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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL CARDINALE JOHN O'CONNOR INVIATO SPECIALE
AL CONGRESSO EUCARISTICO DELLE FILIPPINE

 

Venerabile fratello
John Joseph O’Connor,
cardinal arcivescovo di New York.

Fra numerosi e importanti eventi di pari dignità e peso, che hanno segnato la vita di tutto il popolo delle Isole Filippine durante questi dodici mesi, e soprattutto che hanno modellato l’opera della Chiesa cattolica fra quei carissimi fedeli in Cristo, oltre che l’opera pastorale dei sacri ministri, non vi è alcuno che non capisca facilmente o non goda intimamente nel proprio animo del fatto che occupi un posto particolare, come è suo diritto, l’Anno eucaristico di ogni nazione, che fra le due solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, di quest’anno e dell’anno scorso, è stata celebrato felicemente da tutta la Chiesa e che fra breve tempo, volgerà al termine, concludendosi come di consueto, con il Congresso Eucaristico delle Filippine, che si terrà dal cinque all’otto di questo mese di dicembre.

Chiunque abbia osservato lo svolgersi del nostro pontificato, non può non essersi persuaso della necessità di un Congresso Eucaristico di tale genere, che in tutte le direzioni, attraverso le varie nazioni, ha diffuso il più alto ministero, la fede, la pietà e la consuetudine Eucaristica della Chiesa.

Ci è stata offerta tale opportunità anche nelle Filippine che, come già accennato, compiranno tra breve il loro Anno eucaristico, e di conseguenza, celebreranno il Congresso Eucaristico. Con il cuore e con la mente mi congratulo e incoraggio, mi associo con i fratelli vescovi e con i sacerdoti, i religiosi e i fedeli di quelle nobili terre, lontano eppur vicino, in questi importantissimi giorni. Ci sentiremo vicini, anche se in certo modo lo siamo già da sei anni, a voi tutti che partecipate ai riti e alle celebrazioni dei prossimi giorni. Tu soprattutto, venerabile fratello che con questa lettera nominiamo con fiducia e con piacere, nostro inviato speciale al Congresso eucaristico delle Filippine, dal cinque all’otto di questo mese. Sii presente in quei luoghi al posto nostro, per noi saluta eloquentemente i partecipanti al Congresso e spiega loro che, se ci sarà possibile assistervi, nulla ci impedirà di farlo.

Ti affido questo incarico con grande affetto, ti chiedo, grazie alla tua sapienza e alla tua solerzia ben conosciuta, di rendere presente il Pontefice Romano, e che le comunità ecclesiali abbiano largamente la sua benedizione apostolica, fa’ tua la nostra speciale preoccupazione di incoraggiare, di essere considerato quasi il centro della vita della Chiesa, fonte perenne di forza e grazia nel mondo, da cui sgorga il continuo rinnovamento e la prosperità delle comunità. Infatti questo sacramento, insieme al celeste mistero di Pietro, manifesta con i credenti e i fedeli al successore di Pietro la vera unità nella fede e la rafforza perpetuamente, alimenta una solida consapevole pietà intorno alla mensa domenicale, istruisce le menti con l’annuncio del Verbo divino e guida i costumi secondo i precetti evangelici.

Mi è caro e gradito salutare fraternamente ogni singolo partecipante al Congresso, fare le mie fervide congratulazioni, tanto per tale fertile e importante evento per la nazione, tanto per la sua religiosa preparazione ed esecuzione, offrire preghiere, esortazioni, incoraggiamenti a tutti i presenti, affinché sia cercata l’utilità della spiritualità interiore e possa elargire maggiori frutti nel tempo. Apriamo il Congresso con queste nostre riflessioni fra il gregge dei fedeli che vi partecipa; altre, per lettera o grazie ai nostri inviati che rappresentano la nostra persona in ogni parte della terra, porranno fine all’Anno eucaristico e al Congresso per la massima gloria di Dio, per la prosperità della Chiesa, per il conforto del popolo filippino e perché stabiliscano - con l’aiuto del Dio celeste - una unione fausta. 

Dal Vaticano, 1° Dicembre 1987.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1987 -  Libreria Editrice Vaticana 

 

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