1. "Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farň risorgere" (Gv
2, 19).
Le parole di Cristo, proclamate poc'anzi nel Vangelo, ci
conducono al centro stesso del Mistero pasquale. Cristo, entrato nel tempio di
Gerusalemme, manifesta la sua indignazione perché la casa del Padre suo č stata
trasformata in un grande mercato. Dinanzi a questa reazione, gli ebrei
protestano: "Quale segno ci mostri per fare queste cose?" (Gv 2, 18). Ad
essi Gesů risponde indicando un solo e grandissimo segno, un segno definitivo:
"Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farň risorgere".
Egli parla naturalmente non del tempio di Gerusalemme, ma di
quello del proprio corpo. Dato infatti alla morte, il terzo giorno manifesterŕ
la potenza della risurrezione. L'Evangelista aggiunge: "Quando, poi, fu
risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e
credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesů" (Gv 2, 22).
2. Nell'odierna domenica, la Chiesa che č in Roma e l'intero
popolo cristiano celebrano la solennitŕ della dedicazione della Basilica
Lateranense, considerata per antichissima tradizione come la madre di tutte le
chiese. La Liturgia ci propone parole relative al tempio: tempio che č,
anzitutto, il corpo di Cristo, ma che, per opera di Cristo, č anche ogni uomo.
Si domanda l'apostolo Paolo: "Non sapete che siete tempio di Dio e che lo
Spirito di Dio abita in voi?" (1 Cor 3, 16). Questo tempio viene edificato
sul fondamento posto da Dio stesso. "Nessuno puň porre un fondamento diverso da
quello che giŕ vi si trova, che č Gesů Cristo" (1 Cor 3, 11). E' Lui la
pietra angolare della costruzione divina.
Su Cristo, saldo fondamento della Chiesa, hanno edificato il
tempio della loro vita i tre Servi di Dio, che oggi ho la gioia di elevare alla
gloria degli altari: Vilmos Apor, Vescovo e martire; Giovanni Battista Scalabrini, Vescovo e Fondatore dei Missionari e delle Missionarie di San Carlo,
e María Vicenta di Santa Dorotea Chávez Orozco, Fondatrice dell'Istituto delle
Serve della Santissima Trinitŕ e dei poveri.
3. Boldog Apor Vilmos vértanúsággal koronázott lelkipásztori
szolgálata által fölragyog Krisztusnak, az új és tökéletes Templomnak
misztériumában való részesedés, amely által beteljesedik Isten és ember teljes
közössége (vö. Jn 2, 21). A „szegények plébánosa" volt ó, e szolgálatát
folytatta püspöksége alatt, a második világháború sötét évei folyamán is, mint a
szükséget szenvedók bókezú jótevóje és az üldözöttek védelmezóje. Nem félt
fölemelni hangját, hogy az evangéliumi elvek nevében megbélyegezze mindazt az
igazságtalanságot és erószaktételt, amelyet a kisebbségek ellen, különösen pedig
a zsidó közösségek ellen követtek el.
A Jó Pásztor mintájára, aki életét adja juhaiért (vö. Jn
10, 11), az újonnan avatott Boldog személy szerint megélte a húsvéti
misztériumot, egészen életének végsó feláldozásáig. Éppen Nagypéntek napján
érte a halálos golyó: nyáját védte, amikor halálra sebeztetett. Így élte meg, a
vértanúság által, saját személyes Húsvétját. Hósies módon tanúságot tett
a Krisztus iránti szeretetról és a felebarát iránti szolidaritásról, így a
dicsóség koronája jutott neki osztályrészéül, a hú szolgák módjára. Vilmos
Püspök hósies tanúságtétele becsületére válik a magyar nemzet nemes
történelmének, s a mai naptól fogva az egész Egyház csodálattal tekint fel rá.
Bátorítsa ez a híveket arra, hogy habozás nélkül kövessék Krisztust, saját
életükben is. Ez az életszentség, amelyre minden megkeresztelt meghívást kapott!
[Traduzione dall'ungherese:
3.L'intima partecipazione al Mistero di Cristo, nuovo e perfetto
Tempio nel quale si attua la piena comunione tra Dio e l'uomo (cfr Gv 2,
21), risplende nel servizio pastorale del beato Vilmos Apor, la cui esistenza fu
coronata dal martirio. Egli fu il "parroco dei poveri", ministero che proseguě
come Vescovo durante gli anni bui del secondo conflitto mondiale, operando come
generoso benefattore dei bisognosi e difensore di quanti venivano perseguitati.
Non temette di alzare la voce per stigmatizzare, in nome dei principi
evangelici, le ingiustizie ed i soprusi contro le minoranze, specialmente contro
la comunitŕ ebraica.
Ad immagine del Buon Pastore che offre la vita per le sue pecore
(cfr Gv 10, 11), il nuovo Beato visse in prima persona l'adesione al
Mistero pasquale fino al supremo sacrificio della vita. La sua uccisione avvenne
proprio nel giorno del Venerdě Santo: fu colpito a morte mentre difendeva il suo
gregge. Egli ha cosě sperimentato, mediante il martirio, una propria singolare
Pasqua, passando dall'eroica testimonianza di amore a Cristo e di solidarietŕ
con i fratelli alla corona di gloria promessa ai fedeli servitori. L'eroica
testimonianza del Vescovo Vilmos Apor fa onore alla storia della nobile Nazione
ungherese e viene oggi proposta all'ammirazione di tutta la Chiesa. Possa essa
incoraggiare i credenti a seguire senza esitazione Cristo nella propria vita.
Questa č la santitŕ a cui ogni battezzato č chiamato!]
