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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN GRUPPO DI SCOUTS DI ORIGINE POLACCA
Castel Gandolfo, 19 agosto 1982
Si è dato il caso che questa sera voi, scouts di vari centri dell’emigrazione
polacca, vi siate incontrati con gli studenti di Varsavia. Malgrado loro
ritornino a Varsavia e voi, invece, a Toronto, a Wellington o Chicago, il
ritorno a casa non vi separerà. Nei vostri cuori, infatti, scorre la stessa
eredità: è l’eredità del Millennio, è l’eredità degli antenati, è l’eredità
della cultura. Lo dimostra tutta la serata. E infine questa è anche l’eredità
della fede: eredità di Cristo e della Chiesa. Questa eredità accompagna sempre i
polacchi e li forma. Li forma soprattutto quando le loro sorti diventano
difficili. La fede si rivela infatti più forte delle esperienze e delle
sofferenze e l’uomo ne esce vincitore. Senza dubbio, anche oggi la nostra Patria
sta attraversando una tale prova e crediamo che anche adesso con la forza della
fede, l’uomo ne uscirà vincitore. Bisogna che ve ne rammentiate.
Mi ricordo sempre di voi, come mi ricordo di tutta la Chiesa e come, in questa
Chiesa, mi ricordo particolarmente della nostra Patria. Ma so che non sono io a
sostenervi; e anche se lo sono, in virtù del carisma che mi è dato nella Sede di
Pietro, nello stesso tempo anche io ricevo sostegno da tanta gente, da tanti che
pregano ed offrono i loro sacrifici, a volte molto dolorosi, per aiutare il
Papa. Vi sono grato per l’aiuto che offrite al Papa.
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