Signor Presidente.
La sua presenza qui, all’inizio del mio pellegrinaggio nella terra natale di
Papa Giovanni Paolo I, mi onora; la sua parola, così cordiale e sincera, mi
conforta, perché vedo in lei, in certo qual modo, l’Italia, sento la voce
dell’Italia, di questa nazione diletta, che dopo l’improvvisa morte di Papa
Albino Luciani, è diventata anche la mia Patria, come Vescovo di Roma e Primate
della Chiesa italiana.
Perciò la ringrazio di cuore, e con lei ringrazio tutte le altre Autorità
civili, militari, scolastiche e religiose, con i sentimenti vivi e profondi che
mi detta l’amore che nutro verso il popolo italiano e la venerazione verso il
mio Predecessore, rimasto per così breve tempo sulla Cattedra di Pietro.
Il mio pellegrinaggio in questa terra benedetta vuol essere: un incontro
spirituale con Giovanni Paolo I, per sentirne ancora l’influsso di serenità e
di pace interiore; un omaggio alla fede, alla cultura, alle tradizioni umane e
cristiane, agli ideali di questo popolo religioso e lavoratore; un invito a
seguire gli insegnamenti e gli esempi, che questo grande Pontefice ha dato non
solo alla Chiesa ma all’intera umanità, e soprattutto il suo messaggio di
amore.
Ci accompagni oggi, in questa sosta nelle sue terre accoglienti e suggestive; ma
ci accompagni specialmente per tutta la vita, colui che oggi ricordiamo in modo
tutto particolare, e che così profonda orma ha lasciato nella Chiesa e nel
mondo.
Signor Presidente, mentre ancora rinnovo il mio sentito ringraziamento, desidero
estendere il mio saluto paterno e cordiale a tutta l’Italia, e imparto la
propiziatrice Benedizione Apostolica.