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Pakistan, Filippine I, Guam (Stati Uniti II), Giappone, Anchorage (Stati Uniti II)
16-27 febbraio 1981

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II 
DURANTE L'INCONTRO CON LA STAMPA

 

Hiroshima (Giappone), 25 febbraio 1981

 

Cari amici, 

È molto significativo per me poter rivolgere una parola di amicizia qui ad Hiroshima a ciascuno di voi mentre si avvicina il termine della mia visita pastorale nell’Estremo Oriente. Prima di tutto, vi ringrazio per la pazienza, l’interesse e la generosità che avete dimostrato nel corso di questo viaggio. In particolare per la pazienza quando ero in ritardo con il mio programma!Sono molto grato a voi ed a tutti coloro che voi rappresentate. 

Desidererei inoltre cogliere l’occasione per rivolgervi una parola di solidarietà per il vostro lavoro quotidiano ed una parola di incoraggiamento per mantenere alti gli ideali: non sensazionalismo, non dominio dell’opinione pubblica, non manipolazione degli atteggiamenti della gente, non potere per la brama del potere. Ma piuttosto: verità e amore posti al servizio del singolo essere umano e diretti alla realizzazione di una comunità mondiale in cui voi ed i vostri figli – ed i figli di tutti – possano vivere nella dignità e sperimentare il significato della speranza. 

Nel mondo di oggi voi avete realmente in mano gli strumenti di un potere immenso e grandioso. Ma ricordate sempre: questo potere appartiene alla gente. Come tutte le cose create, è universale nella destinazione ed è inteso per il bene di tutti. Siete, quindi, al servizio del potere del popolo e del benessere del medesimo. 

Il vostro è in realtà un grande richiamo, una splendida missione; tuttavia, essa esige una dedizione onesta e che va continuamente rinnovata, nonché un’assidua responsabilità verso la gente. E così vi chiedo di continuare a rivolgere generosamente i vostri sforzi alla causa del popolo, al miglioramento della società, alla promozione dell’unità di tutta la famiglia umana. Cercate di far sì che le vostre parole, le vostre immagini, i vostri programmi riescano a creare una più intensa unità tra tutti gli esseri umani, i figli e le figlie dello stesso Padre che sta nei Cieli, perché, secondo le parole di Paolo VI, “se la comunicazione non è già per se stessa una comunione, può divenirne un cammino privilegiato” (Paolo VI, Messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali, 25 marzo 1971: Insegnamenti di Paolo VI, IX (1971) 463). 

Miei cari compagni di viaggio, abbiamo percorso molte miglia insieme. Vi ho riservato giorni faticosi e poco riposo. A ciascuno di voi – corrispondenti, fotografi, tecnici della radio e della televisione – posso semplicemente dire: vi ringrazio e mi auguro di potervi incontrare ancora! 

Nel frattempo possa Dio benedirvi e vegliare su di voi, e al vostro ritorno a casa dai vostri cari possiate provare in seno alle vostre famiglie l’amore e l’unità e la comunicazione di gioia e speranza che state cercando di diffondere nel mondo! Ancora grazie. 

 

 

 

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