XXVII GIORNATA MONDIALE DELLE VOCAZIONI
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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II
PER LA XXVII GIORNATA MONDIALE DELLE VOCAZIONI

 

Maturazione vocazionale e vita spirituale

Venerati Fratelli nell'Episcopato, carissimi Fratelli e Sorelle di tutto il mondo!

1. Avvicinandosi l'annuale Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, che la Chiesa universale celebrerà, come di consueto, nella IV Domenica di Pasqua, mi piace riandare con voi a quella confortante promessa di Gesù: «Se due di voi sopra la terra si metteranno d'accordo per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà, perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro» (1).

Il prossimo 6 maggio tutta la Chiesa si troverà riunita nel nome del Signore per implorare dal «Padrone della messe» il dono delle vocazioni di speciale consacrazione; Sacerdoti, Diaconi, Religiosi e Religiose, Laici, Comunità parrocchiali, Gruppi, Associazioni, Movimenti, eleveranno insieme suppliche al Padre celeste perché arricchisca la sua Chiesa di nuove vocazioni.

Confido che questa corale implorazione sarà largamente esaudita. Non posso, però, non ricordare che alla preghiera deve accompagnarsi l'impegno personale e comunitario a farsi promotori di vocazioni. Non va, infatti, dimenticato che ordinariamente la chiamata del Signore è mediata dall'esempio e dall'azione degli uomini, specie di quanti nella Chiesa vivono già la gioiosa esperienza della sequela del Cristo.

Proprio in ragione di questo impegno e anche in vista del prossimo Sinodo dei Vescovi, che avrà per tema «La formazione dei sacerdoti nelle circostanze attuali», desidero richiamare l'attenzione di tutto il popolo di Dio, e in particolar modo di quanti in esso hanno responsabilità educative e formative, sull'importanza che assume nella nascita e nella crescita delle vocazioni la cura della vita spirituale.

Non può esserci, infatti, maturazione vocazionale di alcun genere se non all'interno di un cammino spirituale deciso e vigoroso, perché solo una vita spirituale autentica costituisce il «terreno buono»(2) che consente al «seme» della vocazione di essere accolto e di crescere fino alla sua piena espansione.

La piena comunione con Dio

2. La vocazione fondamentale dell'uomo consiste nel conseguire la piena comunione con Dio. Egli, infatti, è creato ad «immagine e somiglianza di Dio» (3) ed è chiamato, in Cristo, a realizzare progressivamente un rapporto di intima unione e di amore filiale con il suo Creatore.

Per attuare tale vocazione, l'uomo è reso partecipe della vita divina, che, grazie anche al suo personale impegno, cresce in lui operando quel processo di santificazione che lo rende «creatura nuova» (4), sempre più capace di accogliere e conoscere i segreti di Dio (5) e di aderire pienamente al suo progetto di amore.

Il luogo, dove questa vita sboccia e via via, sotto l'impulso dello Spirito Santo, cresce e matura, è la Chiesa, di cui il cristiano diventa membro per il battesimo.

I mezzi che favoriscono il pieno sviluppo della vocazione

3. Le vocazioni di speciale consacrazione sono una esplicitazione della vocazione battesimale: esse si alimentano, crescono e si irrobustiscono mediante la seria e costante cura della vita divina ricevuta nel battesimo e, usufruendo di tutti quei mezzi che favoriscono il pieno sviluppo della vita interiore, conducono a scelte di vita completamente dedite alla gloria di Dio e al servizio dei fratelli. Essi sono:

- l'ascolto della Parola di Dio, la quale illumina anche circa le scelte da compiere per una sequela di Cristo sempre più radicale;

- la partecipazione attiva ai sacramenti, soprattutto a quello dell'Eucaristia, che è centro insostituibile della vita spirituale, sorgente e alimento di tutte le vocazioni;

- il sacramento della penitenza, che, favorendo la continua conversione del cuore, purifica il cammino di adesione personale al progetto di Dio e rafforza il legame di unione con Cristo;

- la preghiera personale, che consente di vivere costantemente alla presenza di Dio, e la preghiera liturgica, che inserisce ogni battezzato nell'azione pubblica della Chiesa;

- la direzione spirituale, come mezzo efficace per discernere la volontà di Dio, il cui compimento è fonte di maturazione spirituale;

- l'amore filiale alla Vergine Santa, che viene ad inserirsi come un aspetto particolarmente significativo per la crescita spirituale e vocazionale di ogni cristiano;

- infine, l'impegno ascetico, giacché le scelte vocazionali esigono spesso rinunce e sacrifici che solo una sana ed equilibrata pedagogia ascetica può favorire.

