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PELLEGRINAGGIO APOSTOLICO IN BRASILE

DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
ALLA PARTENZA DAL BRASILE

Manaus (Brasile), 11 luglio 1980


Cari amici brasiliani,
miei fratelli e sorelle nel Signore Gesù Cristo.

1. È giunta, con molto mio dispiacere, l’ora di dirci addio.

Prima di lasciare il suolo brasiliano voglio esprimere la mia profonda gratitudine a tutti: a sua eccellenza il signor presidente delle repubblica, all’episcopato del Brasile, ai membri del governo, a tutte le autorità, ai responsabili dei destini di questa grande nazione.

Impossibile nominare, anche solo genericamente, tutte le persone e gruppi con cui ho avuto contatto in questi giorni benedetti e, d’altra parte, non vorrei dimenticare nessuno. Giunga il mio cordiale ringraziamento a tutto il popolo di questo paese e a ciascuno dei brasiliani: ai fedeli cattolici e ai non cattolici; a tutti gli uomini e donne, nati o radicati in questa terra, qualunque sia la loro origine etnica, dai primi abitanti della “Terra de Santa Cruz”, gli indios del Brasile, agli ultimi a stabilirsi in questa patria ospitale; a tutti quelli, infine, che ho avuto il piacere di vedere e salutare personalmente e anche a quelli che in questi giorni mi hanno seguito attraverso i meravigliosi mezzi audiovisivi. A tutti, grazie, molte grazie! Vorrei che il mio grazie giungesse particolarmente a tutti coloro che in un modo o nell’altro hanno partecipato alla preparazione ed allo svolgimento di questa mia visita pastorale, mi rendo conto molto bene di quanto questo compito è stato grande e come il lavoro è stato pesante. Non ho altro modo per manifestare tutta la mia gratitudine che con il ricordo nelle mie preghiere, implorando che Dio stesso ricompensi tutti e ciascuno senza eccezioni: sia i rappresentanti delle autorità e dell’amministrazione sia le istituzioni della Chiesa sia infine tutta la comunità della nazione brasiliana.

2. La mia permanenza in Brasile mi ha permesso di arricchire la mia conoscenza della lingua portoghese con alcune parole ed espressioni. Ho imparato, per esempio, che “chi parte, si porta via la nostalgia”. Devo confessare che già sto sentendo quello che significa questo proverbio. Ma, con la nostalgia del Brasile, porto nel cuore anche una immensa gioia e la più grata soddisfazione, per tutto quello che ho avuto modo di vedere, comunicare e vivere assieme a voi, in questi giorni della mia permanenza tra voi.

Permanenza breve, ma sufficiente per una intensa e incisiva esperienza umana e religiosa, che resterà come il cemento di una profonda amicizia.

Sia lodato Iddio per tutto e per tutti! E poiché “ogni buon regalo e ogni dono perfetto viene dall’alto” (Gc 1,17), adoro e “ringrazio Dio, che io servo” (cf. 2Tm 1,3) per le molte gioie e consolazioni che la sua infinita bontà ha voluto offrirmi durante questo viaggio pastorale.

3. Porto con me, negli occhi e nel cuore, tante immagini di vita e bellezza, che mi hanno impressionato in questo dinamico paese pieno di promesse, e le ultime e più impressionanti saranno le prodigiose immagini di questi fiumi e di queste foreste dell’Amazzonia. Però, ancor più che le immagini delle innumerevoli meraviglie, opera sia della natura sia dell’uomo, è l’immagine di questo uomo brasiliano che porto con me. Dell’uomo concreto e storico che in questo momento è il protagonista di un’ora importante per il paese.

Quando il 22 ottobre 1978 diedi inizio solenne al mio ministero nella sede di san Pietro mi rivolsi a tutti con una fervente esortazione: “Aprite le porte a Cristo, aprite completamente i cuori a Cristo”.

Aprirei le porte a Cristo oggi quando dopo 12 giorni del mio pellegrinaggio per terre brasiliane è giunta l’ora di prendere congedo da voi. Il mio cuore è pieno di gratitudine proprio perché voi avete aperto le porte a colui che come successore di san Pietro è venuto per compiere in mezzo a voi il suo ministero, il servizio del Vangelo. Dio ricompensi tutti voi che avete accolto questo mio ministero. Il Vangelo è la parola della verità. È vero che questa parola ci mette dinanzi a delle esigenze, ricordatevi che queste esigenze sono dettate sempre dall’amore per l’uomo e, appunto per ragione del bene dell’uomo stesso tutto il servizio, il ministero della Chiesa cerca sempre di contribuire affinché la vita umana anche qui sulla terra diventi sempre più degna dell’uomo.

È per questo motivo che la parola del Vangelo ha sempre come fine il bene di tutte le società e di tutte le nazioni. Quanto desidererei che il mio servizio apostolico in terra brasiliana contribuisse al bene di tutta la vostra grande società nazionale, che la rafforzasse e la facesse divenire sempre più la patria comune per tutti quegli uomini che abitano qui da generazioni e generazioni, fin dal principio, e di tutti quegli altri che con l’andar del tempo trovarono qui condizioni di vita, di esistenza. Piaccia a Dio che si costituisca in questa patria la grande comunità in cui regni la fraternità, l’amore, la giustizia e la pace.

Questa è stata la finalità del mio ministero realizzato in mezzo a voi.

4. Posso confidarvi un desiderio? Che le vostre porte, che si sono aperte per me con amore e fiducia, restino ampiamente aperte per Cristo. Sarà la mia gioia più piena. Nella forza redentrice della croce, nell’energia vivificante dell’eucarestia, e nella indefettibile protezione di Maria, Madre della Chiesa, rimanga l’iniziativa del viaggio che è al suo termine. Nella croce, nell’eucarestia e nella Madonna si fonda la mia speranza che il seme di salvezza che qui ho cercato di gettare, germogli, cresca e dia frutti di amore, di fraternità e di vita cristiana.

Ho piena fiducia che, per mezzo dell’evangelizzazione autentica e totale, la buona novella dell’amore del Padre, manifestato nel suo Figlio Gesù, chiamando gli uomini alla vita eterna, con la continua azione dello Spirito Santo penetrerà nel cuore delle masse [brasil.“massas”], poiché la salvezza è anche “fermento”, destinato a “lievitare tutta la pasta” [brasil.: “massa”] dell’amato popolo del Brasile.

Dopo queste intense giornate di fede e di calore umano, ed anche di caldo!... lascio il Brasile, ma voi brasiliani continuerete ad essere ben presenti nella mia preghiera. Chiederò sempre a Dio che i grandi principi cristiani, da sempre radicati in voi, e soprattutto il senso di Dio e la solidarietà umana, continuino a contraddistinguere la fedeltà del Brasile a se stesso e alla sua identità storica.

Molte grazie a tutti! Vi faccio i miei migliori auguri di prosperità! Dio vi ricompensi, e benedica il Brasile, sotto la continua protezione di Nostra Signora Aparecida!

Ho detto che era l’ora di dire addio. No: vi dico solo, arrivederci. E, pensandoci bene, dico: a presto! a presto! a presto! Se Dio vuole!...

 

© Copyright 1980 - Libreria Editrice Vaticana

 

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