Al Venerato Fratello
PAUL JOSEF CORDES
Presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”
In questi giorni, nei quali ci prepariamo a celebrare le
solennità pasquali, l’Europa vive purtroppo un’altra ora tristissima della sua
storia. Il lacerante conflitto sviluppatosi nel Kosovo sta causando alla
popolazioni sofferenze indicibili e semina odio, violenza, morte. Le conseguenze
sono drammatiche specialmente per tante famiglie distrutte e per innumerevoli
profughi costretti a fuggire abbandonando le loro case ed ogni loro avere. Seguo
da vicino l’evolversi della situazione e nella preghiera supplico il Signore,
Padre misericordioso, affinché abbia pietà dei suoi figli così duramente
provati. Invoco Maria, Regina della Pace, affinché induca nei responsabili ed in
ogni persona di buona volontà coraggiosi propositi di riconciliazione e di pace.
Perché la vicinanza del Papa alle vittime di questa tragedia sia
avvertita in modo più concreto, invio Lei, venerato Fratello, quale Presidente
del Dicastero della Santa Sede preposto agli aiuti umanitari, in Albania, per
portare ai profughi di così immane tragedia il contributo di solidarietà
spirituale e materiale mio e dell’intero popolo cristiano. Esso è accompagnato e
impreziosito dal dono inestimabile di tante persone malate e sofferenti, che
generosamente pregano per la pace ed offrono per questa intenzione i loro
sacrifici.
Ai bambini, alle madri, agli anziani che incontrerà, dica che il
Papa è con loro, e sarà sempre con loro finché una pace giusta e duratura non
regnerà nelle terre dei Balcani. Troppo sangue e troppe lacrime quelle
popolazioni hanno visto scorrere in questo secolo ventesimo. Sorga finalmente il
giorno sospirato della pace. Ai profughi, e specialmente ai più provati, rechi
la mia confortatrice Benedizione, che estendo di cuore a Lei ed a quanti sono
impegnati nella preziosa opera di soccorso.
Dal Vaticano, 30 Marzo 1999.
IOANNES PAULUS PP. II
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