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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DEL CONCERTO
DELL'ORCHESTRA FILARMONICA DI ZIELONA GÓRA

31 dicembre 1981

 

Traduzione italiana del discorso pronunciato in lingua polacca


La visita e il concerto dell’Orchestra Filarmonica di Zielona Góra sono per me un buon segno.

Quest’anno 1981, che da molti punti di vista è stato un anno difficile sia per me, sia – come mostrano gli ultimi avvenimenti – anche per la Polonia, sta per finire almeno per me con un buon segno. Nonostante le difficoltà oggettive, nonostante l’isolamento del Paese, nell’ultimo giorno di quest’anno, i polacchi – l’Orchestra Filarmonica polacca – sono dal Papa polacco, con un concerto. Questo possiamo interpretarlo come un segno della Provvidenza, un segno di speranza.

Io lo interpreto così. Vi sono molto grato per la vostra presenza e per il vostro concerto. Colgo l’occasione per dire a tutti voi, al termine dell’anno vecchio e alla soglia del nuovo, il mio “Szczesc Boze”, “Dio vi assista”. Sono gli auguri per l’anno nuovo, auguri indirizzati a ciascuno di voi personalmente e nello stesso tempo alle vostre famiglie, a tutti i vostri cari con i quali la vostra vita è legata in modo più stretto, ai vostri ambienti tra i quali quelli di lavoro, anche creativo artistico del quale fate parte, e indirettamente anche a tutta la cultura polacca della quale siete rappresentanti.

So qual è l’importanza della cultura per una nazione, per la sua identità, per la sua vitalità e pertanto proprio questo augurio particolare è pieno di contenuti significativi, non solo individuali ma universali. È in certo qual modo un augurio indirizzato a tutta la mia nazione, a tutta la Patria.

La cultura traccia le strade dell’identità di ciascuna nazione e così unisce in un tutt’uno la sua storia lungo il corso dei secoli, Auguro che i polacchi, che hanno un così profondo senso della propria storia, possano sulla base della propria cultura, della cultura polacca, partecipare alla cultura universale e formare anche il loro futuro perché la storia non riguarda solo il passato ma anche le prospettive, anche il futuro. Che possano formare questo loro avvenire nello spirito di ciò che sono e di ciò che meritano in considerazione del loro lavoro, delle loro sofferenze, di tutte le loro esperienze storiche. Di queste esperienze il mondo talvolta sa poco e ricorda poco, però le ricorda la Divina Provvidenza che da parte sua traccia la storia dell’umanità e la storia delle nazioni. Perciò in giorni particolarmente difficili il mio pensiero si volge verso la Provvidenza Divina e, tramite l’intercessione della regina della Polonia, Madre di Cristo, le affida questa mia dilettissima nazione, la mia patria: proprio alla Divina Provvidenza affida soprattutto il futuro della Polonia.

Questi sono gli auguri per l’anno nuovo. Visto che siete qui come rappresentanti della mia nazione affido alle vostre mani gli auguri per la Polonia. Ci saranno altre occasioni per completarli. Per ora è tutto. Di tutto cuore vi ringrazio e ancora una volta vi benedico.

 

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