1. "Ecce Sacerdos magnus, qui in diebus suis placuit
Deo".
Il grande Sacerdote, anzi il Sommo Sacerdote, è Gesù Cristo.
Egli - come afferma la Lettera agli Ebrei - con il proprio sangue entrò una
volta per sempre nel santuario, procurandoci una redenzione eterna (cfr Eb
9,12). Cristo, Sacerdote e Vittima: Egli "è lo stesso ieri, oggi e
sempre!" (Eb 13,8). Ci raccogliamo questa mattina per riflettere sul
suo sacerdozio, noi che, come presbiteri, siamo stati chiamati a parteciparne in
modo specifico.
Il sacerdozio ministeriale! Di esso ci parla l'odierna liturgia,
facendoci ritornare spiritualmente nel Cenacolo, all'Ultima Cena, quando Cristo
lavò i piedi agli Apostoli. Ne dà testimonianza l'evangelista Giovanni. Anche
Luca, però, nel brano poc'anzi proclamato, ci offre la giusta interpretazione
del gesto emblematico di Cristo, il quale dice di sé: "Io sono in mezzo a
voi come colui che serve" (Lc 22,27). Il Maestro lascia ai suoi
amici il comando di amarsi come lui li ha amati, ponendosi al servizio gli uni
degli altri (cfr Gv 13,14): "Vi ho dato infatti l'esempio, perché
come ho fatto io, facciate anche voi" (Gv 13,15).
2. Il sacerdozio ministeriale! Ad esso ci rimanda soprattutto
l'Eucaristia, nella quale Cristo ha istituito il nuovo rito della Pasqua
cristiana, introducendo, al tempo stesso, nella Chiesa il ministero sacerdotale.
Durante l'Ultima Cena, Cristo prese il pane nelle sue mani, lo
spezzò e lo distribuì agli Apostoli dicendo: "Questo è il mio corpo
offerto in sacrificio per voi" (Rito della Messa, cfr Lc 22,19).
Prese poi il calice colmo di vino e lo diede agli Apostoli dicendo: "Questo
è il calice del mio sangue per la nuova ed eterna alleanza, versato per voi e
per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me" (Rito
della Messa).
Ogni volta che ripetete questo rito - spiega l'apostolo Paolo -
"voi annunziate la morte del Signore finché egli venga" (1 Cor
11,26).
Carissimi sacerdoti, in questo modo, nelle nostre mani Cristo ha
posto, sotto le specie del pane e del vino, il vivo memoriale del Sacrificio che
Egli ha offerto al Padre sulla Croce. Lo ha affidato alla sua Chiesa, perché lo
celebrasse fino alla fine del mondo. Nella Chiesa - lo sappiamo - è Lui stesso
che, come Sommo ed Eterno Sacerdote della Nuova Alleanza, agisce per mezzo
nostro, per mezzo dei ministri ordinati, lungo il corso dei secoli.
"Fate questo in memoria di me": ogni volta che lo
farete, voi annunzierete la mia morte, fino alla mia ultima venuta.
3. Il sacerdozio ministeriale! Noi tutti ne siamo partecipi, ed
oggi vogliamo elevare a Dio un corale rendimento di grazie per questo suo
straordinario dono. Dono per tutti i tempi e per gli uomini di ogni razza e
cultura. Dono che si rinnova nella Chiesa grazie all'immutabile misericordia
divina e alla generosa e fedele risposta di tanti fragili uomini. Dono che non
cessa di stupire chi lo riceve.
Dopo oltre cinquant'anni di vita sacerdotale, sento vivo in me
il bisogno di lodare e ringraziare Iddio per la sua immensa bontà. Il mio
pensiero torna, in questo momento, al Cenacolo di Gerusalemme dove, nel corso
del recente pellegrinaggio in Terra Santa, ho potuto celebrare la Santa Messa.
In quel luogo è scaturito il mio e il vostro sacerdozio dalla mente e dal cuore
di Cristo. Ecco perché proprio da quella "stanza al piano superiore"
ho voluto indirizzare la Lettera ai Sacerdoti per il Giovedì Santo, che
quest'oggi idealmente ripropongo.
Nel Cenacolo, alla vigilia della sua Passione, Gesù ha voluto
renderci partecipi della vocazione e missione a Lui affidata dal Padre celeste,
quella cioè di introdurre gli uomini nel suo universale mistero di salvezza.
4. Vi abbraccio con grande affetto, cari sacerdoti del mondo
intero! E' un abbraccio che non ha confini e si estende ai presbiteri di ogni
Chiesa particolare, raggiungendo specialmente voi, cari sacerdoti malati, soli o
provati da varie difficoltà.
Penso anche a quei sacerdoti che, per diverse circostanze, non
esercitano più il sacro ministero, pur continuando a recare in sé la speciale
configurazione a Cristo insita nel carattere indelebile dell'Ordine sacro. Prego
molto anche per loro ed invito tutti a ricordarli nella preghiera, perché,
grazie anche alla dispensa regolarmente ottenuta, mantengano vivo in sé
l'impegno della coerenza cristiana e della comunione ecclesiale.
5. Cari presbiteri di ogni Paese e di ogni cultura, questa è
una giornata tutta dedicata al nostro sacerdozio, al sacerdozio ministeriale.
