XXVIII GIORNATA MONDIALE PER LE VOCAZIONI, 4 ottobre 1990 - Giovanni Paolo II
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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
PER LA XXVIII GIORNATA MONDIALE PER LE VOCAZIONI

 

Venerati fratelli nell'episcopato, carissimi fratelli e sorelle di tutto il mondo!

1. Consapevole che ogni vocazione è dono di Dio, da impetrare con la preghiera e da meritare con la testimonianza della vita, mi rivolgo a voi, come ogni anno, per invitare tutta la grande famiglia cattolica a partecipare spiritualmente alla XXVIII Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, che celebreremo il prossimo 21 aprile.

Questa Giornata è divenuta da tempo occasione privilegiata per riflettere non solo sulla vocazione al sacerdozio e alla vita consacrata, ma altresì sul dovere, che spetta a tutta la comunità cristiana, di favorire la nascita di queste vocazioni e di collaborare nella percezione, chiarificazione e maturazione dell'interiore chiamata di Dio (cfr. Optatam Totius, 2).

Quest'anno desidero attirare la vostra attenzione su quel momento fondamentale dell'esperienza religiosa di ciascun cristiano che è la catechesi: essa infatti sta alla base di qualsiasi autentico e libero dialogo vocazionale con il Padre celeste. Nella catechesi la Chiesa guida i fedeli, mediante un itinerario di fede e di conversione, verso l'ascolto responsabile della parola di Dio e la generosa disponibilità ad accoglierne le intrinseche esigenze. In tal modo essa intende favorire il personale incontro con Dio, formando attenti discepoli del Signore, partecipi della sua missione universale. La catechesi si rivela così la via specifica per scoprire non soltanto il generale disegno salvifico di Dio e il significato ultimo dell'esistenza e della storia, ma anche il particolare progetto che egli ha su ciascuno nella prospettiva dell'avvento del regno nel mondo.

«La catechesi, infatti, tende a sviluppare la comprensione del mistero del Cristo alla luce della Parola, perché l'uomo tutto intero ne sia impregnato. Trasformato dall'azione della grazia in nuova creatura, il cristiano si pone così alla sequela del Cristo e, nella Chiesa, impara sempre meglio a pensare come lui, a giudicare come lui, ad agire in conformità dei suoi comandamenti, e a sperare secondo il suo invito» (Catechesi Tradendae, 20).

2. Il cammino della catechesi raggiunge un suo momento particolarmente qualificante quando si fa scuola di preghiera, cioè di formazione al colloquio appassionato con Dio, Creatore e Padre; con Cristo, Maestro e Salvatore; con lo Spirito Santo vivificatore. Grazie a un tale colloquio, ciò che si ascolta e si impara non resta nella mente, ma conquista il cuore e tende a tradursi nella vita. La catechesi, infatti, non può accontentarsi di annunciare le verità della fede, ma deve mirare a suscitare la risposta dell'uomo, affinché ciascuno assuma il proprio ruolo nel piano della salvezza e si renda disponibile ad offrire la propria vita per la missione della Chiesa, anche nel sacerdozio ministeriale o nella vita consacrata, seguendo il Cristo più da vicino.

E' necessario che i credenti, specialmente i giovani, siano guidati a comprendere che la vita cristiana è anzitutto risposta alla chiamata di Dio e a riconoscere, in tale prospettiva, il peculiare carattere delle vocazioni presbiterali, diaconali, religiose, missionarie, consacrate nella vita secolare, e la loro importanza per il regno di Dio.

3. In tale contesto i catechisti devono sentirsi responsabili di fronte alla Chiesa e ai destinatari del messaggio. Il loro insegnamento, che mira a condurre l'uomo moderno a scoprire Dio Amore come Creatore, Redentore e Santificatore, guiderà i fanciulli e i giovani a considerare il dovere che ogni cristiano ha di aiutare la Chiesa a compiere la sua missione, la quale può realizzarsi solo grazie all'apporto dei vari ministeri e carismi, di cui lo Spirito Santo l'ha dotata; cercherà di far scoprire che il sacerdozio ministeriale è grande dono gratuito, da Dio offerto alla sua Chiesa, in una comunione più radicale con il sacerdozio di Cristo (cfr. Lumen Gentium, 10); metterà nella giusta luce il valore della verginità e del celibato ecclesiastico, come vie evangeliche che portano alla totale consacrazione a Dio e alla Chiesa e moltiplicano la fecondità dell'amore spirituale cristiano (cfr. Perfectae Caritatis, 12).