La vita spirituale abbia sempre il primo posto

4. Invito, pertanto, gli educatori cristiani - genitori, insegnanti, catechisti, animatori di gruppi ecclesiali, guide di associazioni e movimenti - a porre ogni cura perché i ragazzi e i giovani vengano costantemente e premurosamente aiutati a sviluppare il seme della vita divina che hanno in dono col battesimo. In ogni progetto educativo la vita spirituale abbia sempre il primo posto; siano indicati e spiegati i mezzi che ne favoriscono il pieno sviluppo.

Esorto, inoltre, i responsabili delle comunità cristiane, in primo luogo i Pastori, a pascere il gregge di Dio nutrendolo alle sorgenti genuine della vita della grazia.

In modo del tutto particolare mi rivolgo ai responsabili della formazione delle vocazioni di speciale consacrazione - rettori di seminari, padri spirituali, insegnanti e quanti condividono questo delicato compito - chiedendo loro di porre ogni cura perché la vita spirituale dei chiamati abbia un posto privilegiato nella formazione.

Aprire il cuore a Cristo

5. Infine voglio rivolgermi personalmente a voi, cari ragazzi e ragazze, adolescenti e giovani.

Aprite il vostro cuore a Cristo, andategli incontro, dissetatevi alle sue sorgenti. Egli vi offre un'acqua che appaga la vostra sete di verità, di gioia, di felicità, di amore; un'acqua che sazia la vostra sete d'infinito e di eternità, poiché l'acqua che egli vi da diventa in voi «sorgente che zampilla per la vita eterna» (6).

Ascoltate Cristo: egli apre i vostri cuori alla speranza. Seguite Cristo: egli è «la luce del mondo» e «chi segue lui non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (7).

Riscoprite la bellezza della vocazione cristiana e confermate i vostri impegni battesimali; rinnovate il proposito di camminare in «novità di vita» (8), rimanendo uniti a Cristo come i tralci alla vite (9), per portare molto frutto. Rendetevi personalmente sensibili ai bisogni della Chiesa, docili agli impulsi della grazia divina, generosi e solleciti nel rispondere all'eventuale chiamata del Signore che vi invita a seguirlo più da vicino in una vita di totale consacrazione all'amore di Dio e al servizio del prossimo.

Preghiera

6. Ed ora preghiamo insieme:

O Spirito di verità,
che sei venuto a noi nella Pentecoste
per formarci alla scuola del Verbo Divino,
adempi in noi la missione
per la quale il Figlio ti ha mandato.

Riempi di te ogni cuore
e suscita in tanti giovani
l'anelito a ciò che è autenticamente grande
e bello nella vita,
il desiderio della perfezione evangelica,
la passione per la salvezza delle anime.

Sostieni gli «operai della messe»
e dona spirituale fecondità
ai loro sforzi nel cammino del bene.

Rendi i nostri cuori
completamente liberi e puri,
e aiutaci a vivere con pienezza
la sequela di Cristo,
per gustare come tuo dono ultimo
la gioia che non avrà mai fine.
Amen!

Con tali voti imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi, venerati Fratelli nell'Episcopato, ai Sacerdoti, ai Diaconi, ai Religiosi, alle Religiose e a tutti i Fedeli laici, in particolare ai Giovani e alle Giovani, che con generosità accolgono la voce di Gesù, che li invita alla sua sequela.

Dal Vaticano, 4 ottobre 1989, undecimo di Pontificato.


(1) Mt 18, 19-20.

(2) Mt 13, 23.

(3) Gen 1, 26-27; Sap 2,23; Sir 17, 3; 1 Cor 11, 7.

(4) 2 Cor 5, 17; Gal 6, 15.

(5) Cf. 1 Cor 2, 9-14; 6, 17; Rom 8, 14-16; Gal 4, 6.

(6) Gv 4, 14.

(7) Ibid. 8, 12.

(8) Rom 6,4.

(9) Cf Gv 15.

   

© Copyright 1989 - Libreria Editrice Vaticana

 

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