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16-27 febbraio 1981

DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II 
AGLI STUDENTI 
DELL'UNIVERSITÀ DI SANTO TOMAS

18 febbraio 1981

 

Mga giliw kong kabataan ng Maynila at ng buong Pilipinas: tanggapin ninjo ang aking taos pusong pagbati at pagmamahal! 

(Diletti giovani di Manila e delle Filippine: ricevete i miei più sinceri saluti e il mio affetto!). 

1. Non posso nascondere la gioia che sento in questo tanto atteso incontro con voi, miei cari amici. “Amicizia” è una parola che noi tutti amiamo. La realtà, però, alla quale essa mira è molto più bella. Amicizia indica amore sincero, un amore scambievole che desidera ogni bene per l’altra persona, un amore che genera unione e felicità. Non è un segreto che il Papa ama i giovani come voi, e che si sente immensamente felice in vostra compagnia. 

È giusto che sia così. Egli è il Vicario di Cristo e perciò, deve seguire l’esempio di Cristo. Il Vangelo rivela l’intensità con cui Gesù donava la sua amicizia ad ognuno dei suoi discepoli (cf. Gv 15,15). Nota anche l’affetto particolare che Egli aveva per i giovani (cf. Mc 10,21). 

Sulla base di questa amicizia Gesù presentò ai suoi giovani amici la missione che era stata loro assegnata. Come Gesù voglio parlarvi della vostra propria speciale vocazione. Il Concilio Vaticano II ha dichiarato che le Università Cattoliche devono preparare i loro studenti ad essere “veramente insigni nel sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella società, e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo” (Gravissimum Educationis, 10). Da parte mia vorrei aggiungere che per poter adempiere in futuro la vostra triplice missione di adulti pienamente maturi, di servitori della società e di rappresentanti del Vangelo, voi dovete vivere oggi, pienamente, la vostra vocazione di giovani, di studenti universitari, e di veri cattolici. 

2. Innanzi tutto siate giovani autentici. Cosa significa essere giovane? Essere giovane significa possedere in se stesso una incessante novità di spirito, coltivare una continua ricerca del bene, e perseverare nel raggiungere la meta. Essere autenticamente giovani in questo senso, è il modo per preparare il vostro futuro, che è compiere la vostra vocazione di adulti pienamente maturi. Non ignorate mai la forza irresistibile che vi spinge verso il futuro. 

La Chiesa non ha paura dell’intensità dei vostri sentimenti. Essa è un segno di vitalità. Indica quella energia in voi racchiusa, in se stessa né buona né cattiva, ma che può essere utilizzata per cause buone o cattive. È come l’acqua piovana che si accumula sulle montagne dopo giorni e giorni di pioggia. Quando ciò che la contiene prorompe, si scatenano forze capaci di cancellare paesi interi dalla carta geografica, seppellendo i loro abitanti in un mare di lacrime e di sangue. Ma se viene opportunamente incanalata, i campi aridi sono irrigati, producendo il cibo necessario e l’energia di cui c’è tanto bisogno. Nel vostro caso non vengono solamente coinvolti il cibo o le cose materiali, ma anche il destino del vostro Paese, il futuro della vostra generazione e la sicurezza dei bambini non ancora nati. È senza dubbio, miei cari giovani, una sfida eccitante ma cruciale. Ed io sono certo che potete affrontare questa sfida, che volete assumere questa responsabilità, e soprattutto che voi siete pronti a prepararvi ora, oggi stesso. 

Sarete d’accordo con me che vale la pena di accettare un’autodisciplina, il che non solo indica forza di carattere da parte vostra, ma offre un servizio prezioso agli altri. Lo sforzo implicato si armonizza perfettamente con la vostra vita di giovani impegnati nel campo degli sport. Anche ai tempi di san Paolo, così lontani, si parlava della mortificazione cristiana in questi termini. Il giovane atleta, che è pronto a sottoporsi ad un difficile allenamento per migliorare la sua esecuzione sportiva, deve essere generoso nei confronti dell’autodisciplina richiesta per il suo allenamento ad essere uomo completo. 