I responsabili della catechesi rispettino sempre l'integrità dell'annuncio del Vangelo, che comprende anche la chiamata a seguire il Cristo più da vicino. Si facciano intelligenti esecutori dell'appello che il mio predecessore Paolo VI rivolse nel suo ultimo Messaggio per questa Giornata (1978): «Fate conoscere queste realtà, insegnate queste verità, rendetele comprensibili, stimolanti, attraenti, come sapeva fare Gesù, Maestro e Pastore. Che nessuno per colpa nostra ignori ciò che deve sapere per orientare, in senso diverso e migliore, la propria vita».

4. Desidero che la mia parola raggiunga tutti coloro che lo Spirito Santo chiama a collaborare con lui: i genitori cristiani, i sacerdoti, i religiosi e i numerosi laici impegnati nell'azione educativa. Desidero, in modo particolare, che questa esortazione arrivi al cuore e alla mente dei tanti catechisti, che nelle diverse Chiese particolari collaborano generosamente con i Pastori nella grande opera di evangelizzazione delle nuove generazioni.

Cari catechisti, importante e delicata è la vostra missione! Dal vostro servizio dipende la crescita e la maturazione cristiana dei fanciulli e dei giovani a voi affidati. Nella Chiesa c'è bisogno di catechesi per la conoscenza della Parola di Dio, dei sacramenti, della liturgia, e dei doveri propri della vita cristiana. Ma, specialmente in alcuni momenti dell'età evolutiva, c'è bisogno di catechesi per l'orientamento nella scelta dello stato di vita. Solo alla luce della fede e della preghiera è possibile cogliere il senso e la forza delle chiamate divine.

Il vostro ministero di catechisti sia compiuto nella fede, alimentato dalla preghiera e sorretto da una coerente vita cristiana. Siate esperti nel parlare ai giovani d'oggi, pedagoghi validi e credibili nel presentare l'ideale evangelico come universale vocazione e nell'illustrare il senso e il valore delle varie vocazioni consacrate.

Ai vescovi e ai presbiteri chiedo di mantenere sempre viva la dimensione vocazionale della catechesi, curando in modo particolare la formazione spirituale e culturale dei catechisti, e sostenendo le loro proposte vocazionali con l'efficace testimonianza di una vita ricca di santità pastorale.

Alle Famiglie religiose maschili e femminili domando di consacrare il massimo delle loro capacità e delle loro possibilità all'opera specifica della catechesi, per cooperare a far sì che essa non sia un momento isolato del cammino pastorale, ma si inserisca in un ampio e organico progetto. La fatica spesa per la catechesi è stata sempre ripagata abbondantemente dalla Provvidenza con il dono di nuove e sante vocazioni. Incoraggio in particolare i religiosi insegnanti e responsabili di scuole cattoliche a mettere in chiara luce il valore della vocazione sacerdotale, religiosa e missionaria nel loro progetto educativo.

Esorto i genitori a collaborare con i catechisti offrendo un ambiente familiare impregnato di fede e di preghiera, così da orientare tutta la vita dei figli secondo le esigenze della vocazione cristiana. Ogni chiamata particolare è infatti un gran dono di Dio che entra nella loro casa.

La comunità cristiana nel suo insieme s'impegni, infine, a riconoscere con autentica passione missionaria i germi di vocazione che lo Spirito Santo non cessa di suscitare nei cuori e cerchi di creare, specialmente con la preghiera assidua e fiduciosa, un clima adatto perché gli adolescenti e i giovani possano sentire la voce di Dio e rispondere ad essa con generosità e coraggio.

«O Gesù, buon pastore della Chiesa,
a te affidiamo i nostri catechisti;
sotto la guida dei vescovi e dei sacerdoti,
sappiano condurre quanti sono loro affidati
a scoprire l'autentico significato della vita cristiana
come vocazione,
perché, aperti e attenti alla tua voce,
ti seguano generosamente.

Benedici le nostre parrocchie,
trasformale in comunità vive,
dove la preghiera e la vita liturgica,
l'ascolto attento e fedele della tua parola,
la carità generosa e feconda,
diventino il terreno favorevole
per la nascita
e lo sviluppo di un'abbondante messe di vocazioni.
O Maria,
Regina degli apostoli,
benedici i giovani,
rendili partecipi del tuo docile ascolto
della voce di Dio
e aiutali a pronunciare, come te,
il loro "sì" generoso e incondizionato
al mistero di amore e di elezione,
al quale il Signore li chiama».

Dal Vaticano, il 4 ottobre, festa di san Francesco d'Assisi, dell'anno 1990, dodicesimo di Pontificato.

 

© Copyright 1990 - Libreria Editrice Vaticana

 

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