 |
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI DOCENTI, ALUNNI ED EX-ALUNNI DEI
COLLEGI ROMANI «SAN GABRIELE» E «NAZARENO»
Sabato, 3 aprile 1982
Egregi Signori! Carissimi giovani!
1. Nella lieta circostanza commemorativa della fondazione dei vostri ben noti
Collegi romani, avete voluto esprimere la vostra gioia e la vostra riconoscenza
al Signore anche mediante un affettuoso incontro col Papa. Programmato per il
maggio scorso, purtroppo non potè avvenire, a motivo della drammatica vicenda
dell’attentato. Voi avete continuato ad attendere con ansia questa Udienza ed
avete anche pregato per me: ed io vi ringrazio di cuore.
Oggi finalmente ci è concesso di incontrarci, carissimi alunni, insegnanti e
familiari, sia del Collegio “Nazareno”, fondato nel 1630 da san Giuseppe
Calasanzio, sia del Collegio “San Gabriele” dei Fratelli dell’Istruzione
Cristiana, che ha festeggiato il cinquantesimo anniversario di vita.
Desidero pertanto esprimervi la letizia che colma il mio animo nel vedervi in
questa grandiosa assemblea di persone, guidate tutte dalla stessa fede cristiana
e dal medesimo ideale educativo. Porgo a ciascuno di voi, e specialmente ai
Direttori e ai Membri responsabili, il mio più cordiale saluto, grato per il
vostro gesto di fedeltà e di filiale ossequio, in una occasione così importante
e significativa.
2. La vostra presenza indica chiaramente le finalità che, fin dalle origini,
perseguono i vostri Collegi: la formazione del giovane alla luce del messaggio
di Cristo, per il bene della Chiesa e della società. Molto interessante e utile
è riandare con la memoria alla vostra storia passata per costatare il tanto
lavoro compiuto a vantaggio di innumerevoli generazioni di giovani e per gioire
insieme a motivo delle opere realizzate.
Veramente consolante e gloriosa si può dire la cronologia del Collegio
“Nazareno”, che, dai primi otto studenti dell’anno della fondazione, si sviluppò
in modo portentoso attraverso i secoli, accogliendo migliaia di alunni, molti
dei quali occuparono posti di prestigio e di responsabilità nella Chiesa e nello
Stato, e impegnando validi docenti, tra i quali alcuni divennero famosi per
dottrina e santità. Tra gioie e dolori, attraverso ore serene e anche momenti
oscuri e burrascosi, il Collegio “Nazareno”, retto dagli esperti Padri Scolopi,
è giunto fino ad oggi, carico di meriti e di esperienza, e la storia passata
deve essere di stimolo e di ispirazione a perseverare nelle direttive
pedagogiche date dal santo Fondatore, per formare sempre più e sempre meglio il
“cristiano” in questa nostra epoca, così bisognosa di verità e di salvezza.
Anche la storia del Collegio “San Gabriele”, pur ancora così breve in confronto
dell’altra, ha la sua buona messe di ricordi e di avvenimenti, essendo vissuto
in questo cinquantennio, caratterizzato da mutamenti sociali e politici, da
difficoltà specialmente nel campo religioso ed educativo, da fenomeni
sociologici determinanti. In questo cinquantennio il Collegio “San Gabriele” ha
affermato piena fedeltà ai suoi ideali cristiani, la sua opera pedagogica ha
avuto sempre come scopo e come stimolo la formazione del cristiano e vuole
coraggiosamente proseguire per questa strada. Prova di questo costante impegno è
anche l’offerta che gli alunni annualmente raccolgono per i bisognosi, e che
l’anno scorso hanno desiderato devolvere ai profughi cambogiani.
Mentre vi esprimo sincero apprezzamento per l’intensa ed accurata attività
finora svolta, tutti esorto a continuare con amore e con coraggio il cammino
intrapreso, nonostante le difficoltà dei tempi. Infatti, il collegio cattolico
deve distinguersi proprio per questo primario e singolare intento di formazione
naturale e soprannaturale, alla luce del Vangelo e del magistero autentico e
perenne della Chiesa, dietro l’esempio dei santi, che sono di guida e di
intercessione. Il buon seme, che viene gettato a piene mani per tanti anni, nei
periodi più delicati ed importanti della formazione giovanile porta certamente
frutto.
L’augurio che di cuore formulo per i vostri Collegi è di aver sempre fiducia nel
valore della vostra istituzione, e di lavorare con animo intrepido e fervoroso
nel campo esigente e promettente dell’educazione.
3. Mi rivolgo ora in particolare a voi, ragazzi e giovani, alunni ed ex alunni,
per lasciarvi un pensiero che vi sia di ricordo per questa solenne
commemorazione e nello stesso tempo di incentivo per una vita sempre più
impegnata nella scuola del Vangelo.
Abbiate una coscienza profondamente cristiana! Questa è la mia esortazione;
questo è il mio auspicio! Ed è anche ciò che esige la nostra epoca così
radicalmente inquieta, in cui deve vivere il cristiano, in cui dovete vivere
voi, con la vostra giovinezza, e prepararvi all’avvenire, inteso come una
missione e un ideale.
Come è importante oggi possedere una coscienza cristiana! Infatti, il mondo
attuale esige essenzialmente “coerenza”: ha bisogno certo di dottrina e di
spiegazione, ma anche e soprattutto di esempi, di modelli, di autentici seguaci
di Cristo. Formatevi perciò una coscienza cristiana! Questa è la consegna che vi
lascio! Questo è l’augurio più bello che posso fare a voi tutti, alunni e
docenti!
4. Carissimi!
Mi piace concludere questo incontro, richiamandomi alla figura austera ma
amabile di san Giuseppe Calasanzio, che si potrebbe giustamente affermare un
“genio della pedagogia cristiana”, che egli volle fondata sulla mirabile sintesi
della pietà e della sapienza. Come centro propulsore della vita scolastica e
collegiale egli pose la santa Messa e la devozione alla Vergine Maria. Ebbene,
ciò che fu valido nel suo secolo, tanto travagliato sia nel campo politico come
in quello religioso, rimane valido per sempre.
Stringetevi anche voi intorno a Gesù, vivo e presente per noi e con noi
nell’Eucaristia! Amate ed imitate la nostra celeste Madre, Maria! In questo modo
i vostri Collegi saranno scuola di autentica formazione umana e cristiana, a
vantaggio non solo della Chiesa, ma anche della Patria.
Vi accompagni la propiziatrice benedizione apostolica, che con grande affetto vi
imparto, invocando l’abbondanza dei celesti favori.
© Copyright 1982 - Libreria Editrice Vaticana
|