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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
1. La celebrazione della Giornata Mondiale del Turismo, che si terrà il
prossimo 27 settembre sul tema "Ecoturismo, chiave dello sviluppo
sostenibile", mi offre la gradita opportunità di richiamare alcune
riflessioni sul fenomeno della mobilità umana, che si è molto sviluppato nei
recenti decenni, coinvolgendo ormai milioni di persone. Il turismo consente di
impiegare parte del tempo libero per contemplare la bontà e la bellezza di Dio
nella sua creazione e, grazie al contatto con gli altri, aiuta ad approfondire
il dialogo e la reciproca conoscenza. Il tempo libero e la pratica del turismo
possono in tal modo colmare le carenze di umanità, che spesso si sperimentano
nell'esistenza quotidiana.
La Sacra Scrittura considera l'esperienza del viaggio come una peculiare
opportunità di conoscenza e di sapienza, poiché pone la persona a contatto con
popoli, culture, costumi e terre diversi. Afferma infatti: "Chi ha
viaggiato conosce molte cose, chi ha molta esperienza parlerà con intelligenza.
Chi non ha avuto delle prove, poco conosce; chi ha viaggiato ha accresciuto
l'accortezza. Ho visto molte cose nei miei viaggi, il mio sapere è più che le
mie parole" (Sir 34,9-11). Nella Genesi, e poi nella visione rinnovatrice dei Profeti,
nella contemplazione sapienziale di Giobbe o dell'autore del libro della Sapienza,
come pure nelle esperienze di fede testimoniate nei Salmi, la bellezza
del creato costituisce un segno rivelatore della grandezza e della bontà di
Dio. Gesù, nelle parabole, invita a contemplare la natura circostante per
apprendere come la fiducia nel Padre celeste debba essere totale (cfr Lc
12, 22-28) e la fede costante (cfr Lc 17,6). Il creato è affidato all'uomo perché, coltivandolo e custodendolo (cfr Gn
2, 15), provveda alle sue necessità e si procuri il "pane
quotidiano", dono che lo stesso Padre celeste destina a tutti i suoi figli.
Occorre imparare a contemplare il creato con occhi limpidi e pieni di stupore.
Capita, purtroppo, che talora venga meno il rispetto dovuto alla creazione, ma
quando da custodi si diventa tiranni della natura, questa prima o poi si ribella
all'incuria dell'uomo (cfr Giovanni Paolo II, Omelia per il Giubileo
degli Agricoltori, 12 novembre 2000). 2. Fra gli innumerevoli turisti che ogni anno "girano il mondo", ve
ne sono non pochi che si pongono in viaggio con l'esplicito scopo di andare alla
scoperta della natura, esplorandola fino negli angoli più reconditi. Un turismo
intelligente tende a valorizzare le bellezze del creato ed orienta l'uomo ad
accostarsi ad esse con rispetto, godendone ma senza alterarne l'equilibrio. Come negare però che l'umanità stia oggi vivendo, purtroppo, un'emergenza
ecologica? Un certo turismo selvaggio ha contribuito, e tuttora contribuisce, a
tale scempio, per via anche di impianti turistici costruiti senza una
pianificazione rispettosa dell'impatto ambientale. Come osservavo nel Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 1990,
è "necessario risalire alle origini e affrontare nel suo insieme la
profonda crisi morale, di cui il degrado ambientale è uno degli aspetti
preoccupanti" (n. 5: Insegnamenti XII/2, 1466). Il dissesto
ambientale, in effetti, mostra con evidenza alcune delle conseguenze delle
scelte operate secondo interessi particolaristici, non rispondenti alle esigenze
proprie della dignità dell'uomo. Prevale spesso la sfrenata bramosia di
accumulare ricchezze, che impedisce di ascoltare l'allarmante grido di povertà
di popoli interi. In altre parole, l'egoistica ricerca del proprio benessere
induce ad ignorare le legittime aspettative delle generazioni presenti e di
quelle future. La verità è che, quando ci si distacca dai progetti di Dio sul
creato, molto spesso viene meno l'attenzione per i fratelli e il rispetto per la
natura. 3. Non mancano tuttavia ragioni di speranza. Molte persone, sensibili a
questo problema, da tempo si stanno impegnando a porvi rimedio. Esse si
preoccupano innanzitutto di ricuperare la dimensione spirituale del rapporto con
il creato, grazie alla riscoperta del compito originariamente affidato da Dio
all'umanità (cfr Gn 2, 15). L'"ecologia interiore" favorisce
infatti l'"ecologia esteriore", con immediate conseguenze positive non
soltanto per la lotta alla povertà e alla fame degli altri, ma anche per la