4. "Santo č il tempio di Dio, che siete voi" (1 Cor 3,
17). L'universale vocazione alla santitŕ fu costantemente sentita e vissuta in
prima persona da Giovanni Battista Scalabrini. Amava ripetere spesso: "Potessi
santificarmi e santificare tutte le anime affidatemi!". Anelare alla santitŕ e
proporla a quanti incontrava fu sempre la prima sua preoccupazione.
Profondamente innamorato di Dio e straordinariamente devoto
dell'Eucaristia, egli seppe tradurre la contemplazione di Dio e del suo mistero
in una intensa azione apostolica e missionaria, facendosi tutto a tutti per
annunciare il Vangelo. Questa sua ardente passione per il Regno di Dio lo rese
zelante nella catechesi, nelle attivitŕ pastorali e nell'azione caritativa
specialmente verso i piů bisognosi. Il Papa Pio IX lo defině l'"Apostolo del
catechismo" per l'impegno con cui promosse in tutte le parrocchie l'insegnamento
metodico della dottrina della Chiesa sia ai fanciulli che agli adulti. Per il
suo amore verso i poveri, e in particolar modo verso gli emigranti, si fece
apostolo dei numerosi connazionali costretti ad espatriare, spesso in condizioni
difficili e col concreto pericolo di perdere la fede: per essi fu padre e guida
sicura. Possiamo dire che il beato Giovanni Battista Scalabrini visse
intensamente il Mistero pasquale non attraverso il martirio, ma servendo Cristo
povero e crocifisso nei tanti bisognosi e sofferenti che predilesse con cuore di
autentico Pastore solidale con il proprio gregge.
5. Templo precioso de la Santísima Trinidad fue el alma fuerte y
humilde de la nueva beata mexicana, María Vicenta de Santa Dorotea Chávez
Orozco. Impulsada por la caridad de Cristo, siempre vivo y presente en su
Iglesia, se consagró a su servicio en la persona de los "pobrecitos enfermos",
como ella maternalmente los llamaba. Un sinfín de dificultades y contratiempos
fueron cincelando su carácter enérgico, pues Dios la quería sencilla, dulce y
obediente para hacer de ella la piedra angular del Instituto de Siervas de la
Santísima Trinidad y de los Pobres, fundado por la nueva beata en la ciudad de
Guadalajara para la atención de los enfermos y los ancianos.
Virgen sensata y prudente, edificó su obra sobre el cimiento de
Cristo doliente, curando con el bálsamo de la caridad y la medicina del consuelo
los cuerpos heridos y las almas afligidas de los predilectos de Cristo: los
indigentes, menesterosos y necesitados.
Su ejemplo luminoso, entretejido de oración, servicio al prójimo
y apostolado, se prolonga hoy en el testimonio de sus hijas y de tantas personas
de buen corazón que trabajan con denuedo para llevar a los hospitales y a las
clínicas la Buena Nueva del Evangelio.
Traduzione italiana
[5. Tempio prezioso della Santissima Trinitŕ fu l'anima forte e
umile della nuova beata messicana, María Vicenta de Santa Dorotea Chávez Orozco.
Animata dalla caritŕ di Cristo, sempre vivo e presente nella sua Chiesa, si
consacrň al suo servizio nella persona dei «poveri malati», come lei
maternamente li chiamava. Un'infinitŕ di difficoltŕ e di contrattempi forgiarono
il suo carattere energico, poiché Dio la voleva semplice, dolce e obbediente per
fare di lei la pietra d'angolo dell'Istituto delle Serve della Santissima
Trinitŕ e dei Poveri, fondato dalla nuova beata nella cittŕ di Guadalajara per
l'assistenza ai malati e agli anziani.
Vergine saggia e prudente, edificň la sua opera sul fondamento
di Cristo sofferente, curando con il balsamo della caritŕ e la medicina della
consolazione i corpi feriti e le anime afflitte dei prediletti di Cristo: gli
indigenti, i poveri e i bisognosi.
Il suo esempio luminoso, intessuto di preghiera, di servizio al
prossimo e di apostolato, si prolunga oggi nella testimonianza delle sue figlie
e di tante persone di buon cuore che lavorano con coraggio per portare negli
ospedali e nelle cliniche la Buona Novella del Vangelo.]
6. La prima Lettura, tratta dal Libro del Profeta Ezechiele,
parla del simbolo dell'acqua. L'acqua č per noi associata al sacramento del
Battesimo e sta a significare la rinascita alla vita nuova in Cristo. Oggi,
proclamando Beati Vilmos Apor, Giovanni Battista Scalabrini e María Vicenta di
Santa Dorotea Chávez Orozco, vogliamo ringraziare Dio per la grazia del loro
Battesimo e per tutto ciň che Egli ha compiuto nella loro vita: "... se uno non
nasce da acqua e da Spirito, non puň entrare nel regno di Dio" (Gv 3, 5).
Ecco, questi Beati, rinati dallo Spirito Santo, sono entrati nel
Regno di Dio, ed oggi la Chiesa lo annunzia e lo conferma con solennitŕ.
Edificata sul fondamento di Cristo, la Comunitŕ cristiana gioisce per
l'esaltazione di questi suoi figli ed innalza al cielo un cantico di
ringraziamento per i frutti di bene realizzati grazie alla loro totale adesione
alla volontŕ divina.
Sorretta dalla loro testimonianza e dalla loro intercessione,
insieme alla Vergine Maria, Regina degli Apostoli e dei Martiri, guarda con
fiducia verso il futuro, e si avvia con entusiasmo a varcare la soglia del nuovo
millennio, proclamando che Cristo č l'unico Redentore dell'umanitŕ: ieri, oggi,
sempre. Amen!