Come giovani, voi guardate al futuro. Voi non siete staticamente ancorati al presente. Dovete quindi decidere in quale direzione volete andare, e tenere poi un occhio rivolto alla bussola. I giovani non amano gli ideali mediocri. Preferiscono lanciarsi in profondità. È vostro diritto – o piuttosto, vostro dovere – mirare in alto. Le vostre aspirazioni devono essere sublimi; i vostri ideali alti. Cari giovani, cercate di costruire un carattere che sia forte, ricco e consistente, che sia libero e responsabile, sensibile ai valori autentici, un carattere che accetti la superiorità dell’“essere” sull’“avere”, un carattere perseverante nelle difficoltà e che sfugga le evasioni, i facili compromessi e gli aridi calcoli egoistici. 

Procedendo lungo il sentiero della verità, della verità, della sincerità e dell’autenticità, voi avete un modello ideale. Cristo è il vostro modello: Cristo nella sua umanità, Cristo uomo. Fate attenzione: Egli è non solo il vostro fine, è anche la via che conduce dove state andando. E sulla via Egli agisce come un pastore; Egli giunge fino al punto da dare se stesso come cibo per il vostro viaggio. 

Se accettate di modellare la vostra giovinezza su Cristo, troverete l’intero processo riassunto in una unica parola nel Vangelo di Luca. La parola e che Gesù “cresceva”. “Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,52). Questa non è soltanto un’affermazione riguardante ciò che avvenne nella storia. Questa è anche un invito per voi. La parola di Cristo “seguimi” (Mt 4,19) dovrebbe toccare una corda particolare nel vostro cuore. Accettare la chiamata di Cristo è un modo sicuro di rispondere alla vostra vocazione di essere adulti pienamente maturi; e questa è l’aspirazione fondamentale di ogni giovane meritevole. 

3. “La direzione della società di domani è principalmente riposta nella mente e nel cuore degli universitari di oggi” (Gravissimum Educationis, nota 33). Questa saggia osservazione del Papa Pio XII è un invito rivolto a voi, affinché possiate essere consci del privilegio e della responsabilità che molti di voi, presenti oggi qui, hanno come giovani che frequentano un istituto di studi superiori. 

L’università vi offre un insieme di mezzi eccellenti per completare la vostra formazione. Voi, però, non dovete pensare solo a voi stessi. Siete chiamati a contribuire alla costruzione dell’umana società. Come universitari, avete a disposizione abbondanti mezzi che dovete imparare a conoscere bene e ad apprezzare. 

La struttura di un’università e veramente una struttura comunitaria. La stessa parola “università” in origine, significava una società di professori e studenti. L’università si appoggia su dei pilastri societari. Essa offre ai suoi membri intense esperienze comunitarie. Si sforza di essere un campo di allenamento per futuri esperti che assumeranno posizioni chiave nella famiglia umana. Il Concilio Vaticano II era ben consapevole che i giovani in un’università “compresi della loro importanza nella vita sociale, desiderano assumere la più presto il loro ruolo” (Gaudium et Spes, 7). Il vostro desiderio è lodevole, la vostra impazienza giovanile molto comprensibile. Ma voi dovete preparare voi stessi con molta cura, ora, per il vostro nobile servizio nel futuro, poiché l’efficacia del vostro servizio sarà direttamente proporzionale alle risorse di verità che possedete. 

Uno studente universitario, perciò, deve avere un programma permanente per raggiungere la verità. Non è un compito facile. Richiede studio e perseveranza; esige generosità e abnegazione. L’assimilazione della verità e condizionata dalla cultura circostante. Innanzi tutto dovete personalmente fare un esame critico e cercare di formare una sintesi organica. Solamente così uno studente universitario sarà in grado di portare il suo contributo attraverso il servizio qualificato, impegnativo e creativo che la società si aspetta da lui o da lei. 

Indubbiamente, la conquista della verità si deve realizzare nel pieno rispetto per i diversi punti di vista e in aperto dialogo con gli altri: un dialogo che in ogni campo raggiunge particolare intensità in un’università. Trovandomi qui, in questa illustre Università di santo Tomas, che ci ha dato una così cordiale e generosa ospitalità, devo almeno fare un breve accenno al particolare aspetto del dialogo fra la Chiesa e il mondo: cioè al fatto che esso ci mette in grado di “vedere più chiaramente come fede e ragione si incontrino nell’unica verità; seguendo le orme dei dottori della Chiesa, specialmente San Tommaso d’Aquino” (Gravissimum Educationis, 10). 

4. In terzo luogo desidero che voi notiate come la fede cattolica, che professate, sia in perfetta armonia con le vostre altre due caratteristiche di giovani e di studenti universitari. 

