PREGHIERA DI GIOVANNI
PAOLO II NELLA CAPPELLA DEL SANTISSIMO SACRAMENTO
Basilica di San Pietro, 2
dicembre 1981
1. “Signore, resta con noi”.
Queste parole hanno pronunciato per la prima volta i discepoli di Emmaus. In
seguito, nel corso dei secoli, le hanno pronunciate, infinite volte, le labbra
di tanti tuoi discepoli e confessori, o Cristo.
Le stesse parole pronunzio io oggi come Vescovo di Roma e primo servo di questo
tempio, sorto nel luogo del martirio di san Pietro.
Le pronunzio per invitarti, Cristo, nella tua presenza Eucaristica, ad,
accogliere la quotidiana adorazione protratta per l’intero giorno, in questo
tempio, in questa Basilica, in questa cappella.
Resta con noi oggi, e resta, d’ora in poi, tutti i giorni, conforme al
desiderio del mio cuore, che accoglie l’appello di tanti cuori di varie parti,
a volte lontane, e soprattutto segue il desiderio di tanti abitanti in questa
Sede Apostolica.
Resta! affinché noi possiamo incontrarci con te nella preghiera di adorazione e
di ringraziamento, nella preghiera di espiazione e di domanda, alla quale sono
invitati tutti i visitatori di questa Basilica.
Resta! Tu che sei contemporaneamente velato nel mistero eucaristico della fede
ed insieme svelato sotto le specie del pane e del vino, che hai assunto in
questo Sacramento.
Resta! affinché si riconfermi incessantemente la tua presenza in questo tempio,
e tutti coloro che vi entrano avvertano che esso è la tua casa, “la dimora di
Dio con gli uomini” (Ap 21,3) e, visitando questa Basilica, trovino in essa la
sorgente stessa “di vita e di santità che zampilla dal tuo cuore eucaristico”.
2. Diamo inizio a questa adorazione perpetua, quotidiana, del Santissimo
Sacramento al principio dell’Avvento dell’Anno del Signore 1981, l’anno in
cui si sono celebrati giubilei ed anniversari importanti per la Chiesa, l’anno
di rilevanti avvenimenti.
Tutto ciò ebbe e ha luogo tra la tua prima e seconda Venuta.
L’Eucaristia è la testimonianza sacramentale della tua prima Venuta, con la
quale sono state riconfermate le parole dei profeti e compiute le attese. Ci hai
lasciato, o Signore, il tuo Corpo e il tuo Sangue sotto le specie del pane e del
vino perché attestino l’avvenuta redenzione del mondo, affinché mediante
esse il tuo Mistero Pasquale giunga a tutti gli uomini, come sacramento della
Vita e della salvezza. L’Eucaristia è, al tempo stesso, un costante
preannunzio della tua seconda Venuta e il segno dell’Avvento definitivo e
insieme dell’attesa di tutta la Chiesa: “Annunziamo la tua morte, Signore, /
proclamiamo la tua risurrezione, / nell’attesa della tua venuta”.
Desideriamo ogni giorno e ogni ora adorare te, spogliato sotto le specie del
pane e del vino, per rinnovare la speranza della “chiamata alla gloria” (cf.
1Pt 5,10), il cui inizio tu hai costituito col tuo corpo glorificato “alla
destra del Padre”.
3. Un giorno, o Signore, hai domandato a Pietro: “Mi ami?”.
Lo hai domandato per ben tre volte, e per tre volte l’apostolo ha risposto:
“Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo” (Gv 21,15-17).
La risposta di Pietro, sul cui sepolcro è stata eretta questa Basilica, si
esprima mediante questa adorazione di ogni giorno e di tutto il giorno, che oggi
abbiamo iniziato.
L’indegno successore di Pietro nella Sede romana e tutti coloro che
parteciperanno all’adorazione della tua Presenza eucaristica, attestino con
ogni loro visita e facciano nuovamente risuonare qui la verità racchiusa nelle
parole dell’apostolo: “Signore, tu sai tutto; tu sai che io ti amo”.
Amen.
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