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Pakistan, Filippine I, Guam (Stati Uniti II), Giappone,
Anchorage (Stati Uniti II) 16-27 febbraio 1981
DISCORSO DEL SANTO
PADRE GIOVANNI PAOLO II AD UN GRUPPO DI LEBBROSI DEL
LEBBROSARIO DI TALA (MANILA - FILIPPINE)
Alla sede di “Radio
Veritas”, 21 febbraio 1981
“Mga kaibigan” (Cari amici)
“Maraming salamat sa inyong lahat” (Ringrazio
calorosamente voi tutti).
Avrei voluto visitarvi al vostro domicilio, ma non è stato possibile.
Vi ringrazio per essere venuti invece a incontrare me. Vi ringrazio per avere
voluto rappresentare gli altri che volevano tanto venire ma che non hanno
potuto. Lo stare con voi oggi reca grande gioia al mio cuore. Vi saluto con
affetto e spero che sappiate quanto ho atteso questo nostro incontro.
Nelle mie precedenti visite pastorali in Africa e in Brasile ho
incontrato altri uomini e donne malati di lebbra. Questi incontri hanno
lasciato in me una profonda impressione, perché ho potuto apprezzare la
pazienza amorosa e il coraggio con cui vivono nonostante le prove e le
avversità.
1. Mi trovo qui in nome di Cristo Gesù per ricordarvi il suo
straordinario amore per tutti i suoi fratelli e sorelle, ma in particolare per
ciascuno di voi. I Vangeli danno testimonianza di questa verità. Pensate per
un momento quanto spesso Gesù manifestò la sua preoccupazione trasformando
situazioni di necessità in momenti di grazia. Nel Vangelo di San Luca, per
esempio, Gesù è avvicinato da dieci lebbrosi che chiedono di essere guariti.
Il Signore ordina loro di mostrarsi ai sacerdoti, e lungo la via vengono
guariti. Uno di essi ritorna per rendere grazie. Nella sua gratitudine
dimostra una fede che è forte, gioiosa e piena di lode per la meraviglia dei
doni di Dio. Evidentemente Gesù ha toccato con il suo amore l’intimità
profonda dell’essere di questo uomo.
2. Ancora nei Vangeli di Matteo e Marco, ci viene presentato un lebbroso
che chiede a Gesù di guarirlo ma soltanto se è la sua volontà. Che grande
riconoscenza prova l’uomo quando la sua domanda e ascoltata! Egli parte per
diffondere la gioiosa notizia del miracolo a tutti coloro che incontra. Una
felicità così grande deriva dalla fede dell’uomo. Le sue parole “se vuoi
tu puoi mondarmi” riflettono una disponibilità ad accettare qualunque cosa
Gesù desideri per lui. E la sua fede in Gesù non fu delusa! Cari fratelli e
sorelle, possa la vostra fede in Gesù essere non meno ferma e costante della
fede di queste persone nei Vangeli.
3. So che la vostra afflizione comporta intense sofferenze, non soltanto
attraverso le sue manifestazioni fisiche, ma anche per i malintesi che tante
persone della società continuano ad associare al morbo di Hansen. Spesso vi
imbattete in pregiudizi molto antichi, e questi diventano una fonte di
sofferenza ancora maggiore. Da parte mia continuerò a proclamare davanti al
mondo la necessità di una consapevolezza ancora maggiore del fatto che,
attraverso un aiuto appropriato, questa malattia potrà effettivamente essere
vinta. Per questo motivo chiedo a tutti dovunque di appoggiare sempre di più
i coraggiosi sforzi che vengono fatti per debellare la lebbra e curare
efficacemente coloro che ne sono ancora affetti.
4. Prego affinché non siate
mai scoraggiati o inaspriti. Dovunque e ogni qualvolta incontrate la Croce,
abbracciatela come fece Gesù, affinché venga compiuta la volontà del Padre.
Che la vostra sofferenza sia offerta a beneficio di tutta la Chiesa, in modo
che possiate dire con san Paolo: “Perciò sono lieto nelle mie sofferenze...
e completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore
del Suo Corpo che è la Chiesa...”(Col
1,24).
Tre giorni or sono beatificavo nel vostro Paese sedici martiri di
Nagasaki. Tra di essi vi è il Beato Lazzaro di Kyoto, che era lebbroso.
Quanto esultiamo per l’aiuto che il beato Lazzaro fornì ai missionari come
traduttore e guida. Infine il suo impegno a diffondere il Vangelo gli costò
la vita; morì spargendo il suo sangue per la fede. Il suo amore per Cristo
comportò molta sofferenza, anche dolori torturanti! Sperimentò
l’incomprensione, la ripulsa e l’odio degli altri nel suo servizio alla
Chiesa! Ma con la forza della grazia di Dio, il Beato Lazzaro diede
testimonianza della fede e meritò il dono prezioso della corona del martirio.
Cari amici, vi invito a imitare il coraggio del Beato Lazzaro che è
così vicino a voi. Condividete le convinzioni della vostra fede con i vostri
fratelli e sorelle che soffrono con voi. Contraccambiate l’amore dei medici,
degli infermieri e dei volontari che si prendono così generosamente cura di
voi. Lavorate per costruire una comunità di fede vivente, una comunità che
dia supporto, che rinforzi e che arricchisca la Chiesa universale. È qui il
vostro servizio a Cristo! È qui la sfida per la vostra vita! È qui che
potete manifestare la vostra fede, la vostra speranza e il vostro amore!
Che Dio vi benedica, cari fratelli e sorelle! Benedica tutti i malati
di lebbra in questo Paese! Benedica le vostre famiglie, i vostri amici e tutti
quelli che vi assistono! “Ai higit sa lahat, inihahabilin ko ang aking
sarili sa inyong panalangin, sa inyong pagmamahal” (E soprattutto, mi
raccomando alla vostra preghiera e al vostro amore).
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