Con grande affetto saluto e ringrazio il Cardinale Darío
Castrillón Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, che all'inizio
della celebrazione mi ha rivolto, anche a nome vostro, cordiali espressioni
augurali in questo giorno per me molto significativo. Saluto i Signori
Cardinali, gli Arcivescovi ed i Vescovi presenti. Saluto tutti voi, cari
Fratelli nel sacerdozio, che avete voluto essere oggi qui con me, venendo anche
da lontano a prezzo di non piccoli sacrifici. Tutti vi stringo al mio cuore.
Siamo stati consacrati nella Chiesa per questo specifico
ministero. Siamo chiamati, in vari modi, a contribuire, là dove la Provvidenza
ci colloca, alla formazione della comunità del Popolo di Dio. Il nostro compito
- ce lo ha ricordato l'apostolo Pietro - è pascere il gregge di Dio che ci è
affidato, non per forza ma di buon animo, non atteggiandoci a padroni, ma
offrendo una testimonianza esemplare (cfr 1 Pt 5,2-3); una testimonianza
che può giungere, se necessario, sino allo spargimento di sangue, come è stato
per non pochi nostri confratelli nel corso del secolo appena concluso.
E' questa per noi la via della santità, che conduce
all'incontro definitivo col "pastore supremo", nelle cui mani è
"la corona della gloria" (1 Pt 5,4). E' questa la nostra
missione al servizio del popolo cristiano. Ci aiuti Maria, Madre del nostro
sacerdozio. Ci aiutino i tanti santi presbiteri che ci hanno preceduto in questa
missione sublime e carica di responsabilità.
Prega per noi anche tu, caro popolo cristiano, che oggi ti
stringi attorno a noi nella fede e nella gioia. Tu sei popolo regale, stirpe
sacerdotale, assemblea santa. Tu sei il popolo di Dio che, in ogni parte della
terra, partecipi del sacerdozio di Cristo. Accetta il dono che noi oggi
rinnoviamo al servizio di questa tua singolare dignità. Tu, popolo sacerdotale,
rendi grazie con noi a Dio per il nostro ministero e canta con noi al tuo e
nostro Signore: Lode a Te, o Cristo, per il dono del sacerdozio! Fa' che la
Chiesa del nuovo millennio possa contare sull'opera generosa di numerosi e santi
sacerdoti!
Amen.
Saluti nelle diverse lingue rivolti ai sacerdoti presenti:
Je salue cordialement les prêtres de langue française qui ont
participé à cette célébration et je les remercie d’avoir prié avec moi.
Je souhaite que leur présence à Rome affermisse leur foi et leur sens de l’Église
universelle. De grand cœur je leur donne une affectueuse Bénédiction
apostolique.
I greet the English-speaking priests taking part in today’s
Jubilee celebration, especially those marking their Silver or Golden
Anniversaries of Priestly Ordination and those who, like me, are celebrating
their Eightieth Birthday. Let us pray for one another that our lives will be
ever more fully conformed to Jesus Christ, the Eternal High Priest, and marked
by that pastoral charity which has its source in his Sacred Heart.
Saludo a los sacerdotes de lengua española que participáis en
esta celebración jubilar. Os animo a continuar con vuestra entrega generosa y
alegre al ministerio recibido, sabiendo que el Señor, que comenzó la obra
buena, Él mismo la llevará a término.
Einen herzlichen Gruß entbiete ich den Pilgern deutscher
Sprache. Besonders freue ich mich über die große Anzahl von Priestern, die mit
mir zusammen in die Danksagung der Eucharistie eingestimmt haben. Liebe
Mitbrüder! Danken wir gemeinsam Gott, dem Schöpfer des Lebens, daß er uns
geschaffen hat. Danken wir ihm besonders für die Gnade des Priestertums, das
wir täglich leben dürfen.
A Cristo, Sumo e Eterno Sacerdote, elevo minhas preces por todos
os sacerdotes de língua portuguesa aqui presentes. Peço a Deus que vos
abençoe nesta festa jubilar e a todos agradeço pelas demonstrações de afeto
e de solidariedade cristã, pela passagem do Meu aniversário natalício.
Saluto in lingua polacca:
Pozdrawiam kapłanów z Polski, którzy sprawowali wraz ze
mną tę Ofiarę Eucharystyczną tu, na Placu Świętego
Piotra z okazji Wielkiego Jubileuszu Roku 2000.
Dziękuję wszystkim kapłanom w Polsce za wierność
powołaniu i Kościołowi. Kościół liczy na was i na powołania
do kapłaństwa. Niech Bóg błogosławi waszej służbie
Ludowi Bożemu.
Traduzione italiana del saluto in lingua polacca:
Saluto i sacerdoti dalla Polonia che hanno celebrato insieme con
me l'Eucaristia qui sulla Piazza di San Pietro in occasione del Grande Giubileo
dell'Anno 2000.
Ringrazio tutti i loro Confratelli in Polonia per la fedeltà
alla vocazione e alla Chiesa. La Chiesa conta su di voi e su nuove vocazioni al
sacerdozio.
Che Dio benedica il vostro servizio al Popolo di Dio!