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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN PORTOGALLO
LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II INVIATA DA FATIMA AI VESCOVI DELL'EUROPA
Venerati e cari fratelli!
Dal Santuario di Fatima rivolgo un affettuoso pensiero
a tutti voi, fratelli nell’episcopato del Continente Europeo, mentre sono in
corso intensi lavori di preparazione all’Assemblea Speciale per l’Europa del
Sinodo dei Vescovi, desiderando di mettere in risalto alcuni aspetti di tale
iniziativa, che mi sta molto a cuore.
Tale Assemblea, nella prospettiva
dell’inizio ormai prossimo del Terzo Millennio dalla nascita del Cristo Signore,
vuole rispondere ai segni dei tempi, nei quali per noi si manifesta la
misericordiosa Provvidenza divina. Il luogo stesso dal quale ne ho annunciato la
convocazione, Velehrad in Moravia, legato alla Missione degli Apostoli degli
Slavi, allude all’importanza e alle ragioni del raduno. Ne parla altresì la
data, 22 aprile 1990, così vicina e connessa alla nuova situazione, creatasi con
gli avvenimenti degli ultimi mesi dell’anno 1989.
L’Assemblea Speciale per
l’Europa del Sinodo dei Vescovi è necessaria affinché la Chiesa nel Continente
possa incontrarsi nelle persone di tutti i suoi Pastori. Ciò non era possibile
prima. Occorre inoltre che si incontrino le due tradizioni spirituali
dell’Europa, rappresentate dai suoi Patroni: quella occidentale, che riconosce
come suo protettore San Benedetto; quella orientale, che vanta come padri nella
fede i Santi Cirillo e Metodio. Tale incontro è particolarmente importante, nel
contesto dei cambiamenti che tendono vigorosamente all’avvicinamento delle
Nazioni e degli Stati del Continente.
I lavori preparatori svolti finora
mostrano con evidenza la pluralità delle culture e delle situazioni della Chiesa
in Europa. Ciò costituisce una singolare ricchezza, ma comporta anche un compito
che si prospetta arduo e complesso. Si tratta di ritrovare le dovute vie per
arrivare alla cooperazione nella vita e nella missione della Chiesa. Questa
missione consiste nella evangelizzazione, considerata sia nelle sue antiche
radici, sia nel suo aspetto di evangelizzazione nuova quale si impone a motivo
degli attuali condizionamenti e delle moderne sfide, scaturite in gran parte
dagli avvenimenti del presente momento della storia.
Come vi è noto, la
preparazione della prossima Assemblea Speciale è giunta ora ad una fase
decisiva. Dopo la prima riunione con i Presidenti delle Conferenze Episcopali,
nel giugno 1990 è stato costituito un Gruppo di lavoro, composto da Vescovi
dell’Occidente e dell’Europa Centro-orientale. Nel corso di numerose riunioni si
è cercato di elaborare un documento preparatorio del futuro incontro, insieme
con un questionario adatto per raccogliere i contributi dei Pastori delle Chiese
del continente europeo. La documentazione pervenuta è ora nelle mani di tutti i
Vescovi dell’Europa e mi auguro che essa costituisca una importante base per i
lavori dell’Assemblea Speciale.
A nessuno sfugge l’importanza, in questo periodo
preparatorio del Sinodo, del lavoro svolto da anni in seno al Consiglio delle
Conferenze Episcopali dell’Europa (CCEE), mediante simposi ed incontri su
diversi temi pastorali, per opportuni scambi di informazioni e pareri circa il
comune impegno dell’evangelizzazione e dell’unità dell’intera Chiesa in Europa.
Per il Sinodo è essenziale che le singole Conferenze Episcopali affrontino tali
argomenti nel corso dei prossimi mesi, avvalendosi della collaborazione di
ecclesiastici e laici competenti, così che si possa avere un più ampio
contributo per il comune lavoro.
L’Europa possiede una grande eredità di culture
tra loro collegate, in diversi modi, dal fermento dell’unica radice evangelica.
Allo scopo di approfondire la consapevolezza di questo fatto e trarne utili
spunti per il Sinodo stesso, sarà organizzato dal 28 al 31 ottobre prossimo in
Vaticano un Simposio presinodale sul tema: “Cristianesimo e cultura in Europa:
Memoria, Coscienza, Progetto”, a cura del Pontificio Consiglio della Cultura, in
collaborazione con la Segreteria Generale del Sinodo. Alcuni esperti delle
diverse tradizioni culturali dell’Europa rifletteranno insieme per poter offrire
ai Padri Sinodali il frutto della loro competenza.
Pensando all’evangelizzazione
del nostro Continente nella prospettiva dell’Anno 2000, dobbiamo mettere in
particolare risalto la cooperazione ecumenica. È ben noto, infatti, che cospicue
comunità cristiane in Europa sono di tradizione ortodossa e protestante. I loro
rappresentanti sono invitati all’Assemblea Speciale per l’Europa a titolo
singolare, come Delegati di Comunità unite a noi dal legame fraterno che esiste
tra tutti i Cristiani. Contiamo sul fatto che essi possano contribuire in
maniera adeguata per le scelte utili alla evangelizzazione, mettendo a frutto le
acquisizioni raggiunte finora mediante il dialogo ecumenico e, nello stesso
tempo, nutriamo la speranza che la collaborazione sinodale aiuti la ricerca
delle vie da percorrere, per avvicinarci a quella pienezza di unità che Gesù
Cristo vuole.
Il Sinodo che avrà luogo in Vaticano dal 28 novembre al 14
dicembre di quest’anno, dovrà esser preparato da noi tutti, non soltanto con la
riflessione e il dialogo, ma ancor più con il “metodo” della preghiera. Chiedo
insistentemente questa preghiera a tutti, particolarmente alle comunità
contemplative, e non soltanto ad esse. Occorre che l’intera Europa cristiana
partecipi alla preghiera per il Sinodo, rendendosi conto che qui veramente “res
nostra agitur”.
Scrivo queste parole mentre per la seconda volta dopo dieci anni
mi trovo a Fatima, in pellegrinaggio riconoscente alla Madre di Cristo. Sembra
venuto ora il tempo per tutti noi di ripetere alla Vergine con particolare
fiducia le parole dell’inno liturgico: “Monstra Te esse Matrem!”. Con tali
sentimenti e con la speranza che tutta la Chiesa ripone nell’orazione di Cristo,
nell’amore del Padre per noi e nella forza dello Spirito Santo, invio a tutti
voi, fratelli nell’Episcopato, la benedizione apostolica.
Dal Santuario di
Fatima, il 13 maggio dell’anno 1991, XIII di Pontificato.
IOANNES PAULUS PP. II
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Editrice Vaticana
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