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16-27 febbraio 1981

DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II 
AI RAPPRESENTANTI DI ORGANIZZAZIONI 
E MOVIMENTI CATTOLICI

 

Cattedrale di Jaro in Iloilo, 20 febbraio 1981

 

Cari fratelli e care sorelle

sono venuto alla città di Iloilo per annunciare a voi tutti il mio amore in Cristo Gesù. Saluto tutti gli abitanti di questa città e tutto il popolo di questa grande Arcidiocesi di Jaro. Desidero esprimere la mia stima fraterna per i sacerdoti e le suore che lavorano in questo settore della vigna del Signore, e offrire a tutti voi il mio incoraggiamento e il mio appoggio allo sforzo che fate ogni giorno per proclamare il Vangelo di Dio con la parola e l’esempio, per costruire la comunità dei fedeli. 

1. Ma la provvidenza di Dio ha stabilito in modo molto speciale che questa parte della mia visita fosse dedicata ad un incontro con i laici cattolici, e in particolare con rappresentanti delle varie associazioni e dei vari movimenti. Miei cari laici: saluto in voi gli eredi della fede cattolica che è profondamente radicata nella tradizione e nella cultura del popolo filippino. Rendo grazie a Dio per il vostro amore e lo zelo radicati in voi dallo Spirito di Gesù. Mi sento molto vicino a voi oggi, è come se mi diceste che apprezzate la vostra missione nella Chiesa, e che volete essere rafforzati e incoraggiati nella vostra vocazione cristiana come laici consacrati nel Battesimo e uniti a Cristo con la fede. Ed è per questo che sono venuto: per parlarvi della vostra dignità cristiana, cosa significa appartenere a Cristo; della responsabilità della vostra missione e dell’urgenza del compito che Cristo vi ha affidato. 

2. Sì, amati laici, Gesù Cristo stesso con il suo Battesimo e la sua Confermazione vi ha impegnati all’apostolato dei laici, questa meravigliosa condivisione della missione salvifica della sua Chiesa (cf. Lumen Gentium, 33). La vostra missione e il vostro destino sono legati per sempre a Cristo salvatore del mondo. Avete un ruolo specifico da svolgere nell’attuazione del piano di redenzione di Dio. Il Concilio Vaticano II ha parlato della necessità di riconoscere la partecipazione di tutto il creato alla lode di Dio. Vi ha chiamati, con la vostra attività nel mondo, ad aiutarvi vicendevolmente, a raggiungere una santità di vita ancora maggiore, “affinché questo mondo possa essere riempito dallo Spirito di Cristo e possa compiere più efficacemente il suo destino nella giustizia, nell’amore e nella pace” (Lumen Gentium, 36). 

Per realizzare questo, dovete restare uniti con Cristo. Le sue parole sono il fondamento per la vostra efficacia: “Io sono la vite voi i tralci... senza di me non potete fare nulla” (Gv 15,5). Egli vi chiama veramente oggi stesso ad un maggiore amore, perché v’invita ad una continua conversione del cuore. Vi chiama ad una maggiore unione con Lui nella sua Chiesa, perché è qui che lo trovate. L’unione con Cristo nella sua Chiesa e inoltre la condizione essenziale per tutta la vostra efficacia apostolica. È Cristo che vi affida la vostra missione, ma una missione che è coordinata nell’unità del suo Corpo dai pastori della Chiesa. Questo spiega il grande valore che esiste in una comunione amorevole di fede e di disciplina con i vostri Vescovi i quali, nelle parole della lettera agli Ebrei, “devono rendere conto del modo in cui vegliamo sulle vostre anime” (Eb 13,17). 

4. Avete udito la Buona Novella di salvezza e l’avete abbracciata con gioia, dando frutti di giustizia e santità di vita. È tuttavia importante che la grazia della fede si sviluppi in voi e in tutti i credenti con l’aiuto di Dio, e vi porti ad una conoscenza più profonda della persona e del messaggio del nostro Signore Gesù Cristo (cf. Giovanni Paolo II, Catechesi Tradendae, 19). La necessità di una catechesi sistematica è una delle massime esigenze della Chiesa al giorno d’oggi. È una grande sfida per voi come cattolici filippini. Come laici siete chiamati, individualmente e collettivamente, a rispondere a questa sfida. 

5. Tra tutte le possibilità aperte al vostro esercizio dell’apostolato individuale, la famiglia occupa un posto di importanza primaria. La famiglia può dare una risposta efficace alla secolarizzazione del mondo; la famiglia ha un carisma speciale di trasmissione della fede e di assistenza nello sviluppare un’evangelizzazione iniziale. Nell’intimità della famiglia, ciascun individuo può trovare una opportunità per dare testimonianza personale dell’amore di Cristo. I genitori hanno il diritto e il dovere di catechizzare i loro figli; hanno l’immenso privilegio di essere i primi ad insegnare ai loro figli a pregare. Per citare le parole del mio predecessore Giovanni Paolo I, vorrei “incoraggiare i genitori nel loro ruolo di educatori dei loro figli, i primi catechisti e i migliori. Quale grande compito e quale sfida per essi: insegnare ai figli l’amore di Dio, e farne qualcosa di reale per essi. È con la grazia di Dio, com’è facile per alcune famiglie svolgere il ruolo di “primum seminarium”: il germe di una vocazione al sacerdozio viene alimentata attraverso la preghiera familiare, l’esempio della fede e il supporto dell’amore” (21 settembre 1978). 

