ESORTAZIONI DI GIOVANNI PAOLO II IN OCCASIONE DELLA QUARESIMA
Martedì, 27 febbraio 1979
Voi vi domandate: “Che cos’è diventata la Quaresima?”. Voi ritenete
che la rinuncia assai relativa al cibo non significa gran che, quando tanti dei
nostri fratelli e delle nostre sorelle, vittime di guerre o di catastrofi,
soffrono molto, fisicamente e moralmente.
Il digiuno riguarda l’ascesi personale, sempre necessaria, ma la Chiesa chiede
ai battezzati di caratterizzare anche in altro modo questo tempo liturgico. La
Quaresima ha infatti per noi un preciso significato: deve manifestare agli occhi
del mondo che l’intero Popolo di Dio, perché peccatore, si prepara nella
penitenza a rivivere liturgicamente la Passione, la Morte e la Risurrezione di
Cristo. Questa testimonianza pubblica e collettiva ha la propria sorgente nello
spirito di penitenza di ciascuno di noi e ci induce altresì ad approfondire
interiormente tale comportamento e a meglio motivarlo.
Rinunciare
non significa soltanto donare il superfluo, ma talvolta anche il necessario,
come la vedova del Vangelo, la quale sapeva che il proprio obolo era già un
dono ricevuto da Dio. Rinunciare significa liberarsi dalla schiavitù di una
civiltà che ci spinge sempre più alla comodità e al consumo, senza alcuna
preoccupazione nemmeno per la conservazione del nostro ambiente, patrimonio
comune dell’umanità.
Le
vostre comunità ecclesiali vi invitano a prender parte a “campagne di
Quaresima“; esse vi aiutano anche a orientare l’esercizio del vostro spirito
di penitenza, condividendo ciò che possedete con quanti hanno meno o
niente.
Restate
forse ancora inoperosi perché nessuno vi ha invitato a lavorare? Al cantiere
della carità cristiana mancano operai; la Chiesa vi chiama. Non aspettate che
sia troppo tardi per soccorrere Cristo che è in prigione o senza vestiti,
Cristo che è perseguitato o rifugiato, Cristo che ha fame o è senza casa.
Aiutate i nostri fratelli e le nostre sorelle che mancano del minimo necessario
per uscire da condizioni disumane ed entrare in un’autentica promozione
umana.
A voi
tutti che siete decisi di dare questa testimonianza evangelica di penitenza e di
solidarietà, la mia benedizione nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo.
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