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VIAGGIO APOSTOLICO IN POLONIA (31 MAGGIO - 10 GIUGNO 1997)

MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AI CAPI DI STATO PRESENTI A GNIEZNO

Arcivescovado di Gniezno

   

Eccellenze,

la vostra presenza qui, mentre celebriamo solennemente a Gniezno il millenario del martirio di sant' Adalberto, riveste un carattere altamente significativo. In questa circostanza eccezionale, vi saluto con deferenza e vi ringrazio per essere venuti ad onorare con la Chiesa la figura di questo grande santo, presso la sua tomba.

Dieci anni fa il venerato Cardinale Tomasek presentava sant'Adalberto come "il simbolo dell' unità spirituale dell' Europa". Di fatto, il suo ricordo è rimasto particolarmente vivo nell' Europa centrale. Ciò mostra come molti popoli di questo continente siano consapevoli di essere gli eredi degli evangelizzatori che radicarono vigorosamente nella loro terra la fede cristiana e che fecero penetrare nella loro cultura la concezione dell' uomo caratteristica del cristianesimo.

Nato in Boemia, in un epoca di poco successiva a quella in cui Cirillo e Metodio iniziarono l' evangelizzazione degli Slavi, Adalberto seppe, sull' esempio di questi illustri predecessori, unire le tradizioni spirituali dell' Oriente e dell' Occidente. Formatosi a Magdeburgo, sacerdote e quindi Vescovo a Praga, conobbe anche la Roma dei Papi e Pavia; fu pellegrino in Francia, andò a Magonza e divenne amico dell' Imperatore Ottone III, prima di compiere la sua ultima missione sulle rive del Baltico. Spirituale e missionario, in pochi anni di attività lasciò la sua impronta in diversi Paesi, fino a divenire uno dei patroni della nazione polacca, felice di custodire le sue reliquie come uno dei suoi più preziosi tesori.

L' influenza duratura di Adalberto deriva in larga misura dall' armonia che realizzò fra le diverse culture che assimilò, dalla sua indipendenza di uomo di Chiesa, così come dalla sua instancabile difesa della dignità dell' uomo, della qualità della vita sociale e del servizio ai poveri e dalla profondità spirituale della sua esperienza monastica. Per tutti questi motivi, rimane un ispiratore ineguagliabile per coloro che oggi lavorano alla costruzione di un' Europa rinnovata, nella fedeltà alle sue radici culturali e religiose.

Adalberto visse in un' epoca tormentata; conobbe crudeli disgrazie nella sua famiglia e fu ostacolato nel suo ministero. Finì con il subire il martirio perchè non poteva rinunciare ad annunciare il messaggio della salvezza. Nel corso del presente secolo, anch'esso tormentato, i popoli dell' Europa centrale hanno attraversato terribili prove. Attualmente nuove vie si sono aperte. Possano gli Europei impegnarsi risolutamente in una collaborazione costruttiva, per consolidare la pace fra di essi e intorno ad essi! Possano non lasciare nessuna nazione, neanche quella meno potente, al di fuori dall' insieme che stanno costituendo!

Oggi i responsabili politici hanno ancora immensi compiti da svolgere. Il consolidamento delle istituzioni democratiche, lo sviluppo dell' economia, le cooperazioni internazionali raggiungono il loro vero fine solo se garantiscono una sufficiente prosperità affinché l'uomo possa sviluppare tutte le dimensioni della sua personalità. La grandezza della funzione dei responsabili politici è di agire rispettando sempre la dignità di ogni essere umano, di creare le condizioni di una generosa solidarietà che non abbandona nessun cittadino al margine della strada, di permettere a ognuno di accedere alla cultura, di riconoscere e di mettere in pratica i più alti valori umani e spirituali, di professare e di condividere le proprie convinzioni religiose. Procedendo lungo queste vie, il continente europeo rafforzerà la sua coesione, si mostrerà fedele a quanti hanno gettato le basi della sua cultura e risponderà alla sua vocazione secolare nel mondo.

Eccellenze, dinanzi alla vastità e alle difficoltà dei vostri doveri, che il messaggio di sant' Adalberto sia per voi una fonte di ispirazione feconda! Ringraziandovi nuovamente per essere venuti qui in questo giorno, vi porgo i miei ferventi auguri per lo svolgimento dei vostri nobili compiti, per le vostre persone e per tutti i popoli che rappresentate. Chiedo a Dio di concedervi i benefici della sua Benedizione.

Gniezno, 3 giugno 1997

IOANNES PAULUS PP. II

 

© Copyright 1997 - Libreria Editrice Vaticana

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