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SCAMBIO DI LETTERE
TRA IL SERENISSIMO PRINCIPE,
HASSAN II, RE DEL MAROCCO,
E GIOVANNI PAOLO II,
SOMMO PONTEFICE,
CIRCA LO STATUTO GIURIDICO
DELLA CHIESA CATTOLICA IN MAROCCO

 

A Sua Maestà Hassan II
Re del Marocco

E’ con profonda soddisfazione che ho preso conoscenza del Messaggio del 30 dicembre scorso col quale la Vostra Maestà, a chiusura dei colloqui tra i Nostri rappresentanti, ha ritenuto di fissare per iscritto un insieme di norme di legge, adattate alle esigenze dei nostri tempi, per meglio definire la presenza della Chiesa cattolica in Marocco.

Ho esaminato con particolare attenzione lo statuto così conferito alla Chiesa e non posso che esprimere a Vostra Maestà la mia più sentita gratitudine per questo gesto significativo che perpetua e conferma la tradizione di accoglienza e comprensione che da secoli caratterizza i rapporti del Regno del Marocco con la Chiesa Cattolica.

Avendole garantito il pubblico e libero esercizio della sua missione spirituale, la Chiesa Cattolica non potrà che meglio svolgere a favore dei suoi fedeli le proprie attività quali il culto, il magistero, la giurisdizione interna, la carità, l’insegnamento religioso e l’assistenza ai prigionieri.

Inoltre, la facoltà per i superiori delle circoscrizioni ecclesiastiche di dare vita ad associazioni confessionali, educative e caritatevoli, di gestire il patrimonio, di ricevere gli aiuti necessari al funzionamento delle istituzioni e di beneficiare di alcune esenzioni, consentirà alla Chiesa insediata in Marocco di vivere sempre più armoniosamente la propria fede, e di manifestare il suo spirito di servizio.

Acconsento quindi a che la Chiesa e i cattolici del Regno marocchino si conformino totalmente alle norme stabilite, le quali saranno debitamente comunicate ai capi spirituali interessati. Apprezzando al suo giusto valore il segno di benevolenza di Vostra Maestà, tutti avranno a cuore — ne sono certo — l’osservanza di tali sagge disposizioni che consentono a ciascuno di credere e vivere la propria fede in una società attenta alla coesistenza e alla collaborazione.

Mi è gradito ribadire alla Vostra Maestà i miei sentimenti di altissima stima e l’assicurazione delle preghiere ardenti che invoco sulla Vostra persona e sull’intero popolo marocchino le abbondanti benedizioni di Dio Onnipotente.

Dal Vaticano, il 5 febbraio 1984

GIOVANNI PAOLO II


In Nome di Dio,
il Clemente Misericordioso,
non Vi è forza né potenza che attraverso Dio
l’Altissimo e il Grandissimo.

 

Il Servitore di Dio,
colui che si affida all’aiuto di Dio,
il Commendatore dei Credenti,
figlio del Commendatore dei Credenti.

L.S (Gran Sigillo di Sua Maestà Hassan II)

A Sua Santità Giovanni Paolo II
Santissimo Padre e Illustre Amico

Rivolgiamo a Vostra Santità i Nostri migliori saluti e l’espressione della Nostra sincera amicizia e dei Nostri sentimenti di considerazione e stima.

I nostri rispettivi rappresentanti diplomatici si sono recentemente intrattenuti sul futuro Statuto della Chiesa Cattolica nel Regno del Marocco.

Nel Nostro Paese, da tempi immemorabili uno spirito di intesa fratellanza contraddistingue i rapporti tra cristiani e musulmani. I Nostri antenati ne hanno fatto una regola di vita che non è mai stata trasgredita qualunque siano state le vicende dei tempi passati.

Noi stessi, da quando Dio ci ha affidato le redini del potere, abbiamo vigilato a che tale regola venisse scrupolosamente osservata.

Comprendiamo tuttavia la legittima preoccupazione di Vostra Santità di vedere tradotta questa abitudine antica in realtà odierna, nelle forme che meglio si prestano alle esigenze della nostra epoca.

E per quanto attiene alla forma, le Nostre rispettive Qualità, ossia Vostra Santità quale Capo della Chiesta Cattolica e Noi stessi quale Commendatore dei Credenti, conferiamo al contenuto della presente lettera valore di disposizione di legge.

Quanto alla sostanza, la Chiesa Cattolica continuerà ad esercitare pubblicamente e liberamente nel Regno del Marocco le proprie attività ed in particolare quelle relative al culto, al magistero, alla giurisdizione interna, alla carità dei suoi fedeli e all’insegnamento religioso.

La Chiesa Cattolica è rappresentata dai superiori delle circoscrizioni ecclesiastiche che possono esercitare direttamente o per il tramite dei loro mandatari, tutti gli atti relativi alla gestione dei propri beni. Poiché non percepiscono salario, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e quanti a loro assimilati che esercitano le loro mansioni nell’ambito delle attività della Chiesa, ivi comprese le strutture di assistenza ed insegnamento, non saranno soggetti a tassazione.

Alla stessa stregua, usufruiranno dell’esenzione fiscale gli edifici di culto e quelli religiosi. Al fine di provvedere alla sua sussistenza, la Chiesa potrà ricevere gli aiuti necessari.

Lo statuto quivi concesso alla Chiesa Cattolica comprende inoltre il diritto di creare associazioni a scopo confessionale, educativo e caritatevole nonché il diritto di visita ai prigionieri di confessione cattolica.

Noi siano certi che creando in casa Nostra le condizioni per una coesistenza pacifica tra musulmani e cattolici, non facciamo altro che proiettare nella realtà marocchina lo spirito di estrema tolleranza che caratterizza l’Islam e che ha sempre prevalso nei Nostri rapporti.

Vostra Santità voglia gradire l’assicurazione della Nostra profonda amicizia e l’espressione della Nostra più alta considerazione.

Fatto a Palazzo Reale in Rabat, il venerdì 25 rebia I 1401 corrispondente al 30 dicembre 1983.

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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