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VIAGGIO APOSTOLICO IN FRANCIA
SANTA MESSA IN OCCASIONE DEL XVI
CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN MARTINO
OMELIA DI GIOVANNI
PAOLO II
Base aerea 705 di Tours - Sabato, 21 settembre 1996
Cari Fratelli e care Sorelle,
1. “Canterò senza fine le grazie del Signore” (Sal
88, 2). In Francia da sedici secoli la Chiesa canta l’inno alla carità.
Attraverso la testimonianza di uomini vivi la Chiesa canta l’inno alla carità
scritto da san Paolo nella lettera ai Corinzi (cf. 1 Cor 13, 1-13).
Questo inno si
eleva da numerose regioni del vostro Paese. San Martino di Tours è un importante
testimone della carità evangelica. Ogni anno, l’11 novembre, la liturgia ci
ricorda la sua nobile figura. La sua vita è la narrazione delle meraviglie che
Dio ha compiuto in lui. Gli eventi che la compongono sono diventati, per così
dire, simbolici: legati alla figura di questo santo, prima soldato e poi
Vescovo, sono stati conosciuti in tutta la Chiesa.
La città in cui fu Vescovo
accoglie oggi il Vescovo di Roma, garante dell’unità della Chiesa per la quale
Martino operò. Ringrazio di cuore Monsignor Jean Honoré, Arcivescovo di Tours e
successore di san Martino, per le parole di benvenuto che mi ha rivolto e saluto
di tutto cuore i Cardinali e i Vescovi della Francia e degli altri Paesi che si
sono uniti a noi, vi saluto tutti, cari fedeli di questa Diocesi e delle Diocesi
vicine. L’anno martiniano in corso è per voi un’occasione privilegiata per
riaffermare la parte migliore del vostro patrimonio spirituale. Penso in
particolare ai cristiani di Blois e del Loir-et-Cher, la cui Diocesi è stata
fondata tre secoli fa.
Porgo il benvenuto ai membri dell’Ufficio del Consiglio
delle Chiese cristiane in Francia, che oggi hanno voluto unirsi alla nostra
preghiera. Saluto di cuore le personalità civili che partecipano a questa
celebrazione in onore di una grande figura della vostra nazione.
2. Nato a
centinaia di chilometri da qui, in Pannonia, vale a dire in Ungheria, Paese che
ho appena visitato, san Martino percorse distanze considerevoli per “annunciare
la Buona Novella ai poveri”. Oggi ringrazio il Cardinale László Paskai per aver
intrapreso lo stesso cammino. Per amore di san Martino. Il suo culto si diffuse
non solo in Francia, ma in tutta l’Europa. La forza duratura della sua influenza
svolse un ruolo importante nella conversione di re Clodoveo e nella vita del
popolo francese. Migliaia di chiese e di parrocchie presero il suo nome.
Conosciamo tutti il famoso evento della vita di san Martino, che ebbe luogo il
giorno in cui, ancora soldato, egli incontrò un povero, nudo e tremante per il
freddo. Martino prese il suo mantello, lo divise a metà e con esso coprì
l’infelice. È proprio questo che dice il Vangelo secondo Matteo che abbiamo
appena ascoltato: “(ero) nudo e mi avete vestito” (Mt 25, 36). Durante il
giudizio universale, Gesù rivolgerà queste parole a coloro che porrà alla sua
destra, a quanti avranno fatto del bene. Essi allora domanderanno “Signore,
quando mai ti abbiamo veduto . . .? Quando ti abbiamo visto . . . nudo e ti abbiamo
vestito?” (Mt 25, 38). E Cristo risponderà loro: “In verità vi dico: ogni volta
che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).
Donando al povero di Amiens la metà del suo
mantello, Martino ha tradotto in un gesto concreto le parole di Gesù che
annunciano il giudizio universale: quando alla presenza del Figlio dell’uomo si
riuniranno “tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il
pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri
alla sua sinistra” (Mt 25, 32-33). Egli dirà a coloro che sono alla sua destra:
“Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi
fin dalla fondazione del mondo” (Mt 25, 34). Contemplando la vita di san Martino,
e soprattutto il suo ardore nel praticare l’amore verso il prossimo, la Chiesa è
giunta subito alla conclusione che il Vescovo di Tours si trovava nel novero
degli eletti.
3. Per riconoscere il Cristo presente in ognuno dei suoi “fratelli
più piccoli” (Mt 25, 45) bisogna avere percepito la sua presenza nel
raccoglimento interiore. Uomo di preghiera, Martino si lasciò completamente
prendere da Cristo. Poté affermare, come san Paolo: “non sono più io che vivo,
ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20). La sua esistenza fu contrassegnata dalla
ricerca della semplicità. Chiamato suo malgrado all’episcopato, conservò il suo
senso d’umiltà e rimase il monaco che aveva voluto essere fin dalla sua
adolescenza. Lui, che fu uno dei fondatori del monachesimo d’Occidente, si
preoccupò di avere al suo fianco, vicino a Tours, una comunità monastica per
condurre una vita di lode alla gloria di Dio e praticare le virtù cristiane, in
particolare il perdono ricevuto e concesso.
