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 VIAGGIO APOSTOLICO
NELLA REPUBBLICA DOMINICANA,
MESSICO E BAHAMAS
 

INCONTRO CON GLI STUDENTI CATTOLICI 
DELL'ISTITUTO "MIGUEL ANGEL" 
DI CITTÀ DEL MESSICO

DISCORSO DI SUA SANTITÀ GIOVANNI PAOLO II 

Martedì, 30 gennaio 1979

 

Carissimi giovani. 

Sono lieto di potermi incontrare oggi con voi in questa scuola cattolica, l’Istituto “Miguel Angel”. Formate un gruppo numeroso di tutte le età, sia voi che studiate in questo centro, sia voi che giungete da altre scuole cattoliche. Nella vostra giovinezza vedo e sento presenti tutti gli studenti del Paese. Tutti vi saluto con affetto particolare, perché vedo in voi la speranza promettente della Chiesa e della nazione messicana del domani. 

Voglio anche salutare affettuosamente i vostri professori, i rappresentanti degli istituti di formazione e dei padri di famiglia. Tutti meritate il mio rispetto perché tutti concorrete a formare le nuove generazioni. 

1. Le difficoltà che le scuole cattoliche in Messico hanno saputo superare nell’adempimento della propria missione, è un motivo di più del mio ringraziamento al Signore e allo stesso tempo uno stimolo alla vostra responsabilità, acciocché la scuola cattolica conduca a termine la formazione integrale dei futuri cittadini su una base autenticamente umana e cristiana. 

“La Chiesa, per ciò che riguarda la sua specifica missione, deve promuovere e impartire l’educazione cristiana alla quale tutti i battezzati hanno diritto, affinché raggiungano la maturità nella fede. Come servitrice di tutti gli uomini, la Chiesa cerca di collaborare tramite i suoi membri, soprattutto laici, nei compiti di promozione culturale umana, in tutte le forme che interessano la società” (Educación, 9: Medellín). 

Molto antica è la tradizione cristiana in questa Città del Messico; ed è stata anche pioniera nell’introdurre la dottrina sociale della Chiesa nei piani di studio scolastici. Ciò è stato germe di un maggiore rispetto dei diritti di tutti gli uomini, specialmente di coloro che soffrono nella miseria e nell’emarginazione sociale. 

2. La Chiesa contempla con ottimismo e profonda speranza la gioventù. Voi, i giovani, rappresentate la maggior parte della popolazione messicana, di cui il 50 per cento non giunge ai 20 anni. Nei momenti più difficili del cristianesimo nella storia messicana, i giovani hanno dato testimonianza eroica e generosa. 

La Chiesa vede nella gioventù un’enorme forza innovatrice, che il nostro predecessore Giovanni XXIII considerava come un simbolo della Chiesa stessa, chiamata a un costante rinnovamento di se stessa, ossia a un incessante ringiovanimento. 

Preparatevi alla vita con serietà e diligenza. In questo momento della giovinezza, tanto importante per la maturazione piena della vostra personalità, sappiate dare sempre il posto adeguato all’elemento religioso della vostra formazione, quello che porta l’uomo al raggiungimento della sua piena dignità, che è quella di esser figlio di Dio. Ricordatevi sempre che solo se vi appoggiate, come dice San Paolo, sull’unico fondamento che è Gesù Cristo (cf. 1Cor 3,11), potrete costruire qualcosa di veramente grande e duraturo. 

3. Come ricordo di questo incontro così cordiale e gioioso voglio lasciarvi una considerazione concreta. 

Con la vivacità che è propria della vostra età, con l’entusiasmo generoso del vostro cuore giovane, camminate incontro a Cristo: solo egli è la soluzione di tutti i vostri problemi; solo egli è via, verità e vita; solo egli è la vera salvezza del mondo; solo egli è la speranza dell’umanità. 

Cercate Gesù sforzandovi di acquistare una fede personale profonda che informi e orienti tutta la vostra vita; però soprattutto sia vostro impegno e vostro programma amare Gesù, con un amore sincero, autentico e personale. Egli deve essere vostro amico e vostro appoggio nel cammino della vita. Solo lui ha parole di vita eterna (cf. Gv 6,68). 