La cattolicità della Chiesa possiede in sé – perché il suo divino Fondatore lo ha voluto – un dinamismo intrinseco che si armonizza perfettamente con l’entusiasmo giovanile. Le parole “cattolicità” e “università” suonano quasi come sinonimi. Né la Chiesa né l’università ammettono confini. C’è una differenza nella dimensione verticale; la Chiesa non si accontenta di un’apertura semplicemente ipotetica alla trascendenza: essa professa che tale apertura è un fatto. 

Per un giovane studente universitario, l’essere cattolico non è semplicemente un qualcosa in più. L’essere cattolico implica valori che sono originali e specifici; significa possedere una incomparabile forza sia per la costruzione di un mondo migliore che per la proclamazione del Regno di Dio. Come giovani studenti universitari cattolici, voi siete chiamati a lavorare in armonia con studenti di differenti religioni ed ideologie, in uno sforzo comune per far avanzare la verità, per servire l’uomo ed onorare Dio. Siete chiamati ad una sincera collaborazione ecumenica con tutti quelli che sono i vostri fratelli e le vostre sorelle in Cristo. Ma nello stesso tempo, siete chiamati a dare un contributo specificamente cattolico, a livello universitario, all’evangelizzazione della cultura. Come cattolici dovete confessare apertamente Cristo, senza imbarazzo, nel vostro ambiente universitario. 

In questo modo contribuite anche al mantenimento del carattere cattolico della vostra Università, nel suo impegno istituzionale al Vangelo di Cristo, come è proclamato dalla Chiesa Cattolica. Il fatto di dedicarvi a una evangelizzazione della vostra cultura, in profondità, vi mette in grado, come cattolici, di aggiungere nuovi elementi per un dialogo aperto e arricchente. Come giovani universitari cattolici, quindi, avete una speciale testimonianza da rendere.Non fare ciò significa privare l’umanità di un qualificato e necessario contributo: un contributo che soltanto chi è fiero di appartenere ai seguaci di Cristo, può dare. 

Cari giovani, la missione che Cristo vi affida è universale, ma allo stesso tempo essa si realizza in un modo unico in ciascuno di voi. Il modo particolare in cui viene svolta dipende dai missionari, da voi. È vostro compito scoprire tutti i modi giusti per compiere la missione del Signore nel vostro mondo di giovani studenti universitari. Cristo conta sul vostro aiuto. Egli ha bisogno di voi per diffondere la Buona Novella del suo amore e il Vangelo dell’eterna salvezza. È veramente provvidenziale che il nostro incontro di amicizia si concluda sul tema dell’evangelizzazione, in un Paese che ha una grande missione per Cristo! Questa è una provocazione per ognuno. Ognuno di voi è chiamato a prendere la torcia e proclamare la verità di Cristo. Voi potete farlo! Voi potete farlo con il vostro entusiasmo tipicamente giovanile e con la fiducia – la certezza – dimostrata dai primi Apostoli, quando la Chiesa era giovane. Voi potete farlo, purché lo facciate insieme, purché lo facciate con Cristo e la sua Chiesa. 

5. Concludo con un affettuoso e riconoscente ricordo della Vergine Maria. 

È la nostra Madre, una intima, discreta ed affettuosa Madre. Benché il suo affetto sia per tutti, è un fatto che i giovani, specialmente oggi, hanno un bisogno speciale delle sue cure. 

È la nostra Maestra, perché è nostra Madre. Gli studenti devono apprendere, dal suo atteggiamento di profonda riverenza davanti all’incommensurabile mistero di Dio una meravigliosa lezione; così anche dalla sua ricerca della verità attraverso la contemplazione e la preghiera. 

È la Regina degli Apostoli: di tutti gli apostoli, sia quelli dell’origine della Chiesa che quelli del momento storico attuale. La sua presenza è, oggi, così discreta ed efficace, come lo era a Cana di Galilea. Che la Vergine sia sempre con voi. Possa Ella intercedere per voi presso il suo Figlio divino, come fece allora, per impedire che un’ombra di mestizia turbasse la felicità degli sposi, che erano giovani proprio come voi: suoi figli, proprio come voi, come ognuno di voi. 

E nel nome del suo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, che è sempre l’amico della gioventù del mondo, vi lascio con questa vostra eredità, che è fede, speranza e carità. 

 

 

 

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