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VISITA PASTORALE ALLA PARROCCHIA ROMANA
DEL BEATO JOSEMARÍA ESCRIVÁ

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Domenica, 10 marzo 1996

 

1. "L’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo" (Rm 5, 5).

Queste parole dell’apostolo Paolo, tratte dalla Lettera ai Romani, ci introducono nella prospettiva degli eventi pasquali. Lo Spirito Santo, infatti, ci è stato dato in virtù del sacrificio di Cristo: "mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi" (Rm 5, 8). La sua morte redentrice ha come dischiuso nell’uomo uno spazio interiore, preparando la venuta dello Spirito Santo che Egli avrebbe inviato.

In questo modo l’odierna Liturgia orienta il nostro sguardo non soltanto verso la Pasqua, ma ben oltre: fino al giorno della Pentecoste, quando rivivremo l’evento della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli riuniti nel Cenacolo.

Quest’anno, poi, la Solennità della Pentecoste avrà a Roma una particolare rilevanza, giacché segnerà l’inizio della grande missione cittadina in preparazione al Giubileo del Duemila. Si tratta di un’occasione propizia, di un tempo di grazia offerto alla Comunità cristiana e all’intera Città, per riscoprire i valori evangelici e prepararsi ad entrare spiritualmente e socialmente rinnovate nel terzo millennio.

2. San Paolo, nella seconda Lettura poc’anzi proclamata, scrive che l’amore di Dio è stato "riversato" nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. È significativo il fatto che l’opera dello Spirito Santo venga paragonata al dono dell’acqua (cf. Lett. Enc. Dominum et Vivificantem, nn. 1-2). Quest’immagine richiama innanzitutto l’episodio del Libro dell’Esodo, ricordato nella prima Lettura. Nel deserto Israele, stanco di soffrire a causa della sete, cominciò a mormorare. Dio ordinò a Mosè di battere con il bastone la roccia e da questa scaturì acqua, così che gli Israeliti poterono calmare la loro sete (cf. Es 17, 3-6).

Nel Salmo responsoriale abbiamo ricordato quel luogo, che Mosè chiamò Massa e Meriba, in memoria del grande prodigio operato dal Signore. "Non indurite il cuore, - dice Dio - come a Meriba, come nel giorno di Massa nel deserto, dove mi tentarono i vostri padri" (Sal 94, 8-9). È lo stesso testo biblico che viene recitato quotidianamente nella Liturgia delle Ore.

3. La pericope del Vangelo secondo Giovanni fa riferimento all’analogia fra l’opera dello Spirito Santo e il dono dell’acqua. Il simbolismo viene sviluppato nel colloquio, avvenuto presso il pozzo di Sicar, tra la Samaritana e Gesù che chiede un po’ d’acqua: "Dammi da bere" (Gv 4, 7). La donna esprime stupore, perché colui che domanda è un Giudeo, non mantenendo i Giudei buoni rapporti con i Samaritani (cf. Gv 4, 9).

Ma Cristo risponde: "Se tu conoscessi il dono di Dio e [sapessi] chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva" (Gv 4, 10).

La Samaritana rimane sorpresa da queste parole. Che cosa è l’acqua viva? Gesù stesso precisa: "Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete... l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna" (Gv 4, 14). Egli parla dell’"acqua viva", cioè dell’amore di Dio riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo. Amore divino che diventa nell’uomo sorgente di vita eterna, capace di saziare ogni suo intimo desiderio non soltanto temporale, ma anche, e soprattutto, eterno.

4. Carissimi Fratelli e Sorelle della Parrocchia del Beato Josemaría Escrivá, sono lieto di essere tra voi, oggi, in occasione della solenne Dedicazione della vostra nuova chiesa parrocchiale. Saluto il Cardinale Vicario, il Vescovo Ausiliare del Settore, il Parroco, Don Alberto Ortolani, e i Sacerdoti che collaborano con lui nelle diverse attività pastorali. Rivolgo un riconoscente pensiero a Mons. Javier Echevarría Rodríguez, Prelato dell’Opus Dei, e a tutti coloro che hanno reso possibile la costruzione di questa nuova chiesa, che attendevate fin dal giorno in cui è stata costituita questa vostra Parrocchia.

Saluto con affetto i diversi gruppi di ragazzi, giovani e adulti impegnati a vari livelli nella catechesi, come pure quanti partecipano alle attività parrocchiali della Caritas, dell’Oratorio e degli Scout.