La vostra sete di assoluto non può essere saziata dai surrogati di ideologie che conducono all’odio, alla violenza e alla disperazione. Solo Cristo, cercato e amato con amore sincero, è fonte di allegria, di serenità e di pace. 

Però dopo aver incontrato Cristo, dopo aver scoperto chi è lui, non si può non sentire la necessità di annunciarlo. Sappiate essere testimoni autentici di Cristo; sappiate vivere e proclamare, con fatti e parole, la vostra fede. 

Voi, carissimi giovani, dovete aver l’ansia e il desiderio di essere portatori di Cristo a questa società attuale, più che mai bisognosa di lui, più che mai alla ricerca di lui, nonostante le apparenze inducano talvolta a credere il contrario. 

“È necessario, ha scritto il mio predecessore Paolo VI nell’esortazione Evangelii Nuntiandi, che i giovani, ben formati nella fede e radicati nella preghiera si convertano sempre più in apostoli della gioventù” (Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 72). A ciascuno di voi spetta il compito entusiasmante di essere messaggero di Cristo fra i suoi compagni di scuola e di svago. Ciascuno di voi deve avere nel cuore il desiderio di essere un apostolo fra coloro che stanno intorno a voi. 

4. Voglio ora confidarvi un problema che mi sta molto a cuore. La Chiesa è cosciente del sottosviluppo culturale esistente in molte zone del continente latinoamericano e del vostro Paese. Il mio predecessore Paolo VI, nella sua Enciclica Populorum Progressio affermava: “...L’educazione di base è il primo obiettivo di un piano di sviluppo” (Paolo VI, Populorum Progressio, 36). 

Nella dinamica accelerata dei cambiamenti, caratteristica della società attuale, è necessario e, a volte, urgente che sappiamo creare un ambiente di solidarietà umana e cristiana intorno allo spinoso problema della scolarizzazione. Lo ricordava già il Concilio nel suo documento sull’educazione: “Tutti gli uomini, di qualsiasi razza, condizione ed età, per possedere dignità personale, hanno il diritto inalienabile a un’educazione...” (Gravissimum Educationis, 1). 

Non è possibile restare indifferenti davanti al grave problema dell’analfabetismo o semianalfabetismo. 

In uno dei momenti decisivi per il futuro dell’America Latina, faccio un vivo appello in nome di Cristo a tutti gli uomini e, in modo particolare, a voi giovani, perché prestiate oggi e domani il vostro aiuto, servizio e collaborazione a questo compito della scolarizzazione. La mia voce, la mia supplica di Padre si dirige anche agli educatori cristiani affinché, con il loro apporto, favoriscano l’alfabetizzazione e la “culturalizzazione”, con una visione integrale dell’uomo. Non dimentichiamo che “un analfabeta è uno spirito sottoalimentato” (Paolo VI, Populorum Progressio, 35). 

Confido nella collaborazione di tutti per aiutare a risolvere questo problema, che tocca un diritto tanto essenziale dell’essere umano. 

Giovani! Impegnatevi umanamente e cristianamente in cose che meritano sforzo, disinteresse e generosità. La Chiesa lo attende da voi e confida in voi! 

5. Poniamo questa intenzione ai piedi di Maria, che voi messicani invocate come nostra Signora di Guadalupe. Ella fu associata intimamente al mistero di Cristo ed è un esempio di amore generoso e di consacrazione al servizio altrui. La sua vita di fede profonda è la via per irrobustire la nostra fede e ci insegna a incontrarci con Dio nell’intimità del nostro essere. 

Tornando a casa, alle associazioni giovanili e gruppi di amici, dite a tutti che il Papa conta sui giovani. Dite che i giovani sono la forza e la consolazione del Papa, che vuole star con loro per far loro giungere la sua voce di incoraggiamento fra le mille difficoltà che comporta il trovarsi in mezzo alla società. 

Vi aiuti e vi stimoli a realizzare le vostre intenzioni la Benedizione Apostolica che vi imparto di cuore, insieme ai vostri cari e a quanti si dedicano alla vostra formazione. 

               

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