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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AL PATRIARCA DELLA CHIESA ORTODOSSA SERBA,
SUA BEATITUDINE PAVLE

Giovedì, 10 ottobre 1991

 

A Sua Beatitudine Pavle,
Patriarca della Chiesa Ortodossa Serba

Beatitudine, Desidero riprendere il contatto con Vostra Beatitudine per manifestarLe personalmente la mia profonda ed intima partecipazione al dolore di tante famiglie serbe, di fede ortodossa, in quest’ora drammatica per tutti i popoli della Jugoslavia. Nel contempo, sento impellente il dovere di fare il possibile per contribuire a restaurare la pace là dove essa è violata da una guerra sanguinosa e distruttrice.

Sono certo che Vostra Beatitudine è animata dal medesimo assillo e desidero assicurarLa che ho vivamente apprezzato gli appelli alla pace che Ella e l’Em.mo Cardinale Kuharić inviarono ai fedeli delle due Chiese, al termine degli incontri ecumenici del maggio e dell’agosto scorsi.

Da parte mia, nella preghiera e nelle esortazioni ho sempre presente il dramma sia delle popolazioni croate sia di quelle serbe coinvolte in una guerra, che semina morte e distruzione e non potrà apportare alcuna vera soluzione alle difficoltà esistenti. Il dolore di ogni essere umano, a qualunque confessione religiosa appartenga, ferisce il mio cuore come, ne sono certo, quello di Vostra Beatitudine.

Per una coincidenza che è frutto dell’eredità della storia, si dà il caso che il confronto in atto sia principalmente tra due popoli, appartenenti in grande maggioranza l’uno alla Chiesa cattolica e l’altro a quella ortodossa serba. Noi sappiamo bene, però, che il movente della guerra non è di indole religiosa ma politica. Purtroppo, una pesante eredità del passato incide sugli animi degli uni e degli altri e rende ancora più complessa la soluzione delle difficoltà. Ma, per costruire un futuro di pace, occorre avere il coraggio di liberarsi dai condizionamenti del passato e lavorare per dare una risposta ai problemi del presente secondo il diritto e la giustizia, nella carità.

La Santa Sede, vivamente preoccupata per le gravi conseguenze della guerra in corso, si è adoperata con tutti i mezzi a sua disposizione affinché cessi il confronto armato e si arrivi ad una soluzione negoziata della crisi. A tal fine, Essa sta pure sostenendo gli sforzi della Comunità internazionale ed in particolare della Conferenza di Pace dell’Aia, che cerca di aiutare le parti in causa a trovare un accordo sulla base dei principi sanciti nell’atto finale di Helsinki della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, e cioè: riconoscimento del diritto all’autodeterminazione dei popoli, riconoscimento dei diritti delle minoranze, inammissibilità di procedere a modifiche delle frontiere con l’uso della forza.

In questa difficile ed angustiante ricerca della pace per tutti i popoli della Jugoslavia, la Fede comune in Dio Padre, Figlio e Spirito Santo è chiamata a svolgere un ruolo positivo, contribuendo, prima di tutto, alla pacificazione dei cuori. Ecco perché ho voluto rivolgere un nuovo appello ai Vescovi cattolici della Croazia a proseguire instancabilmente il dialogo con i loro fratelli Ortodossi, in spirito di perdono reciproco, nell’impegno a superare le conseguenze del passato e a porre le basi di un futuro migliore per le loro popolazioni, nel rispetto dei principi della giustizia, della libertà e della dignità di ogni popolo.

Sono certo che Vostra Beatitudine, condividendo tali aspirazioni, saprà promuovere, insieme al Santo Sinodo e ai Vescovi, i medesimi sentimenti nel clero e nei fedeli della Chiesa ortodossa.

Mi spinge a rivolgerLe questo appello la nostra fede comune e il nostro comune impegno a lavorare perché si realizzi l’ardente anelito di Cristo nel Cenacolo: “che siano una cosa sola!” (Gv 17, 21).

Beatitudine, sono convinto che tutti i cristiani, e in particolare coloro che occupano posti di responsabilità, hanno il dovere di fare il possibile per contribuire alla pacificazione di popolazioni che dovranno vivere fianco a fianco sul medesimo territorio. La storia ci giudicherà per quello che avremo fatto o non fatto, in questo momento, per arrestare una guerra fratricida e per porre le basi di un futuro migliore per le popolazioni delle terre jugoslave, un futuro in cui ciascun popolo e ciascun individuo possa sentirsi rispettato e protetto.

Voglia il Signore sostenere questi nostri sforzi e fecondarli con la Sua grazia! Voglia lo Spirito Santo ispirare a tutti sentimenti di misericordia e di riconciliazione, per sapersi riconoscere come fratelli, figli dello stesso Padre comune! Voglia la Madre di Dio lenire le ferite di tutti i suoi figli ed impetrare per loro il dono della pace!

Con sentimenti di profonda comunione nel Signore.

GIOVANNI PAOLO PP. II

 

© Copyright 1991 - Libreria Editrice Vaticana

 

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