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DISCORSO DI GIOVANNI
PAOLO II AGLI UNIVERSITARI CATTOLICI FRANCESI
Sabato Santo, 5 aprile 1980
Cari amici,
Sono molto felice di incontrare voi, studenti universitari
francesi collegati al Sacré-Coeur di Montmartre. Siete venuti a terminare a Roma
il Triduo pasquale. Conosco la serietà del vostro affetto verso la Chiesa, il
vostro desiderio di approfondire incessantemente la vostra fede, non soltanto
nello studio, ma anche nella preghiera personale d’adorazione, nella liturgia
ben celebrata, nella condivisione e nella testimonianza.
A voi tutti, porgo i miei migliori auguri di buona Pasqua. A voi
come agli Apostoli riuniti attorno a Pietro, Cristo domanda: “Per voi, chi
sono io?”. Ognuno di voi deve rispondere secondo la propria coscienza. Temo
però che lasciati alle sole vostre forze, alla sola vostra ragione, influenzati
forse dal clima di incertezza, di dubbio che regna attorno a voi, non ne sareste
capaci. Ma la Chiesa stessa, nel passo dell’Apostolo Pietro, ha proclamato per
voi la sola fede conveniente: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”.
Questa fede è stata infusa in voi allo stato di germe, di capacità, di virtù
attraverso il battesimo. L’avete fatta vostra un po’ alla volta, nel corso
della vostra infanzia e della vostra adolescenza, forse con degli alti e dei
bassi. Dall’interno, lo Spirito Santo ha illuminato, fortificato questa fede,
spandendo nei vostri cuori l’amore di Dio. Voglio ripetervi con il primo degli
Apostoli, il primo dei Vescovi di Roma: “questo Gesù, voi lo amate, pur senza
averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia
indicibile e gloriosa, mentre conseguite la meta della vostra fede, cioè la
salvezza delle anime” (1Pt 1,8-9).
Che il vostro affetto per Cristo e la sua Chiesa non vacilli
mai. Accoglietelo con fiducia, serenità, gioia, perché sappiamo in chi abbiamo
riposto la nostra fiducia. Questa notte, celebreremo la sua Risurrezione. Il
Cristo risorto è là per “cogliere” le vostre persone, come diceva San
Paolo - e l’ha già fatto -, per liberarvi dai vostri peccati, da quello che
vi impedirebbe di vivere nella fede religiosa, nella pace con gli altri, nella
verità, nella purezza, nel perdono, nella carità; per mettere in voi la sua
vita divina, la sua potenza rinnovatrice. Nessuna barriera può impedirgli di
svolgere la sua opera di salvezza se un uomo gli si apre liberamente. Abbiate
fiducia, anche quando avete l’impressione di essere ancora lontani.
Questo amore di Dio che vi coglie è un dono gratuito.
Ricevetelo con spirito di grazia. Andate per le vie del mondo, nelle vostre
famiglie, nelle vostre città, nelle vostre scuole, fra gli altri giovani, per
essere testimoni di questo Dono, per essere in qualche modo il sacramento del
suo amore presso ognuno dei vostri fratelli, invitandoli ad accogliere il
Salvatore nelle loro vite. È il segreto della felicità! E per il nostro mondo
invecchiato nei suoi dubbi, nelle sue chiusure e nei suoi rancori, rappresenta l’occasione
di rinnovarsi. Rappresenta la sua salvezza.
Buona Pasqua! Con la Benedizione Apostolica che vi impartisco di
tutto cuore nel nome del Signore.
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