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Pakistan, Filippine I, Guam (Stati Uniti II), Giappone, Anchorage (Stati Uniti II)
16-27 febbraio 1981

DISCORSO DEL SANTO PADRE 
GIOVANNI PAOLO II 
AI GIOVANI

Budokan, 24 febbraio 1981

 

Cari giovani

1. Questo è un momento molto particolare per me: essere qui con voi tutti a Tokyo. In passato ho provato gioia – immensa gioia – nel trovarmi con i giovani dell’Europa, dell’America del Nord e del Sud e dell’Africa. E ora, nel corso di questo viaggio in Asia, ho la gioia di essere con la gioventù del Giappone. 

Ovunque vada, desidero parlare con i giovani di loro e del significato della loro vita. E questo è ciò che desidero fare con voi oggi: parlare del vostro scopo nella vita – dello scopo per cui voi vivete; del vostro destino – di dove voi state andando. 

2. Voi vivete, cari giovani, in mezzo ad un meraviglioso progresso in un mondo tecnologico. Avete ricevuto molte cose buone nella vostra vita, cose che possono rendere la vita stessa più facile, più interessante, più piacevole. Ma questo grande progresso non apporta automaticamente appagamento; non crea automaticamente pace profonda nei vostri cuori. Sì, il materialismo, la permissività e l’egocentrismo che così spesso accompagnano il progresso moderno tentano di invadere la vostra vita e c’è sempre la possibilità che essi soffochino i vostri valori morali e spirituali, quei valori che danno una reale e definitiva soddisfazione. 

3. Come gioventù è importante che abbiate una visione del mondo e della persona umana nella loro totalità. È il nobile ruolo di un’educazione genuina a darvi questa visione completa, quando tutta la natura è percepita nella sua bellezza e bontà come riflesso reale di Dio Creatore. Ma per voi questo non sarà difficile perché tutti sanno quanto amiate la natura, quanto amiate le vostre montagne, i vostri laghi, le vostre foreste variopinte e la bellezza dei vostri giardini. Tutti sanno quanto desideriate avere una casa – se pur piccola – in cui possiate piantare alberi e molti fiori. E voi giovani che studiate e lavorate nelle grandi città, ma vivete nei piccoli villaggi desiderate sempre tornare a casa in primavera quando i fiori sbocciano ed in autunno quando la natura si tinge di rosso. In tal modo, e in altri modi, volete provare uno stretto contatto con la natura; volete conservarla incontaminata e proteggerla da possibili danni. 

Una visione totale della natura e dell’uomo vi invita ad avere una grande apertura verso il prossimo, verso coloro che vivono vicino a voi, i vostri connazionali e tutti i popoli oltre il mare. Tutta la gioventù del mondo è chiamata alla solidarietà universale. Per questo motivo, come giovani dovete occuparvi del povero, del bisognoso, dell’affamato, dell’invalido, del malato e del sofferente, di tutti coloro che vivono ai margini della società. Ovunque possano essere, sono tutti vostri fratelli e sorelle nella famiglia umana. 

Voi avete già fatto molto per contribuire alla edificazione di un mondo più solidale in cui il benessere sia diffuso tra tutti e i sacrifici vengano sostenuti insieme. Ma ci sono ancora ponti da costruire; ponti di amicizia e fratellanza; ponti di giustizia, d’amore e di pace. Molti vostri fratelli e sorelle hanno ancora bisogno del vostro incoraggiamento, del vostro aiuto e del vostro appoggio lungo il cammino della vita. 

4. Comprendere questo vostro ruolo nei confronti del vostro prossimo è parte di ciò che significa vedere la vita e l’uomo nella loro totalità. Potete vedere che un autentico appagamento si ha dando se stessi e quando questo dare è completo. Solo così si trova allora appagamento e gioia di vivere. Aiutando gli altri che sono nel bisogno voi diventate per essi una fonte ed un segno di speranza. Nel contempo la noia, lo scoraggiamento e anche la disperazione possono essere allontanate dalla forza della speranza che si sprigiona dagli altri. Questa è la missione della gioventù di oggi: far fronte insieme alle sfide della vita, sentirsi responsabili l’un dell’altro e rimanere uniti nello sforzo per raggiungere gli scopi della vita così come gli scalatori sono impazienti di raggiungere la vetta della montagna. 

Giovani del Giappone, elevate il vostro sguardo oggi e sempre verso la bellezza delle vostre montagne e il resto della natura, ma soprattutto verso il Creatore la cui bellezza e grandezza sono manifestate in tutto il creato ed in particolare nell’uomo. Il vostro sguardo e la vostra ammirazione non devono soffermarsi sulle creature, ma dovete ascoltare le loro voci che gridano a ciascuno di voi così come le udì dire secoli or sono il famoso Agostino di Ippona: “Guarda su di noi... siamo le sue creature” (Sant’Agostino, Confessiones, X, 6). 

5. Con il vostro permesso, desidererei a questo punto aggiungere una parola speciale per tutti i miei fratelli e sorelle della Chiesa cattolica e cioè: in Gesù Cristo, che noi riconosciamo come Figlio di Dio fatto uomo, generato dalla Vergine Maria, vediamo la perfezione dell’umanità e tutta la bellezza della manifestazione di Dio nel mondo. È Cristo che rivela a noi, nella sua pienezza, il significato del mondo e la dignità e il destino dell’uomo. È attraverso la fedeltà al messaggio di Gesù – al suo insegnamento ed amore fraterno – che possiamo rendere il servizio supremo ai nostri fratelli e sorelle. 

Non dimentichiamo mai le semplici parole di Gesù che sono scritte per noi nel Vangelo: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi anche voi fatelo a loro” (Mt 7,12). In tal modo, lavorando insieme, con i giovani di ogni nazione e con tutti i vostri connazionali e con i vostri simili, avrete uno scopo ed un destino nella vita e sarete in grado di creare un nuovo ordine di armonia e di pace, di giustizia e di amore. 

Cari giovani del Giappone, avendo piena fiducia in voi, vi esorto a superare ogni tentazione di egoismo, ad aprire i vostri cuori ai valori trascendenti ed al mondo intero. Ed insieme a tutti gli altri giovani della terra edificate il mondo di domani. Sì, cari giovani del Giappone, con l’aiuto di Dio, il futuro vi appartiene. Il futuro è vostro! 

 

 

 

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