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VIAGGIO APOSTOLICO IN FRANCIA

CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA PER I FEDELI DELLA BRETAGNA

OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II

Spianata «Ker Anna» di Sainte-Anne-d'Auray
Venerdì, 20 settembre 1996

 

1. Cristo risorto invia i suoi Apostoli in tutto il mondo. “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19-20). Questo inviare in missione possiede una forza divina. Viene dal Figlio consustanziale al Padre e, allo stesso tempo, viene da un Uomo crocifisso e risorto. L’evento pasquale ha confermato il suo potere in cielo e sulla terra. È ciò che dà a questo comandamento la sua forza per tutte le nazioni e per tutti i tempi: insegnate, annunciate il Vangelo, battezzate nell’acqua e nello Spirito Santo. Questa vita nuova donata da Cristo, inizio della nuova creazione, deve essere radicata dai discepoli in tutte le nazioni della terra. Questo seme divino conferirà un senso pieno all’esistenza dell’uomo che è chiamato a partecipare alla vita di Dio. Cristo è l’autore di questa chiamata, ne è il garante.

2. Se la parola di Dio deve radicarsi nel cuore dell’uomo, essa deve ricevere da parte sua una giusta risposta: questa risposta è la fede. La liturgia di oggi concede grande spazio a questa risposta per mezzo della fede. Nella Lettera agli Ebrei, l’Apostolo scrive: “La fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” (Eb 11, 1). Per chiarire questa definizione, l’Apostolo fa ricorso alla testimonianza di Abramo, padre dei credenti (cf. Rm 4, 11-12; 16-17), che ha obbedito alla chiamata di Dio. Egli partì in pellegrinaggio, dimostrando così che credere vuol dire mettersi in cammino verso la Terra Promessa. Non si trattava soltanto di lasciare la valle dell’Eufrate per arrivare in terra di Palestina: si trattava e si tratta sempre di un altro pellegrinaggio, di un cammino fondato sulla fiducia totale nella Parola, poiché Dio stesso indicava il significato delle azioni di Abramo e di Sara. Il cammino percorso fu il simbolo del pellegrinaggio della fede verso un’altra terra, verso un’altra città. “Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso” (Eb 11, 10). Dio gli promise una discendenza numerosa benché la moglie Sara non avesse avuto figli: quella promessa di fecondità umana indica anche la fecondità spirituale della fede.

L’Apostolo aggiunge che Abramo e i suoi discendenti “morirono ( . . .) pur non avendo conseguito i beni promessi (qui sulla terra); ma avendoli solo veduti e salutati di lontano” (Eb 11, 13). Essi avevano la certezza che la città costruita sulle fondamenta divine sarebbe stata loro per sempre. Hanno riposto la loro fiducia nel Dio dell’Alleanza.

3. “I cieli cantano le tue meraviglie, Signore, la tua fedeltà” (Sal 88, 6). Questo versetto del salmo responsoriale della liturgia odierna, lo riprendiamo con la stirpe dei credenti incominciata da Abramo. Nel santuario di sant’Anna, vogliamo ricordare tutti coloro che sono venuti in mezzo a voi come testimoni di Cristo per annunciare il Vangelo dell’Alleanza e tutti coloro che, di generazione in generazione, hanno ereditato il loro messaggio di salvezza. Sulla vostra terra di Bretagna e dell’Ovest della Francia, la fede cristiana, arrivata qui tanti secoli fa, si è a poco a poco inculturata e fortificata. Innanzitutto, ci rivolgiamo a sant’Anna apparsa a Yves Nicolazic in questo villaggio dove, con la sua sposa Guillemette, formava una coppia cristiana stimata da tutti:

“Yves Nicolazic, non temere. Sono Anna, la madre di Maria.
Dio vuole che io sia onorata in questo luogo”.

È lunga la lista di quanti sono diventati intercessori presso Dio dopo i santi fondatori delle vostre Diocesi, i martiri, come il beato Pierre-René Rogue di cui la Diocesi di Vannes celebra quest’anno il bicentenario della morte, sacerdoti come sant’Yves, san Louis-Marie Grignion de Montfort, san Jean Eudes, religiose come santa Teresa del Bambino Gesù, la beata Jeanne Jugan o ancora, nel nostro secolo, laici come Marcel Callo che ho beatificato di recente. Tanti altri nel corso dei secoli hanno segnato con la loro testimonianza la storia della fede nella vostra regione.

4. In questa terra di Bretagna, conosciuta per la sua solida tradizione cristiana, sono lieto di salutarvi, pellegrini giunti da tutta la regione apostolica dell’Ovest per accogliere il Successore di Pietro, pellegrini di Sainte-Anne-d’Auray e di altri santuari dedicati alla madre della Vergine Maria, come quello di Apt che celebra il suo nono centenario. Saluto anche cordialmente i rappresentanti delle autorità civili che hanno voluto associarsi a questa celebrazione. Ringrazio Monsignor François-Mathurin Gourvès, Vescovo di Vannes, per le sue parole di benvenuto che testimoniano la vitalità della vostra fede e della vostra fedeltà alla Chiesa.

Questa fede che è la vostra comune eredità deve affrontare numerose sfide. Certo i motivi di inquietudine sono molteplici. Si sta assistendo oggi al diffondersi di un clima di indifferenza e di individualismo; alcuni non sanno accettare l’altro nella sua diversità, altri disperano di fronte al male del mondo. Troppo spesso la memoria cristiana s’indebolisce, in particolare nelle giovani generazioni, che hanno molta difficoltà ad appropriarsi della loro eredità religiosa. Si percepiscono tuttavia anche fra voi molti segni di vitalità. Lo Spirito Santo è all’opera nei cuori e suscita ammirevoli conversioni interiori, vocazioni inattese, un rinnovamento del significato della vita coniugale; un numero sempre più grande di laici si impegna nell’animazione della comunità cristiana e nelle strutture della vita pubblica e sociale. Oggi, sono venuto per invitarvi a far crescere la speranza dentro di voi e intorno a voi. Come i vostri padri nella fede, siate costruttori della Chiesa nelle nuove generazioni!

