dio.

Ormai, dunque, non prevale più il binomio: peccato e morte, ma l’altro binomio: morte, la sua morte sulla croce, e giustificazione.

E ciò realizza quanto annunzia il Salmo: "Crea in me, o Dio, un cuore puro" (50, 12). Crea! La Redenzione è la nuova creazione: nella giustizia e nella santità della verità.

4. Perché la Chiesa impone oggi sul nostro capo la cenere? Perché ci ricorda la morte? La morte che è l’effetto del peccato! Perché?

Per prepararci alla Pasqua di Cristo. Al mistero pasquale del Redentore del mondo.

Pasqua vuol dire quel che professiamo nel "Credo": "il terzo giorno risuscitò"!

Sì. Oggi occorre ascoltare il "sei polvere e in polvere tornerai" del mercoledì delle ceneri, perché si schiuda davanti a noi la verità definitiva del Vangelo. La verità sulla Risurrezione: credete al Vangelo.

Per credere al Vangelo fino in fondo, con tutta la verità della nostra esistenza mortale, bisogna che, sulla soglia della Quaresima, ci si schiuda davanti questa prospettiva.

Siamo chiamati a partecipare alla risurrezione di Cristo. Per far risuonare in noi quest’appello con tutta la forza, bisogna che, all’inizio del periodo quaresimale, ci rendiamo conto di che cosa è la morte: ". . .Tu sei polvere . . . Convertitevi . . . Credete al Vangelo!".

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

   

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