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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AI FEDELI DELL'ARGENTINA


Ai cari figli e figlie della nazione argentina,

1. Vi scrivo di mio pugno, perché sento il dovere di ripetere il gesto paterno dell’apostolo Paolo verso i suoi figli, assicurandoli nella fede (cf. Col 4,18).

Vi scrivo questa lettera mosso da un sentimento di affetto e sollecitudine verso la Chiesa una ed universale, diffusa su tutta la terra, in tutte le nazioni ed i paesi. Vi scrivo perché giudico necessario un particolare chiarimento a voi che abitate nella terra argentina. Richiedono questo chiarimento i problemi sorti a causa del mio viaggio apostolico e pastorale in Inghilterra, Scozia e Galles nel periodo di Pentecoste del corrente anno.

Se in queste ultime settimane non si fossero verificati i tragici avvenimenti che hanno il loro fulcro nella regione meridionale dell’Oceano Atlantico e che sono in stretta relazione col conflitto tra Argentina e Gran Bretagna, questo viaggio non richiederebbe alcuna spiegazione, come nessuna spiegazione è stata necessaria per ogni altro viaggio che il Papa ha compiuto nei diversi Paesi e continenti. Purtroppo, date le dolorose circostanze attuali, debbo darvi questo chiarimento, sapendo che voi lo accettate come testimonianza leale di affetto, nel servizio evangelico al mondo.

2. Il viaggio del Papa alle Chiese di Inghilterra, Scozia e Galles è stato programmato due anni fa, e si sta preparando intensamente da circa un anno e mezzo tramite una serie di iniziative di tipo pastorale. L’attesa che queste iniziative hanno prodotto nella gente è tanta che non posso fare a meno di realizzare questa visita che viene a coronare secoli di fedeltà alla Chiesa ed al Papa da parte di quei cattolici. Inoltre, nonostante abbia tentato insistentemente di rimandare il viaggio, i Vescovi della Gran Bretagna si sono dichiarati unanimi nell’affermare l’assoluta impossibilità di tale cambiamento di programma, che a loro giudizio equivarrebbe praticamente ad una cancellazione.

La cancellazione del viaggio sarebbe una delusione non soltanto per i cattolici ma anche per moltissimi non cattolici che lo considerano singolarmente importante anche per il suo significato ecumenico, ed effettivamente lo è. Loro sanno infatti, che la visita del Papa ha un carattere strettamente pastorale e niente affatto politico.

Tale carattere strettamente pastorale ed ecumenico è così essenziale e prevalente che, date le circostanze, i rappresentanti del mondo governativo si sono spontaneamente ritirati da tutti i contatti già previsti e che normalmente hanno avuto luogo in altre circostanze durante visite simili.

Il programma prevede un incontro con gli alti rappresentanti della Comunione anglicana e con i rappresentanti delle altre Comunità cristiane separate dalla Chiesa cattolica.

È anche prevista una visita alla regina Elisabetta che, come sappiamo, ha una specialissima posizione nella chiesa d’Inghilterra.

3. Nell’intraprendere questo viaggio – malgrado le difficoltà che si vanno accumulando e con il mio animo carico di dolore per le morti originate dal conflitto tra Argentina e Gran Bretagna – nutro la ferma speranza che si trovi presto, gradualmente, una soluzione onorevole tramite una pacifica negoziazione. Per conto mio, sin dal principio mi sono sforzato, con ogni mezzo a me possibile, per favorire una soluzione che, mantenendo il carattere di una decisione giusta e concorde al senso dell’onore nazionale, sia capace di risparmiare ad ambo le parti, e forse anche ad altre società, spargimento di sangue e altri terribili effetti della guerra. Ho pregato tante volte per questa intenzione, in particolare durante il mio recente pellegrinaggio a Fatima ed in maniera specialissima durante la Messa concelebrata da me, il 22 del corrente mese, nella Basilica di San Pietro insieme ai Pastori della Chiesa di Argentina, dell’America Latina e quelli della Chiesa d’Inghilterra, Scozia e Galles. Rimangono ancora vive, con tutta la loro esigenza, le frasi che ho pronunciato in una circostanza così storica: “La pace è possibile, la pace è un dovere imperioso”.

I giorni della mia permanenza nella Gran Bretagna saranno una incessante preghiera a favore della pace, elevata insieme al popolo di Dio che porta iscritte nel cuore le parole del Cristo: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” (Mt 5,9).

4. Soprattutto durante quei giorni, il mio pensiero e il mio affetto saranno anche con voi, amati figli di Argentina. È ben nota la mia predilezione per il vostro Paese e per tutta l’America Latina dove già ho fatto due visite che conservo vive nel mio cuore di pastore universale. Nei miei progetti c’è una terza visita per i primi mesi del prossimo anno. Profondamente preoccupato per la causa della pace e mosso dall’amore verso di voi, così provati in questo momento di dolore, desidererei potermi dirigere dall’Inghilterra direttamente verso l’Argentina e lì, tra voi e con voi, cari fratelli e sorelle, elevare la stessa preghiera per la vittoria della giusta pace sopra la guerra. Nutro la speranza che possiate presto unirvi al Papa nel santuario della Madre di Dio a Lujan, consacrando le vostre famiglie e la vostra patria cattolica al cuore materno della Madre di Dio. Questo breve viaggio non comporterà la rinuncia ad una visita pastorale presso di voi, che si farà a tempo debito, con un programma appropriato e con la dovuta preparazione.

5. Chiedo specialmente a voi, venerabili Fratelli nell’Episcopato, di porre davanti alla vostra società il vero significato del viaggio apostolico del vescovo di Roma, soprattutto se tale significato fosse stato presentato sotto un falso aspetto per intaccare la credibilità del suo servizio universale. Allo stesso tempo, pur rispettando le giuste esigenze del patriottismo, siate portavoci di quell’unità che in Cristo e davanti a Dio, Creatore e Padre, abbraccia tutti i popoli e tutte le nazioni, al di sopra di ciò che distingue, divide o addirittura oppone reciprocamente.

La Chiesa, pur conservando l’amore verso ogni singola nazione, non può fare a meno di tutelare l’unità universale, la pace e la comprensione reciproca. In questo modo, anche in mezzo alle tensioni politiche e alle calamità che comporta la guerra, la Chiesa non smette di testimoniare l’unità della grande famiglia umana e cerca le vie che rendono manifesta tale unità, al di sopra delle divisioni tragiche. Sono le vie che conducono alla giustizia, all’amore ed alla pace.

Come dimostrazione della mia affettuosa vicinanza vi impartisco, assicurandovi delle mie preghiere, una speciale benedizione apostolica.

Vaticano, 25 Maggio 1982.

GIOVANNI PAOLO II

 

© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana

 

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