6. Oltre alle svariate opportunità di esercitare l’apostolato individuale, raccomando fortemente di intensificare l’apostolato di gruppo attraverso organizzazioni cattoliche e movimenti laici ispirati alla Chiesa. Voglio citare con profonda gratitudine l’immenso servizio reso alla Chiesa dalle organizzazioni cattoliche durante gli ultimi decenni. La loro dedizione all’apostolato dei laici secondo i carismi delle loro rispettive finalità ha meritato l’ammirazione della gerarchia, e desidero aggiungere il mio proprio apprezzamento. Senza dubbio potranno essere desiderabili alcuni cambiamenti e adattamenti per rendere queste organizzazioni e questi movimenti meglio idonei a venire incontro alle attuali esigenze dell’apostolato, ma l’esistenza di queste associazioni e di questi gruppi continua ad essere il grande aiuto per la missione della Chiesa. 

Consultandovi con i vostri Vescovi e Parroci, siate aperti ai metodi nuovi di attività apostolica per costruire continuamente il Corpo di Cristo. Le comunità cristiane piccole, in cui sono più facilmente possibili scambi personali e la pratica dell’amore e della solidarietà fraterna, aprono vaste possibilità di creatività nell’apostolato. Ricordate sempre che l’efficacia della vostra attività nell’apostolato dipende dalla vostra unità con la gerarchia e tra di voi. Il vostro apostolato sarà fruttuoso nella misura in cui sarete fedeli e fermamente attaccati alla Chiesa locale nella quale siete inseriti, e alla Chiesa universale (cf. Paolo VI, Evangelii Nuntiandi, 58). 

7. II continuo impegno cristiano collettivo del popolo laico filippino non è sentito soltanto nella comunità ecclesiale. È anche una forza immensa che porta la potenza del Vangelo ad agire sulla cultura, trasformandola e rigenerandola. Operando in armonia con la loro natura ecclesiale, le vostre associazioni e i vostri movimenti sono un mezzo particolarmente efficace per proclamare l’impegno della Chiesa alla dignità della persona umana e al progresso della libertà e dei diritti di tutti i filippini.Il Popolo di Dio, gratificato dalla pace di Dio, deve sentirsi impegnato sempre e comunitariamente a realizzare questa umana giustizia che è un requisito della pace sociale. 

8. Cari fratelli e sorelle: non dovete sorprendervi se talvolta le iniziative più degne sono soggette alla fragilità umana e alla opposizione altrui. La vigilanza è sempre una condizione per la libertà cristiana, la vigilanza espressa soprattutto nella preghiera. Gesù disse ai suoi discepoli: “Vegliate e pregate per non cadere in tentazione” (Mt 26,41). Possono presentarsi tentazioni ideologiche, possono sorgere divisioni, ma la grazia di Cristo è sufficiente per voi, la grazia di Cristo che vi chiama all’unità e all’amore fraterno, la grazia di Cristo che vi trasforma in un popolo di speranza. 

Gesù Cristo vi ha veramente chiamati a condividere la sua missione salvifica, e a costruire la comunione della sua Chiesa. Nello stesso tempo Egli ci prepara per lo sforzo cristiano e per la vittoria: “Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo!” (Gv 16,33). E vincendo il mondo in tutto ciò che è peccaminoso e corrotto, voi sarete nello stesso tempo capaci di offrire al Padre, in unione con Cristo, la gloria della creazione, e rivolgerla alla lode della Santissima Trinità. Come laici nel mondo potete portare un contributo unico nel suo genere, in un ruolo ecclesiale, al dialogo di salvezza della Chiesa. Potete offrire al mondo non soltanto il messaggio di Cristo ma anche la sua concreta applicazione nella vostra vita favorendo lo spirito stesso di dialogo in amicizia, nel servizio e nell’amore. Miei cari fratelli e sorelle: è questa la vostra dignità e la vostra forza: restare uniti con Cristo, condividendo la sua missione salvifica, promuovendo la sua causa, costruendo il suo Regno di verità e vita, di santità e grazia, di giustizia, di amore e di pace. Voi fate questo, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, nel posto ordinario eppure estremamente importante che occupate nella vostra vita quotidiana di cristiani. 

9. E non dimenticate mai che Maria Madre di Dio è con voi. Essa è la Madre della misericordia e del bell’amore, che vigila sul popolo filippino da secoli e che continuerà a presiedere al vostro destino negli anni che vengono. Vi condurrà al suo Figlio e vi aiuterà a comunicarlo ad altri, a comunicare Gesù al mondo. 

 

 

 

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