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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE CARMELITANE SCALZE IN OCCASIONE
DELL'APPROVAZIONE DEI LORO
CODICI FONDAMENTALI

 

Amatissime figlie di santa Teresa di Gesù

1. Mi è gradito rivolgermi a tutte voi durante quest’anno, nel quale la chiesa celebra il IV centenario della morte di san Giovanni della Croce. È un tempo di grazie speciali per tutta la famiglia del Carmelo, perché le permette di rinnovare il contatto vivo con la persona e con gli scritti del dottore mistico, eredità e programma di vita spirituale per tutti quelli che lo venerano come padre e maestro della riforma teresiana.

Nel corso del mio pontificato ho già avuto occasione di esprimere il mio affetto per tutte le Carmelitane scalze e mettere in rilievo l’importanza del vostro carisma, sia nelle visite fatte ad alcuni monasteri, che nella beatificazione d’insigni vostre sorelle, che il Signore mi ha concesso di elevare all’onore degli altari. Fra queste mi piace ricordare le beate: Maria di Gesù crocifisso, Elisabetta della Trinità, le Carmelitane martiri di Guadalajara - Maria Pilar, Teresa, Maria Angeles -, Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) e Teresa di Gesù (de los Andes). Con queste beatificazioni ho voluto presentare a tutta la chiesa la testimonianza della vita contemplativa e porre dinanzi ai vostri occhi alcuni esempi di santità, che possono guidare i vostri passi in quest’ora della storia.

Inoltre, in diverse circostanze, soprattutto in occasione delle celebrazioni del IV centenario del pio transito della vostra fondatrice santa Teresa di Gesù, ho avuto l’opportunità di riaffermare il mio pensiero riguardo alla vostra vita contemplativa, in modo speciale con la lettera del 31 maggio 1982. In essa rinnovavo il mio ringraziamento per tutto quello che fate in modo silenzioso a favore della chiesa, dei “suoi vescovi, sacerdoti e missionari, dei quali siete ausiliarie nascoste, silenziose, però necessarie”. Allo stesso tempo, vi indirizzavo una pressante esortazione a vivere sempre con maggior generosità la vostra vocazione, nella preghiera e nella penitenza, nella solitudine della clausura, sotto la protezione materna e l’esempio della Vergine Maria, madre e patrona del Carmelo (cf. Ioannis Pauli PP. II, Epistula sanctimonialibus Carmelitis Discalceatis, IV expleto saeculo ab obitu Sanctae Theresiae a Iesu, die 31 maii 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V, 2 (1982) 2361 ss.).

Recentemente, nella mia lettera apostolica Maestro nella fede (14 dicembre 1990), per la celebrazione del IV centenario della morte di san Giovanni della Croce, vi esortavo a orientare la vostra vita all’acquisto del “puro amore”, dell’intimità con Dio che, secondo il dottore mistico, è quel bene prezioso che, dalla solitudine contemplativa, feconda la missione della chiesa (cf. Eiusdem, Maestro en la Fe, 20 et S. Ioannis a Cruce, Cántico Espiritual, 29, nn. 2-3).

2. In questa circostanza, nell’occasione dell’approvazione di un nuovo testo di Costituzioni, mi rivolgo con affetto a tutte le Carmelitane scalze. Si conclude così un lungo processo nel quale la Santa Sede, consapevole della grande importanza della vostra specifica vocazione, tanto per la famiglia del Carmelo che per tutta la chiesa, ha sottoposto a un particolare discernimento la vostra legislazione, per salvaguardare l’eredità spirituale di santa Teresa.

Come è noto, la Santa Sede, rispondendo alla domanda di un gruppo di monasteri, l’8 dicembre 1990 approvò un testo di Costituzioni per le Carmelitane scalze, preparato secondo le indicazioni della lettera che a mio nome scrisse il cardinale Agostino Casaroli, segretario di stato, il 15 ottobre 1984, e lasciò libertà affinché altri monasteri dell’ordine potessero adottarlo come norma di vita.

Ora, accogliendo i desideri degli altri monasteri, la stessa Santa Sede ha approvato anche un altro testo di Costituzioni per le Carmelitane scalze.

L’elaborazione di questo testo, da parte della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, è stata realizzata tenendo pure presenti i pareri dei monasteri, raccolti dal preposito generale dell’ordine.

Entrambi i testi, approvati ugualmente dalla chiesa, vogliono essere una fedele interpretazione del carisma teresiano. Questo rimane inalterato, così come lo stile di vita proposto dalla santa madre nelle sue Costituzioni e altri suoi scritti. Le differenze, pertanto, non riguardano né la sostanza del carisma contemplativo carmelitano-teresiano né il necessario e costante ritorno alla sua primigenia ispirazione; corrispondono piuttosto a modalità diverse d’interpretare l’adattamento alle mutate condizioni dei tempi (cf. Perfectae caritatis, 2), e di formulare la legislazione degli istituti religiosi, la cui approvazione è di competenza esclusiva della Santa Sede (Codex Iuris Canonici, cann. 578 e 587). Si tratta, pertanto, di valutazioni diverse che procedono dalla stessa volontà di fedeltà al Signore e che la Santa Sede ha voluto rispettare, così come rispetta la libertà di cui gode ogni monastero di optare per l’uno o per l’altro testo costituzionale approvato.

3. In questo particolare momento della vostra storia e della vostra legislazione, permettetemi di manifestarvi un desiderio del mio cuore di padre e di pastore della chiesa universale. Desidero che l’approvazione dei due testi delle Costituzioni, con cui ho cercato di rispondere alle attese espresse dai diversi monasteri, mantenga viva l’unità spirituale di tutto il Carmelo teresiano dentro le sue legittime tradizioni storiche e tenendo conto delle nuove circostanze, dei luoghi e delle culture, nei quali s’incarna il suo carisma.