Ringraziamo il Signore, perché abbiamo la gioia di inaugurare questa chiesa. Essa costituisce un luogo privilegiato di aggregazione umana oltre che cristiana, tenendo conto che nel quartiere mancano perfino i servizi essenziali e le strutture atte a favorire l’incontro e la conoscenza tra gli abitanti. Possa questo tempio diventare sempre più il luogo della preghiera e dell’incontro, della fraternità e della comunione.

Con l’odierna Liturgia di Dedicazione questo edificio diviene un luogo sacro, una chiesa, dimora di Dio tra gli uomini. Nel ricevere il sacramento del Battesimo, accade ai credenti qualcosa di ancor più profondo. Resi figli di Dio adottivi mediante la rigenerazione spirituale operata dall’acqua e dallo Spirito Santo, essi sono inseriti nel Corpo mistico di Cristo che è la Chiesa. Lo Spirito abita nei battezzati come in un tempio. Ogni cristiano, perciò, è chiamato ad essere santo, come lo è il Padre celeste.

Questa verità, chiaramente proclamata da Gesù nel Vangelo, è stata testimoniata dal Beato Josemaría Escrivá con la vita ed il costante insegnamento. "Dio ci aspetta ogni giorno, egli amava ripetere. Sappiatelo bene: c’è un qualcosa di santo, di divino, nascosto nelle situazioni più comuni, qualcosa che tocca a ognuno di voi scoprire". E aggiungeva: "Non vi è altra strada, figli miei: o sappiamo trovare il Signore nella nostra vita ordinaria, o non lo troveremo mai" (Colloqui con Monsignor Escrivá de Balaguer, n. 114).

5. Oggi dedichiamo la vostra Parrocchia al Fondatore dell’Opus Dei, che tanto si adoperò per diffondere l’ideale della santità.

Carissimi Fratelli e Sorelle, sappiate fare vostro il suo programma di vita e di impegno pastorale: vivere protesi verso la santità e far comprendere ad ogni persona che s’incontra, uomo o donna, che è chiamata alla piena comunione con Dio.

So che con l’aiuto dei vostri Sacerdoti si sta formando un gruppo di animatori desiderosi di impegnarsi nel sostenere l’evangelizzazione all’interno della Parrocchia, dopo aver approfondito la dottrina e la morale della Chiesa ed aver acquistato maggior consapevolezza della responsabilità dei laici nell’apostolato. Esprimo vivo apprezzamento per questa valida iniziativa pastorale. Auspico che, partecipando allo sforzo apostolico e missionario di tutta la Diocesi per la missione cittadina in vista del grande Giubileo del Duemila, questo vostro zelo cresca sempre più e possa essere fatto proprio da molti abitanti del quartiere.

Sappiamo bene come il dialogo con le anime, se viene fatto in modo approfondito, si sviluppa lentamente. Non desistete da questo vostro fondamentale apostolato; i frutti concreti, anche se dovessero tardare, non mancheranno certo di arrivare.

Vi affido tutti alle mani materne della Beata Vergine Maria e all’intercessione del Beato Josemaría Escrivá.

6. "Veni Lumen cordium". Vieni, Luce dei cuori (Sequenza di Pentecoste).

Il colloquio con la Samaritana, che abbiamo ascoltato nel Vangelo di oggi, parla indirettamente dello Spirito Santo come "luce dei cuori". La donna ammette, infatti, che Cristo conosce i suoi peccati prima ancora che essa glieli abbia confidati; in questo modo, vede in lui un Profeta.

Ecco un tema particolarmente significativo durante il tempo di Quaresima. È necessaria la "luce del cuore" per poter prepararsi bene alla celebrazione della Pasqua, anche mediante il sacramento della Penitenza.

Tutti i fedeli sono invitati ad approfondire, specialmente durante la Quaresima, il valore della Confessione, come momento fondamentale per riconoscere il male ed il peccato presenti nella loro vita, per riconciliarsi con Dio e con i fratelli e per rinnovare la loro adesione a Cristo e al Vangelo. In questo sforzo di riscoperta dell’autentico significato della penitenza evangelica possono offrire un fondamentale contributo le Parrocchie e i Santuari, con le speciali predicazioni che si usa fare nel periodo della Quaresima. Tutto ciò stimola i credenti ad entrare nello spirito pasquale e, come "veri adoratori", ad "adorare il Padre in spirito e verità" (cf. Gv 4, 23).

Luce dello Spirito Santo illumina la nostra vita,
aiutaci ad impegnarci generosamente
in questo periodo quaresimale,
preannuncia a noi, fin d’ora,
lo splendore della luce e della gioia pasquale.
Signore, tu sei veramente il Salvatore del mondo;
dacci dell’acqua viva,
perché non abbiamo più sete in eterno (cf. Canto al Vangelo).

Amen!

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

     

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