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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
ALL'ARCIVESCOVO DI BANGALORE, PACKHIAM AROKIASWAMY,
E ALL'ASSEMBLEA GENERALE DELLA FEDERAZIONE
CATTOLICA MONDIALE PER L'APOSTOLATO BIBLICO

 

Al mio venerabile e caro fratello Packhiam Arokiaswamy,
arcivescovo di Bangalore.

Per suo tramite, invio cordiali saluti ai partecipanti all’assemblea generale della Federazione cattolica mondiale dell’apostolato biblico e li assicuro della mia spirituale vicinanza. Ho saputo con gioia che questa assemblea ha tratto ispirazione, per il suo tema, dalle parole di Mosè: “Fossero tutti profeti” (Nm 11, 29), e che ha applicato questa espressione ai compiti che intraprenderà.

Quasi vent’anni fa, la Federazione fu istituita sotto gli auspici del Segretariato per l’unità dei cristiani, per iniziativa del cardinale Agostino Bea, allora suo presidente. Può adesso essere utile per la Federazione rivedere i fini che si propone di raggiungere.

L’impegno della Federazione è quello di aiutare i cattolici di tutto il mondo ad avere facile accesso (cf. Dei Verbum, 22) alla parola di Dio affinché il suo messaggio salvifico possa animare la loro vita. Realmente, tutta l’attività e la testimonianza nella Chiesa dovrebbe scaturire dalla parola vivente, letta e interpretata nella comunità di fede, sotto la guida che lo Spirito Santo fornisce attraverso il magistero.

Il lavoro della Federazione non è qualcosa di privato. È, invece, un lavoro della Chiesa. Fanno parte della Federazione “le organizzazioni bibliche che in tutto il mondo lavorano insieme ai vescovi per condividere la loro responsabilità di rendere la parola di Dio accessibile a tutti” (Costituzione, art. III). Questo implica che i loro sforzi devono essere compiuti in stretta collaborazione con diversi gruppi nella Chiesa e in particolare con le conferenze episcopali.

Il “servizio profetico” del popolo di Dio (cf. Lumen Gentium, 12) dev’essere coscientemente esercitato come un autentico servizio della parola (cf. Dei Verbum, 10). I fedeli sono chiamati a servire la rivelazione di Dio piuttosto che ad usare la parola per assecondare le loro idee, per quanto elevate esse possano essere. Non si può dimenticare che la parola è “affidata alla Chiesa” (Dei Verbum, 10) e che il servizio magisteriale della Chiesa ha la responsabilità dell’interpretazione autentica del suo messaggio.

La Federazione cerca di promuovere una visione universale che stabilisca stretti rapporti di lavoro tra le Chiese locali. A questo proposito, quelle comunità che hanno avuto il privilegio di ricevere la parola del Signore da molto tempo dovrebbero essere incoraggiate ad assistere quelle che hanno ricevuto più recentemente questo dono di Dio e che, a loro volta, lo condivideranno con altri.

Il carattere universale della Federazione si presta, entro certi limiti chiaramente definiti, a una diversità di approccio alla spiritualità biblica. La comunicazione di Dio all’umanità è ricca di contenuto e il suo inesauribile messaggio può ispirare varie forme di risposta. Si deve sempre avere cura di evitare di permettere che la parola rivelata serva una particolare ideologia.

La Federazione collabora con molti cristiani, talvolta organizzati in società a livello mondiale e molto attive, che si impegnano a far conoscere la parola, attraverso traduzioni appropriate, a più persone possibili. Tra di esse vi sono le Società bibliche. Incoraggio l’assemblea generale a continuare la sua cooperazione con questi vari gruppi. Partecipando al lavoro di traduzione, pubblicazione e diffusione della parola, ci si impegna a soddisfare i bisogni di coloro che hanno fame e sete della parola di Dio (cf. Am 8, 11). Questo vale anche per il lavoro di formazione di coloro che un giorno si dedicheranno all’insegnamento e alla predicazione della Sacra Scrittura.

Invocando la guida dello Spirito Santo sulle deliberazioni dell’assemblea generale, prego affinché gli sforzi della Federazione cattolica mondiale dell’apostolato biblico arricchiscano il corpo di Cristo con una comprensione e un amore più profondo per la parola incarnata. Con le parole di san Paolo: “La grazia sia con tutti quelli che amano il Signore nostro Gesù Cristo, con amore incorruttibile” (Ef 6, 24). Con questi sentimenti imparto di cuore la mia benedizione apostolica ai membri di questa assemblea.

Dal Vaticano, 6 agosto 1984.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1984 -  Libreria Editrice Vaticana

 

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