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LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL VESCOVO DI NEVERS PER IL 50° DELLA
RIVISTA DI LITURGIA «LA MAISON-DIEU»

Giovedì, 8 dicembre 1994

 

A Monsignor Michel Moutel,
Vescovo di Nevers
Presidente della Commissione episcopale di
Pastorale liturgica e sacramentale

La rivista di liturgia La Maison-Dieu, celebra il cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Desidero unirmi a voi e a tutti quelli che collaborano a questa prestigiosa pubblicazione, per rendere grazie a Dio della considerevole opera compiuta, in particolare perché essa ha, per la sua chiarezza, saputo mostrare al popolo cristiano la grandezza della liturgia e sottolineare la sua dimensione spirituale.

Fin dalla sua fondazione per opera dei Padri Pie Duployé e Aymon-Marie Roguet nel 1945, “La Maison-Dieu” è stata uno degli agenti attivi del movimento liturgico da cui il Concilio Vaticano II ha raccolto i frutti. Facendo appello ai migliori specialisti, la rivista ha per scopo l’approfondimento del tesoro della tradizione liturgica tramite lo studio della Parola di Dio nella proclamazione in seno alle assemblee ecclesiali, attraverso l’esame attento delle fonti storiche e attraverso una continua e sempre nuova riflessione sugli elementi costitutivi del culto divino.

Al seguito della promulgazione della Costituzione Sacrosanctum Concilium, la Maison-Dieu si è impegnata nella realizzazione della riforma liturgica. Essa contribuisce alla comprensione del significato teologico e del valore pastorale dei nuovi libri liturgici e nello stesso tempo opera, nel loro utilizzo, il discernimento necessario. Nel corso degli anni, la rivista non cessa di portare un valido sostegno ai pastori e ai vari responsabili della liturgia nel dominio francofono.

Lo scopo della rivista così come del Centro nazionale di Pastorale liturgica resta il servizio di ciò che il Concilio chiama “il culmine verso cui tende l’azione della Chiesa e, al tempo stesso, la fonte da cui promana tutta la sua energia... La liturgia spinge i fedeli, nutriti dei “sacramenti pasquali”, a vivere “in perfetta unione”; prega affinché “esprimano nella vita quanto hanno ricevuto mediante la fede”; la rinnovazione poi dell’alleanza di Dio con gli uomini nell’eucaristia introduce i fedeli nella pressante carità di Cristo e li infiamma con essa” (Sacrosanctum Concilium, 10). Occorre incoraggiare la meditazione e la messa in pratica dell’insegnamento del Concilio Vaticano II. Impegnarsi per una celebrazione degna e fedele della liturgia, significa lavorare affinché la Chiesa compia la sua missione. Come ho già detto, “esiste un legame strettissimo e organico tra il rinnovamento della liturgia e il rinnovamento di tutta la vita della Chiesa” (Giovanni Paolo II,  Dominicae Cenae, 13).

E' un bene che la nuova pubblicazione si apra con una serie di studi sul tema “Liturgia e Santità”. Il Vaticano II sottolinea che “Giustamente la liturgia è considerata come l’esercizio della funzione sacerdotale di Gesù Cristo. In essa, la santificazione dell’uomo è significata per mezzo di segni sensibili e realizzata in modo proprio a ciascuno di essi; in essa il culto pubblico integrale è esercitato dal corpo mistico di Gesù Cristo . . .” (Sacrosanctum Concilium, 7). Mi auguro che i fedeli sappiano accogliere i preziosi doni che il Signore concede alla sua Chiesa attraverso la liturgia, opera di santificazione degli uomini e celebrazione della santità di Dio; appello alla “sequela Christi” e cammino di perfezione. Vivere intensamente la liturgia, fonte e culmine della vita cristiana, apre alla lode di Dio tre volte santo, all’offerta al Padre delle membra del Corpo unito al Cristo Capo, alla comunione fraterna e all’impeto missionario nello Spirito di santità.

Augurandovi di cuore un felice proseguimento nella missione ecclesiale, affidata alla “Maison-Dieu”, imparto ai responsabili, ai collaboratori della rivista, ai lettori e agli amici, la benedizione apostolica.

Vaticano, 8 dicembre 1994.

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1994 - Libreria Editrice Vaticana

 

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