Sto per compiere ora un gesto di estrema semplicità, ma
anche di profondo significato: la benedizione di questa statua di San Giovanni
Bosco, Don Bosco, come lo chiamano affettuosamente, anche molti anni dopo la sua
canonizzazione.
Brasilia è legata per sempre a Don Bosco attraverso quel misterioso
sogno, nel quale, a distanza di 75 anni, pare che abbia intravisto la nascita
della città, in mezzo allo sterpaio cocente, sull’altipiano fino allora
deserto.
Nel benedire questa immagine, rendo un sentito omaggio di venerazione al
caro santo dei giovani, padre di intrepidi e infaticabili missionari del vicino
Mato Grosso e di Goiás, eletto patrono celeste di questa capitale. Lo faccio
come se lo facessi nella sua graziosa e solitaria cappelletta, che segnò gli
inizi di Brasilia, dove sarà portata e dove sarà venerata questa immagine, o
nel suo magnifico santuario nella città.
Auguro e prego perché Brasilia traduca sempre meglio nella realtà il
sogno di un grande santo. I giovani, prediletti di Don Bosco, qui crescano con
la possibilità di conoscere e vivere il Vangelo. Le famiglie realizzino
l’ideale della Sacra Famiglia di Nazaret. Brasilia sia sempre una città per
persone umane: accogliente, fraterna, serena. Fioriscano qui belle comunità
cristiane. Sorgano, in queste famiglie e in queste comunità, belle e
promettenti vocazioni sacerdotali e religiose.
Con questi sentimenti e auguri, benedico di tutto cuore questa immagine.