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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL CARDINALE GIOVANNI MARGEOT
VESCOVO DI PORT LOUIS

 

Al nostro venerabile fratello
Cardinale Giovanni Margeot
Vescovo di Port Louis.

Con grande gioia abbiamo appreso, venerabile nostro fratello, che il 17 dicembre ricorderai e celebrerai solennemente il tuo cinquantesimo di sacerdozio; e poiché riconosciamo bene le innumerevoli e insigni tue opere, unite a esimie virtù, vogliamo congratularci assai con te, sebbene con questa lettera non possiamo esprimere, come conviene, quanto tu sia benemerito per la Chiesa e per la salvezza delle anime. Vorremmo riassumere in queste parole tutti gli elogi nei tuoi confronti: sei un grande sacerdote, un gran Vescovo, come dimostra tutto il tuo apostolato; ma poiché la tua meravigliosa attività non permette di fare questo, riporteremo le cose più importanti.

Come semplice sacerdote nella tua patria e in particolare nella tua diocesi ti sei dedicato al sacro ministero con instancabile attività, espletando vari compiti, come quello di vicario di più parrocchie, di parroco sostituto, di parroco di una grande parrocchia, preside dell’Istituto “Roman Catholic Education Authority”, promotore della “Legio Mariae” fondatore delle “Association Foyers de Notre Dame”; assistente generale degli “Esploratori Cattolici”; animatore della “Azione Femminile”. Molti gli esempi delle tue doti: la tua appassionata dedizione, l’esperienza, la prudenza, la propensione a seguire i neofiti e a formare il clero di codesto popolo, per il quale hai istituito il “Forger Mgr Murphy”. Esse hanno indotto la Sede apostolica ad elevarti all’episcopato: tale onore e il clero e il popolo cattolico ti preannunciavano. Raggiunto il culmine del sacerdozio e presa coscienza dell’accresciuta responsabilità, sebbene nella diocesi di Port Louis, a te affidata, ci fossero molte difficoltà, ti sei servito di efficacissime forme di azione pastorale per diffondere la dottrina cristiana e moltiplicare il numero dei fedeli. Infatti dopo aver assunto l’incarico, ti sei adoperato con tutte le forze e in ogni modo perché la diocesi lavorasse per la causa della famiglia, cioè per la sua unità, per l’educazione dei figli, per la stabilità del matrimonio, difendendo contemporaneamente il diritto alla vita dei nascituri e condannando il crimine dell’aborto. Inoltre, ciò che è in qualche modo legato alla difesa della famiglia, hai provveduto alla formazione della gioventù, soprattutto mediante il “Tabor Center”, mediante le associazioni per preparare gli operatori della pastorale e i catechisti, mediante le iniziative contro la tossicodipendenza.

Parimenti ti sei preoccupato di evangelizzare i cinesi e gli indiani ivi residenti, a cui provvedono la Associazione Cattolica Cinese e l’Associazione Cattolica Indo-Mauritiana. E sollecitudine non minore hai avuto per i sacerdoti e continui ad averne istruendoli senza posa sui documenti della Sede apostolica e soprattutto del Concilio Vaticano II e sugli Atti pontifici, dei quali alcuni, come ad esempio le lettere encicliche Humanae Vitae e Populorum Progressio privilegi tra gli insegnamenti, e certamente con accortezza e a ragione veduta, poiché comprendi molto bene quanta incidenza abbiano sulla vita dei cristiani. Adempi a questo compito dell’insegnamento soprattutto con la predicazione, sia a voce, sia per iscritto, e non solo ti rivolgi al clero ma a tutti i seguaci di Cristo. Sono molto note infatti le tue lettere pastorali, specialmente quelle quaresimali, che molto contribuiscono a formare una retta coscienza dei cattolici, a illuminare i laici sulla loro vocazione ecclesiale e a istruire tutti sulle verità teologiche, sull’importanza dei sacramenti, sulle questioni riguardanti la religione e la società.

Vero pastore, che hai pascolato e pasci il gregge in “pascoli rigogliosi”, provvedi con zelo a formare la diocesi nella sua vita interiore e nell’azione sociale e civile, così come esige il rinnovamento della Chiesa. Riteniamo quasi superfluo fare menzione degli elogi che hai conseguito con la tua attività, con la tua vita, dei riconoscimenti che ti sono venuti; vogliamo ricordare tuttavia la dignità cardinalizia alla quale da poco ti abbiamo elevato: questa infatti testimonia la stima che abbiamo per te. Gli altri sono segni della approvazione che hai ricevuto dalle autorità religiose e civili, ma poco aggiungono a quella approvazione con la quale il Signore riconosce le tue buone opere, approvazione che senza dubbio è l’unica che ti sta a cuore. Anche noi partecipando a questa divina stima, e confidando che con queste nostre parole il tuo giorno anniversario sarà più gioioso, ti impartiamo di cuore la benedizione apostolica, propiziatrice di doni celesti, che comunicherai a tutti i cattolici di Port Louis.

Dal Vaticano, 19 novembre 1988.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1988 - Libreria Editrice Vaticana

 

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