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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
ALLE SUORE DEL CARMELO DI OŚWIĘCIM

Venerdì Santo, 9 aprile 1993

 

Care Suore,

“La mia vocazione è l’amore. Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa... la Chiesa ha un cuore, un cuore bruciato dall’amore... la carità mi offrì il cardine della mia vocazione... Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’amore” (Manuscrits autobiographiques, Lisieux 1957, pp. 227-229).

Queste parole della Santa Carmelitana di Lisieux parlano dell’essenza della vocazione di ciascuna delle Sue suore nel Carmelo: di ciascuna di voi. Per essere l’amore nel cuore della Chiesa siete venute tempo fa ad Oswiecim.

C’è bisogno di spiegare come dovrebbe battere tanto proprio in questo luogo il cuore della Chiesa? Come tanto è necessario qui questo amore con il quale Cristo ha amato l’uomo sino alla fine? Come esso è tanto necessario qui, dove per anni interi hanno infuriato l’odio e il disprezzo per l’uomo ammassando una raccolta di distruzione e morte tra gli uomini appartenenti a tante nazioni?

Adesso per volontà della Chiesa dovete trasferirvi in un altro luogo nello stesso Oswiecim. Rimane la questione della libera scelta di ciascuna di voi se vuole continuare là la vita carmelitana nella presente comunità oppure vuole tornare al convento di origine. Certamente questo è anche un momento di sofferenza per ciascuna. Supplico Cristo crocifisso e risorto affinché dia a ciascuna di voi di conoscere la sua volontà e la particolare vocazione sulla via della vita carmelitana.

Oswiecim – e tutto ciò che è legato ad esso come la tragica eredità dell’Europa e dell’umanità – rimane sempre come un dovere del Carmelo. Rimane come dovere in particolare ciò che è legato con il campo di sterminio “Auschwitz-Birkenau” nella memoria dei popoli: nella memoria dei figli e delle figlie di Israele e, nello stesso tempo, ciò che è legato con la storia dei Polacchi, della nostra Patria. Il modo in cui il futuro spunterà da questo passato più doloroso dipende in notevole misura dal fatto che alla soglia di Oswiecim veglierà questo amore che è più forte della morte (Ct 8, 6). A Voi, Care Suore, in modo particolare è affidato il mistero di questo amore redentore – questo amore che salva il mondo. E come tanto il nostro mondo contemporaneo – cinquanta anni dopo la terribile guerra che tra l’altro ha dato Oswiecim – come tanto sempre è minacciato dall’odio!

Care figlie del Carmelo! Accogliete nello stesso tempo questo “gaudium paschale” con cui vive la Chiesa nel tempo di Pasqua. Accogliete anche la benedizione nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo – nel nome di Gesù Cristo che ha vinto il mondo (cf. Gv 16, 33).

 

© Copyright 1993 - Libreria Editrice Vaticana

 

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