4. Evangelizzatore dei villaggi e
delle campagne, Martino fu un fondatore la cui opera sussiste ai nostri giorni
come appello a diffondere il Vangelo fino ai confini della terra (cf. Mt 28, 20).
Cari Fratelli e care Sorelle, l’edificazione della Chiesa prosegue. Animate le
vostre parrocchie e le vostre comunità con tutta la forza della speranza!
Occorre chiedersi: come può la comunità cristiana proporre e difendere i valori
evangelici in un mondo che spesso li ignora? Lasciatevi prendere dalla parola di
Cristo e mettetela in pratica nella vita di ogni giorno! Ascoltate la parola che
la Chiesa trasmette a nome del Signore, sappiate comprenderla e trasmetterla in
modo chiaro!
Avete ricevuto doni diversi ma in un unico Spirito (cf. 1 Cor 12, 4).
Alcuni si dedicano all’animazione della comunità insieme ai loro Pastori, in
primo luogo per rendere la liturgia viva e bella; altri si pongono più
spontaneamente al servizio umile e generoso dei poveri, degli stranieri, dei
malati; altri ancora sapranno meglio portare ai propri fratelli e alle proprie
sorelle la Buona Novella, per dire loro come Cristo illumina le vie della vita.
Che ognuno accolga nella preghiera ciò che lo Spirito gli suggerisce, che ogni
battezzato, di qualsiasi età, si assuma la sua parte di responsabilità e di
servizio, in seno a comunità ecclesiali unite, aperte e amichevoli! Avanzerete
così lungo il cammino tracciato da san Martino: egli aveva compreso che Cristo
vuole raggiungere tutti gli uomini e dire loro che sono amati da Dio e chiamati
a conoscerlo. Gesù ha dato la vita per amore di tutta l’umanità. E voi, che
siete configurati a Cristo attraverso il battesimo, come risponderete al suo
amore?
5. San Martino rimase un buon Pastore fino alla fine. Il racconto della
sua morte ci è stato tramandato. Egli fece sue le parole di san Paolo: “Cristo
sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia” (Fil 1, 20).
Ciò che leggiamo nella Lettera ai Filippesi costituisce, in un certo modo, il
modello al quale si è conformato. Come san Paolo, poteva dire: “Per me infatti
il vivere è Cristo e il morire un guadagno. Ma se il vivere nel corpo significa
lavorare con frutto, non so davvero che cosa debba scegliere. Sono messo alle
strette infatti tra queste due cose: da una parte il desiderio di essere sciolto
dal corpo per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio; d’altra parte, è
più necessario per voi che io rimanga nella carne” (Fil 1, 21-24).Prossimo alla
morte Martino, come l’Apostolo, espresse il suo desiderio di morire per essere
con Cristo e accettò di continuare a servire come Pastore se gli uomini avevano
bisogno di lui. Questo atteggiamento simboleggia tutta la verità dell’esistenza
cristiana.
6. Il Vangelo è la via che conduce a Cristo e, attraverso di Lui,
alla casa del Padre. Tutti i suoi discepoli vogliono raggiungere questa casa;
essi desiderano essere con Cristo. Una tale prospettiva tuttavia non dispensa
coloro che professano Cristo dall’impegnarsi nella vita quotidiana. Seguendo
Cristo, gli uomini della tempra di san Martino sono consapevoli che il cammino
passa per le molteplici forme di servizio del prossimo, incominciando dalla
prima di esse, l’annuncio della salvezza operata da Cristo. Tale servizio vi
farà avanzare verso la casa del Padre lungo le vie aperte da Cristo.
Fratelli e
Sorelle, san Martino vi lascia una testimonianza eccezionale di appartenenza a
Cristo. La sua totale disponibilità è per voi un modello e un incoraggiamento:
continuate ad annunciare il Vangelo, proprio come fece lui, “in ogni occasione
opportuna e non opportuna” (2Tm 4,2)! Offrite la vostra vita a Cristo con
fiducia e serenità: egli la prenderà e le permetterà di dare il meglio di sé.
San Martino è stato un apostolo ammirevole, ma non è sufficiente ricordarlo.
Nelle diverse condizioni presenti, siate a vostra volta membri vivi della Chiesa
viva, comunità unite e accoglienti, che sappiano rendere conto della speranza
che è in loro (cf. 1 Pt 3, 15). Solo pochi anni ci separano ancora dal terzo
millennio: siate puntuali all’appuntamento! San Martino di Tours vi accompagna.
Beati siete voi, cristiani di Francia, che avete meritato di ricevere un tale
Patrono agli albori della vostra storia!
Grazie Chiesa di Tours. Che il sole ti
accompagni oggi come ieri a Sainte-Anne-d’Auray! Auguri!
© Copyright 1996 - Libreria
Editrice Vaticana
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