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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AL POPOLO BRASILIANO PER LA SCOMPARSA
DEL PRESIDENTE TANCREDO DE ALMEIDA NEVES

Domenica, 21 aprile 1985

 

Signor presidente,

ricevendo la dolorosa notizia della morte dell’illustre presidente Tancredo de Almeida Neves, mi affretto a deporre nelle sue mani di supremo mandatario di questa nobile nazione il messaggio che, per insopprimibile impulso del cuore, desidero indirizzare al popolo brasiliano, a me caro per tante ragioni.

Rimarrà prezioso in me il ricordo del mio incontro, nel gennaio scorso, con l’insigne uomo pubblico che, appena eletto, aveva desiderato incontrare il Pastore universale della Chiesa, di cui era figlio fedele. Ho potuto ammirare in quell’occasione l’uomo probo e lo statista di grande levatura, la sua lunga esperienza, la competenza e la serietà con cui si preparava ad assumere l’elevato incarico che i suoi pari, interpretando la volontà quasi unanime di tutto il popolo, gli avevano affidato.

Per questo, da quando ho avuto la notizia della sua infermità, non è passato giorno senza che io non pregassi con fervore per il suo ristabilimento, se tale era il disegno di Dio. Così facendo, mi sono incontrato in profonda comunione spirituale con milioni di brasiliani che, per intere settimane, hanno fatto del loro Paese una grande famiglia in preghiera.

Ora che egli ha lasciato questo mondo, desidero innanzitutto rivolgere la mia parola di incoraggiamento ai familiari, il cui coraggio e spirito di fede ho potuto apprezzare durante i lunghi giorni di calvario del capo famiglia. Possa Dio concedere loro consolazione e adesione alla sua volontà in questo momento cruciale. Una parola di speranza e di incoraggiamento vada anche a tutto il popolo brasiliano.

Esso fu testimone della ferma determinazione con la quale il presidente decise di collocare alcuni capisaldi di essenziale importanza alla base del suo progetto - ampio e generoso, e tuttavia non utopico - di una nuova repubblica. Segnalo, tra gli altri, la rilevanza data alla giustizia sociale e all’equa distribuzione dei benefici come dei sacrifici; un’attenzione speciale ai più poveri e abbandonati; la ricerca di una concordia sincera tra tutti i brasiliani; la tutela e la promozione dei diritti umani fondamentali; la partecipazione di tutti in un patto sociale coerente ed efficace.

Confortato dalla straordinaria riconciliazione che il Paese ha sperimentato intorno al letto di dolore del suo presidente, che ha destato ammirazione ed edificazione nel mondo intero, formulo voti perché gli elevati ideali e propositi di Tancredo Neves non scompaiano con lui ma siano portati avanti con entusiasmo e dedizione dai responsabili e da tutta la comunità nazionale. Sarà l’omaggio migliore e più concreto alla sua imperitura memoria e al suo sacrificio che diventerà, in questo modo, fruttuoso per tutta la nazione brasiliana che egli ha amato moltissimo e ha servito con tutto se stesso.

Dopo aver offerto la santa messa in suffragio dell’anima del grande uomo pubblico, purificata dalla sofferenza sopportata con esemplare fede cristiana, invio di cuore alla famiglia Neves, specialmente alla signora Risoleta, ai suoi figli e nipoti; a vostra eccellenza, signor presidente, erede degli elevati progetti dello statista defunto, ai responsabili del bene e del progresso del popolo brasiliano e a questo stesso popolo, a prescindere da qualsiasi distinzione, l’assicurazione della mia ardente preghiera per la patria brasiliana in quest’ora storica, accompagnata da una paterna e confortatrice benedizione apostolica.

GIOVANNI PAOLO II

 

© Copyright 1985 - Libreria Editrice Vaticana

 

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