Tutte le Carmelitane scalze, insieme con i Carmelitani scalzi, formate nella chiesa lo stesso e unico Ordine dei fratelli scalzi e delle sorelle scalze della beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Tutti avete in comune la stessa Regola, lo stesso carisma carmelitano-teresiano e lo stesso patrimonio spirituale, trasmesso dai santi padri Teresa di Gesù e Giovanni della Croce. Tutti invocate come madre comune la Vergine Maria che come bene lo esprime l’iconografia dell’ordine, copre tutto il suo manto, da un lato e dall’altro, i figli e le figlie del Carmelo.

Inoltre, tutti partecipate, ognuno secondo le proprie e legittime forme di vita approvate dalla chiesa, della stessa spiritualità e missione del Carmelo teresiano, oggi tanto apprezzato nella chiesa, il cui carisma s’irradia ad altre forme di vita consacrata e a gruppi di laici cristiani, che lo vivono nel mondo. Dinanzi a voi avete quella luminosa scia di santi, che onora la grande famiglia carmelitana e che vi stimola all’ascensione fino alla cima della santa montagna del Carmelo. Per questo, un intenso amore fraterno deve unirvi nella vostra vocazione. A tutti i membri dell’ordine si possono applicare le parole di santa Teresa alle Carmelitane scalze di Siviglia: “Così che, figlie mie, tutte lo siete della Vergine, e sorelle, procurate di amarvi molto l’un l’altra . . . (S. Theresiae Virginis, Lettera, 13 gennaio 1580, n. 5).

Nello stesso spirito di unità e di comunione, esorto i Carmelitani scalzi ad aspirare con tutta la mente, le forze e il cuore a quella pienezza di vita spirituale che risplende nei santi dell’ordine e che essi implorano dal cielo per tutti voi, avendo come punto di riferimento lo sforzo che tutto il Carmelo teresiano ha compiuto negli ultimi decenni per conoscere, approfondire e trasmettere la propria spiritualità nella chiesa.

Infine, non posso non riferirmi al servizio che il preposito generale deve offrire a tutti i monasteri dell’ordine, sia direttamente che per mezzo dei suoi collaboratori. Si tratta di un servizio generoso e disinteressato, ispirato dalla comunione al medesimo carisma, che i superiori devono promuovere, per aiutare le Carmelitane scalze al compimento della loro vocazione, secondo i desideri della santa madre Teresa di Gesù, rispettando sempre l’autonomia dei monasteri, che la propria legislazione loro concede.

4. Dilette figlie di Santa Teresa, esorto tutte a perseverare con “una risoluzione ferma e decisa” (cf. S. Theresiae Virginis, Cammino di perfezione, 21,2) nell’adempimento fedele delle vostre leggi, che la chiesa vi offre come norma di vita evangelica e cammino di santità, mediante il dono totale a Cristo, lo sposo crocifisso e risorto, sul quale dovete tenere sempre fissi gli occhi, secondo la costante esortazione della vostra madre fondatrice (cf. Ivi, 2,1; 26,4-6; Eiusdem, Castello interiore, VII, 4,8).

I vostri monasteri sono sparsi in tutto il mondo come oasi di preghiera e di speciale consacrazione a Dio nel silenzio del chiostro. Nuove nazioni sperano di avere la presenza della vita contemplativa, come ho ricordato nell’enciclica Redemptoris missio (Ioannis Pauli PP. II, Redemptoris missio, n. 69). Date testimonianza della bellezza e della fecondità missionaria della vostra vita nascosta con Cristo in Dio (cf. Col 3,3 ), del valore della preghiera d’intercessione e dell’immolazione silenziosa accanto all’eucaristia, centro della chiesa universale e delle chiese particolari, per essere, come anelava Teresa di Liseux, l’amore nel cuore del corpo mistico. Continuate a offrire alle comunità cristiane questo esempio di vita fraterna, semplice e gioiosa, che è proverbiale tra le figlie di santa Teresa.

Nel compito della nuova evangelizzazione e dinanzi alle immense necessità spirituali e materiali dell’umanità, la chiesa ha bisogno del vostro carisma contemplativo. In quest’ora magnifica e cruciale della storia risuonano attuali e urgenti i desideri di Teresa di Gesù nell’intraprendere la sua riforma, con la sua esortazione a vivere la contemplazione a servizio del regno di Cristo: “Per questo il Signore vi ha qui raccolte: questa è la vostra vocazione, queste le vostre incombenze e le brame vostre, questo il soggetto delle vostre lacrime e delle vostre preghiere . . .” (S. Theresiae Virginis, Cammino di perfezione, 1,5 e 3,5-10). Voi che siete “l’avamposto della chiesa verso il Regno” (Ioannis Pauli PP. II, Allocutio Abulae, ad moniales contemplativas in monasterio Incarnationis, 5, die 1 nov. 1982: Insegnamenti di Giovanni Paolo II, V, 3 (1982) 1030), siate per il mondo di oggi testimoni del Dio vivente.

Mentre raccomando - così come all’intercessione di santa Teresa di Gesù bambino, la cui festa la chiesa celebra in questo giorno - l’unità spirituale dell’ordine e la fedeltà alla vostra vocazione, imparto di cuore a tutte le Carmelitane scalze una speciale benedizione apostolica.

Vaticano, 1° ottobre, festa di santa Teresa di Gesù bambino, dell’anno 1991, decimo terzo del mio pontificato.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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