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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DEL TRASFERIMENTO A LEOPOLI
DELLE SPOGLIE DEL CARDINALE JOSYF SLIPYJ

Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
Sabato, 15 agosto 1992

 

È con una gioia del tutto particolare che mi unisco al rito religioso che il 27 agosto celebrerà il rimpatrio delle spoglie mortali del venerato Arcivescovo Maggiore di Leopoli degli Ucraini, il compianto Cardinale Giuseppe Slipyj. Tutta la Chiesa condivide i sentimenti della Chiesa di rito bizantino-ucraino, nel vedere restituito questo intrepido difensore della fede, questo fedele uomo di Chiesa, alla terra che lo ha visto nascere. Noi confidiamo che questo servitore “fedele e saggio” (Lc 12, 42) sia nella gloria del suo Signore, ammesso nello splendore di Dio per il quale ha testimoniato valorosamente con la sua bontà, in una società, per lunghi anni, costretta all’ateismo. Giovane sacerdote e vescovo, è stato per i fedeli affidati alle sue cure il dispensatore dei Misteri di Dio. Più tardi, “in catene per Cristo” (Fil 1, 13), la sua testimonianza è stata ancor più eloquente. Dal suo esilio, ha mantenuto viva la fiamma del vigore apostolico dei suoi fedeli, col suo sacrificio personale e con l’attaccamento ai valori spirituali della terra d’origine. Sono trascorsi quasi otto anni, da quando il Signore lo ha chiamato nel suo Regno, qui a Roma, alla veneranda età di 92 anni. La Sua Chiesa allora si preparava a celebrare solennemente il Millenario del Battesimo di san Vladimiro e di tutto il popolo della Rus’ di Kiev, un’eredità che egli ha difeso a prezzo dei più duri sacrifici. La sua vita di abnegazione non è stata sterile. Coi Vescovi, i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i fedeli perseguitati, egli ha fecondato la libertà dell’Ucraina di oggi. Per questo egli ha atteso con fiducia il giorno in cui i suoi figli avrebbero potuto professare liberamente la propria fede. Egli era sicuro che così sarebbe avvenuto, perché prima di congedarsi da questo mondo raccomandò che il suo corpo fosse restituito alla sua terra natale, una volta libera. Non è senza significato che ciò avvenga, secondo i provvidenziali ed imperscrutabili disegni di Dio, in prossimità del centenario della nascita di questo Pastore esemplare, ostinato difensore della fede: riposi ora nella pace, nella sua terra nativa, in quella Cattedrale di San Giorgio, a perenne testimonianza delle sofferenze patite in nome di Gesù e della santa Chiesa! Prego Dio che i cattolici di Ucraina di rito bizantino, in spirito di fraterna unione con gli altri cristiani ucraini, ispirandosi all’esempio fulgido di questo Pastore, sotto la saggia guida di Vostra Eminenza e dei suoi confratelli nell’episcopato, possano continuare a irradiare la loro fede. Nel solco delle loro tradizioni millenarie e in piena comunione con la Sede dell’Apostolo Pietro, possano così affrontare efficacemente le nuove sfide apostoliche del mondo contemporaneo, per essere partecipi della grande opera della nuova evangelizzazione dell’Europa! Mentre risuona la tradizionale acclamazione liturgica “nell’eterna memoria al compianto Cardinal Giuseppe Slipyj”, unito in spirito a quanti partecipano alla solenne traslazione delle sue spoglie mortali, estendo di gran cuore la mia benedizione apostolica a tutti i presenti, affidandoli alla materna protezione di Maria Assunta.

 

© Copyright 1992 - Libreria Editrice Vaticana

 

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