salute ed il benessere personali. E' una linea che va incoraggiata per far
emergere sempre più la cultura della vita e per sconfiggere la cultura della
morte. Si dovranno pertanto favorire forme di turismo più rispettose dell'ambiente,
più moderate nell'uso delle risorse naturali e più solidali verso le culture
locali. Sono forme che sottendono, com'è chiaro, una forte motivazione etica
poggiante sulla convinzione che l'ambiente è la casa di tutti, e che pertanto i
beni naturali sono destinati a quanti attualmente vi si trovano, come pure alle
generazioni future. 4. Si va inoltre affermando una nuova sensibilità, comunemente conosciuta
col nome di "ecoturismo". Nei suoi presupposti essa è certamente
buona. Si dovrà tuttavia vigilare perché non si snaturi e non diventi un
veicolo di sfruttamento e di discriminazione. Infatti, qualora si promuovesse la
tutela dell'ambiente come fine a se stante, si correrebbe il rischio di vedere
nascere forme moderne di colonialismo, che danneggerebbero i tradizionali
diritti delle comunità residenti in un determinato territorio. Verrebbero
ostacolati la sopravvivenza e lo sviluppo delle culture locali e sarebbero
sottratte risorse economiche all'autorità dei governi locali, primi
responsabili degli ecosistemi e delle ricche biodiversità presenti nei
rispettivi territori. Ogni intervento in un'area dell'ecosistema non può prescindere dal
considerare le conseguenze che da esso deriveranno in altre aree e, più in
generale, gli effetti che esso avrà sul benessere delle future generazioni.
L'ecoturismo porta in genere le persone in luoghi, ambienti o regioni il cui
equilibrio naturale è bisognoso di cure costanti per non essere compromesso.
Vanno, pertanto, incoraggiati studi e rigorosi controlli miranti a combinare il
rispetto della natura e il diritto dell'uomo ad usufruirne per il suo personale
sviluppo. 5. "Noi aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova" (2Pt
3,13). Di fronte allo sfruttamento sconsiderato della creazione, originato
dall'insensibilità dell'uomo, la società odierna non troverà soluzione
adeguata, se non rivedrà seriamente il suo stile di vita, giungendo a poggiarne
le basi su "saldi punti di riferimento e di ispirazione: la coscienza
chiara della creazione come opera della sapienza provvida di Dio, e la coscienza
della dignità e responsabilità dell'uomo nel disegno creazionale"
(Giovanni Paolo II, Discorso al Convegno "Ambiente e salute",
24 marzo 1997, 6: Insegnamenti XX/1, 523). Il turismo può essere strumento efficace per formare questa coscienza. Un
approccio meno aggressivo all'ambiente naturale aiuterà a scoprire e ad
apprezzare meglio i beni affidati alla responsabilità di tutti e di ciascuno.
Conoscere da vicino la fragilità di molti aspetti della natura conferirà una
maggiore consapevolezza dell'urgenza di adeguate misure di protezione, per porre
fine allo sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali. L'attenzione e il
rispetto per la natura potranno favorire sentimenti di solidarietà verso uomini
e donne, il cui ambiente umano viene costantemente aggredito dallo
sfruttamento, dalla povertà, dalla fame o dalla mancanza di educazione e di
salute. Spetta a tutti, ma soprattutto agli operatori del settore turistico,
agire in modo tale che questi obiettivi diventino realtà. Il credente trae dalla fede un'efficace spinta orientatrice nel suo rapporto
con l'ambiente e nell'impegno a conservarne l'integrità a vantaggio dell'uomo
di oggi e di domani. Mi rivolgo pertanto specialmente ai cristiani, perché
facciano del turismo anche un'occasione di contemplazione e d'incontro con Dio,
Creatore e Padre di tutti, e siano così corroborati nel servizio alla giustizia
e alla pace in fedeltà a Colui che ha promesso cieli nuovi e terra nuova (cfr Ap
21,1). Auspico che la celebrazione della prossima Giornata Mondiale del Turismo
aiuti a riscoprire i valori insiti in questa esperienza umana di contatto con il
creato e spinga ciascuno al rispetto dell'habitat naturale e delle locali
culture. Affido all'intercessione di Maria, Madre di Cristo, quanti
s'interessano a questo settore specifico della vita umana, su tutti invocando la
benedizione di Dio onnipotente. Dal Vaticano, 24 Giugno 2002 IOANNES PAULUS II *L'Osservatore Romano 26.6.2002 p.5.
© Copyright 2002 - Libreria Editrice Vaticana
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