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MESSAGGIO DI GIOVANNI PAOLO II
AI PARTECIPANTI AL
III CONGRESSO MARIANO NAZIONALE ARGENTINO

11 ottobre 1980


Signor Cardinale Inviato Speciale,
Venerabili fratelli nell’Episcopato,
Carissimi figli e figlie,

La chiusura del Terzo Congresso Mariano nazionale, culmine d’un costante e intenso lavoro di evangelizzazione in compagnia della Madre del Salvatore, mi offre l’opportunità di salutarvi e di essere con voi, figli e figlie della cara terra argentina. “Il mio amore è con tutti voi in Cristo Gesù” (1Cor 16,24).

L’evangelizzazione “è il grande ministero o servizio che la Chiesa rende al mondo e agli uomini, la Buona Novella che il Regno di Dio, Regno di Giustizia e di Pace, giunge agli uomini in Gesù Cristo” (Puebla, n. 679). È per questo che, se la Chiesa vuole veramente essere la portatrice del messaggio del Figlio di Dio, deve annunciare, vivere e testimoniare fedelmente e coerentemente il Vangelo.

Nella storia evangelizzatrice della Chiesa, la Vergine Maria ha occupato e continua ad occupare un posto unico e irripetibile. Con ragione si è detto “a Cristo per Maria”.

Nel continente latinoamericano e nella nazione argentina, la devozione e la manifestazione di amore alla santissima Vergine risalgono all’epoca della predicazione dei primi missionari. L’annuncio del Vangelo è stato accompagnato sempre dall’amorevole presenza di Maria, che “costituì il grande segno del volto materno e misericordioso della vicinanza del Padre e del Cristo, con cui Ella ci invita ad entrare in comunione” (Puebla n. 282).

Miei carissimi, la presenza di Maria nella vostra storia religiosa e nella vostra patria è stata una tale costante che non esiste quasi parte del vostro territorio nazionale che non si senta unita ad Essa.

Basti ricordare, come esempio, i santuari mariani di Luján, d’Itatí, del Valle, del Milagro, di Sumampa, del Rosario, della Merced e del Carmen. Questi santuari sono la testimonianza perenne dell’amore con cui Maria ha benedetto la terra argentina, in maniera che si può affermare che la devozione alla Madre del Salvatore appartiene alla più pura tradizione del Popolo cattolico Argentino. Oggi, la vostra presenza ne è una prova tangibile.

Il tema centrale del Congresso, “Maria e l’evangelizzazione in America Latina”, è stato un punto di partenza per riflettere durante questi giorni su alcune questioni pastorali che coincidono con quelle che io stesso ho segnalato come prioritarie nella III Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano riunito a Puebla: la famiglia, le vocazioni sacerdotali e religiose, e la gioventù (cf. Giovanni Paolo II, Allocutio ad Episcopos, in aperitione III Coetus Generalis Episcoporum Americae Latinae in urbe Puebla habita, die 28 ian. 1979 Insegnamenti di Giovanni Paolo II, II [1979] 188-211). Questi stessi temi sono stati raccolti anche dal “Documento di Puebla”, come opzioni pastorali prioritarie e devono essere approfonditi e applicati per mezzo di una rinnovata ed intensa evangelizzazione.

È così, dunque, che questo Congresso Mariano Nazionale vuol fare presente nella vostra società, tramite la mediazione della Vergine Maria, il Regno di Dio e, di conseguenza, vuole inoltre che Cristo sia presente nei vostri cuori e nelle vostre famiglie, nelle fabbriche, nelle università, nelle scuole, nei campi e in tutti gli ambienti vitali del paese.

Miei cari fratelli e figli tutti della nazione Argentina, vi esorto ed incoraggio a mantenere sempre vivo il patrimonio spirituale che avete ricevuto, come dono prezioso, dei vostri antenati e dei primi evangelizzatori. Coltivate intensamente la devozione alla Madre nostra, la Santissima Vergine Maria; rimanete fedeli a Cristo; credete in Lui, affidatevi a Lui, amatelo e, come Lui, amate i vostri fratelli, particolarmente coloro che attualmente soffrono e piangono, in modo tale che la società argentina, consolidata sui pilastri dell’amore fraterno e della riconciliazione, possa esclamare veramente: “Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme” (Sal 133,1).

Il Congresso Mariano si chiude oggi, ma i suoi frutti non devono finire qui. Comincia ora per tutti voi, figli e figlie, una nuova tappa. Cristo, Morto e Risorto, ci ha lasciato una missione: “Andate, dunque: ...ammaestrate tutte le genti... insegnando loro ad osservare tutto quanto vi ho comandato” (Mt 28,19-20).

Con questi desideri, invocando sopra tutti e ciascuno di voi la costante protezione materna della Vergine Maria affinché vi aiuti a diventare apostoli infaticabili del Cristo nella società argentina e perché siate sempre uniti dal vincolo della carità, vi impartisco con affetto la mia benedizione: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Così sia.

GIOVANNI PAOLO II

 

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