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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL CARDINALE MYROSLAV IVAN LUBACHIVSKY
ARCIVESCOVO MAGGIORE DI LEOPOLI DEGLI UCRAINI

 

Al nostro venerabile fratello
Cardinal Ivan Lubachivsky,
Arcivescovo maggiore di Leopoli degli Ucraini.

Il prossimo 21 settembre, venerabile nostro fratello, proverai di nuovo la gioia che provasti 50 anni fa, quando fosti ordinato sacerdote e avevi lo sguardo rivolto al futuro, poiché avevi già stabilito con decisa volontà di spendere tutto il tuo ministero al servizio di Dio e per la salvezza delle anime. Nel ricordare quell’avvenimento, senza dubbio sentirai risuonare nel petto una voce che dice: “Bravo, servo fedele, che hai mantenuto interamente i propositi, le promesse, il patto fatto con me”. Sarà quella voce dolcissima del Signore, che approva tanti anni del tuo ministero sacerdotale. In consonanza con quella sarà la nostra voce, anzi in totale accordo, come vogliamo testimoniare con questa lettera breve ma piena di ammirazione, di affetto, di gratitudine. Ripercorrendo questo lungo tempo della tua vita, non possiamo fare a meno di significarti i sentimenti di tal genere. Questo infatti merita la tua opera costante, soprattutto spesa nelle città dell’America del Nord, come Hamtramck, Latrobe, Wilkes Barre, Milwakee, Cleveland, Richmond, Philadelphia, Washington, Stanford. In questa attività si distinguono la direzione spirituale degli studenti del seminario e l’insegnamento, nel quale ti segnalasti grandemente per la tua preparazione, innanzitutto in teologia, in filosofia, nella Sacra Scrittura: queste discipline ti offrirono molto materiale per scrivere opere sulla Sacra Scrittura, la liturgia, e per la stesura di molte omelie.

Famoso per questi motivi e in seguito all’attività pastorale tra i cristiani dell’Ucraina, fosti ritenuto degno di essere nominato Esarca di Filadelfia degli Ucraini, - e ci viene in mente il giorno in cui, il 13 Settembre 1979, ti abbiamo consacrato Vescovo nella Cappella Sistina - e l’anno seguente fosti ritenuto degno di essere scelto come collaboratore del capo dei Vescovi Ucraini, del Cardinal Josef Slipyi, a cui succedesti quattro anni dopo come Arcivescovo maggiore di Leopoli degli Ucraini.

Noi, infine, considerata la tua attività apostolica, le tue eccelse virtù, l’acuto ingegno, l’amore alla religione cattolica e la saldissima fedeltà verso questa Sede apostolica, per dare un giusto riconoscimento a questi tuoi meriti, ti abbiamo chiamato a far parte del Collegio dei Cardinali della Chiesa Romana, desiderando così in un certo senso continuare anche la memoria del tuo egregio predecessore, di cui si rinnova in te l’amarezza dell’allontanamento dalla sede di Leopoli. Forse questo dolore offusca la serenità del tuo animo in questo anno, in cui ricorre il Giubileo del tuo sacerdozio e il millennio della conversione della Russia, tua patria per la cui commemorazione quest’anno abbiamo pubblicato in gennaio la lettera apostolica Euntes in Mundum e il messaggio “Magnum Baptismi Donum” in febbraio. Ma la concomitanza di queste ricorrenze non è forse motivo di maggiore gioia? È infatti perché quel dono rimanga nei secoli, e là dove è stato dato, e presso le nazioni e i popoli stranieri, tu per tutto il tempo del tuo sacerdozio e dell’episcopato hai speso tutte le tue forze e ancora ti adoperi, sostenuto dalla certezza che quel dono divino non potrà essere distrutto da nessuna potenza umana.

E noi ti auguriamo questa duplice gioia, venerabile nostro fratello; con tutto il cuore, questa gioia noi invochiamo dal generosissimo elargitore di doni celesti, mentre gli siamo grandemente riconoscenti perché non smette di inviare tali operai nella sua vigna, quale sei tu: e anche tu certamente nutri verso di lui sentimenti di infinita gratitudine.

Ciò che noi invochiamo, ciò che noi preghiamo, la nostra apostolica benedizione renda presente, la benedizione che noi di cuore ti impartiamo, e della quale vogliamo partecipino anche coloro che ti saranno intorno nel giorno in cui celebrerai il tuo anniversario di sacerdozio, per manifestare la loro devozione nei tuoi confronti, la stima e l’affetto.

Dal Vaticano, 5 Settembre 1988, decimo di Pontificato.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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