5. Vivete la speranza, riponete la vostra fiducia in questo Dio che ha stretto un’alleanza con gli uomini nella persona del suo figlio Gesù! Una rappresentazione tradizionale di sant’Anna ce la mostra mentre fa leggere la Bibbia alla figlia Maria. È un invito ad accogliere la parola di Dio, ad assimilarla per renderne testimonianza nelle realtà umane. Aprite i vostri cuori a Cristo: la sua parola vi indica il cammino per andare verso il Padre! Nell’umile fedeltà agli appelli rivolti da Dio nella vita quotidiana, ognuno dà la sua risposta di fede alla Parola. È quello che hanno fatto tante famiglie della vostra regione. Serbate così il ricordo esemplare di quegli sposi caritatevoli che furono Claude e Marguerite de la Garaye o anche Louis e Zélie Martin, i genitori di Santa Teresa di Lisieux. Fratelli e Sorelle, siete anche voi in pellegrinaggio verso la città di Dio. Lungo il vostro cammino, la vostra fede sia fermamente fondata sulla parola di Cristo trasmessa nella sua Chiesa! Sia gioiosa e radiosa! Mostri che la venuta di Cristo nella nostra umanità dà un senso alla vita degli uomini, di ogni uomo!

6. Oggi, Cristo vi chiama a trasmettere questo messaggio di speranza! Tutto il Popolo di Dio è un popolo missionario. Il Vangelo di questa messa sottolinea con forza l’urgenza di proseguire la missione di Cristo fra tutte le nazioni e tutte le culture. La Chiesa è inviata verso tutti gli uomini, nelle diverse società, per annunciare loro la salvezza offerta da Dio. I cristiani sono tutti responsabili di questa missione. Insieme, devono operare affinché venga il regno di Dio, che è la “comunione di tutti gli esseri umani tra di loro e con Dio” (Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 15), instaurando i legami della solidarietà che trasformano i rapporti fra gli uomini e creano nella società condizioni più giuste e più fraterne. “È del tutto necessario che ciascun fedele laico abbia sempre viva coscienza di essere un “membro della chiesa”, al quale è affidato un compito originale insostituibile e indelegabile, da svolgere per il bene di tutti” (Giovanni Paolo II, Christifideles laici, 28). In comunione con i Pastori, vi incoraggio a conferire uno slancio vigoroso all’apostolato dei laici e a continuare la ricerca di nuove forme di presenza della Chiesa all’interno della società.

La vostra regione ha dato alla Chiesa numerosi apostoli. Da molti secoli, innumerevoli missionari, uomini e donne, si sono recati in tutti i continenti per annunciare Cristo. Vorrei salutare e incoraggiare i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i laici missionari che, in mezzo a voi e nel mondo, si dedicano con generosità all’annuncio del Vangelo, malgrado le difficoltà e spesso pagando con la propria vita.

Cari amici giovani, non abbiate paura di rispondere con generosità a Cristo che vi invita a seguirlo! Nella vocazione sacerdotale o religiosa troverete la ricchezza e la gioia del dono di voi stessi per servire Dio e i vostri fratelli. Le vostre Diocesi hanno una lunga tradizione missionaria. Non lasciate che si spenga. Tanti uomini e donne attendono dei testimoni della Luce e della Speranza!

7. Benediciamo il Dio dell’Alleanza poiché il vostro Paese deve molto al messaggio del Vangelo nella storia delle sue comunità e della sua cultura. Auspichiamo che la Chiesa in Francia, proseguendo il suo cammino sulle orme dei padri nella fede, fiera della sua tradizione millenaria, continui ad esercitare un’influenza salutare sulla storia dei popoli e delle nazioni. La testimonianza resa al Vangelo non è una conquista umana, ma è servizio di Dio e del prossimo. Esprimendo chiaramente ciò che è al centro dell’attività missionaria, santa Teresa di Lisieux scriveva: “Amare vuol dire dare tutto e dare se stessi”. Anche voi andate ad annunciare il Vangelo ai vostri fratelli e alle vostre sorelle! Con tutti gli uomini di buona volontà, costruite la civiltà dell’amore! Camminando senza esitazioni nella sequela di Cristo, il Salvatore del mondo, testimoniate l’amore di Dio donato a tutti gli uomini!

Al termine della Celebrazione Eucaristica Giovanni Paolo II ha salutato i numerosi fedeli presenti con le parole che pubblichiamo in una nostra traduzione italiana:

Sono lieto di aver pregato con voi tutti qui in Bretagna. Saluto con affetto i numerosi giovani presenti; questa presenza è una bella speranza per il prossimo anno a Parigi. In nome del Signore, dico a tutti voi: coraggio! Voi siete la gioia della Chiesa. Vi ringrazio ancora per la vostra numerosissima presenza, e soprattutto ringrazio le giovani coppie fidanzate e le giovani coppie sposate. Dio ci ha riunito nello stesso cammino e nello stesso amore. Grazie di avermi accompagnato in questo pellegrinaggio a Sainte-Anne-d’Auray. Vi incoraggio ad alimentare la speranza, e vi devo dire che molta speranza l’ho trovata qui.

Grazie a tutti!

 

© Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana

 

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