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VISITA PASTORALE A SAN MARINO E RIMINI
DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AGLI AMMALATI NEL TEMPIO MALATESTIANO
Rimini - Domenica, 29 agosto 1982
Carissimi fratelli e sorelle.
Oggi questa Chiesa è piena di voi, il vostro Vescovo vi ha presentato: i suoi
sacerdoti, le religiose e tanti altri malati sofferenti. Questa Chiesa, Basilica
Cattedrale, è, oggi, fisicamente piena di voi. Vorrei dirvi però che essa è
sempre piena di voi. Voi siete qui presenti, siete presenti in un modo del tutto
speciale, forse più degli altri, perché voi siete vicinissimi a Cristo
crocifisso. Questo è un mistero, è il mistero di Dio che ci ha voluto salvare
per mezzo dell’umiliazione, della crocifissione del suo Figlio, il Verbo di Dio
fatto uomo. È ancora un mistero che questa croce viene condivisa da tanti uomini
e donne, fratelli e sorelle. È un mistero. Ecco, oggi questa Chiesa, piena di
voi fisicamente, ma anche sempre piena di voi misticamente, voi la costruite in
un modo del tutto speciale, perché voi siete gli eredi, gli eredi privilegiati,
delle sofferenze di Cristo, della sua Croce.
Percorrendo la navata della Chiesa, ho stretto le mani a tutti coloro che
stavano presso le transenne. Poi, attraverso di loro, questo gesto è stato
trasmesso agli altri. Questo è un segno significativo: vi ho dato le mie mani
per mostrarvi che siamo uniti, anzi per mostrarvi il mio desiderio profondo di
essere sempre più uniti. Io desidero tanto questa unione con i sofferenti; essa
è la mia forza, perché la mia forza è la Croce di Cristo e la Croce di Cristo è
presente nella vostra sofferenza.
Voglio abbracciarvi tutti, voglio abbracciare ciascuno, vorrei essere vicino a
ciascuno e mi raccomando alle vostre preghiere e ai vostri sacrifici. Raccomando
me e raccomando tutta la Chiesa e il mondo, un mondo che corre un rischio sempre
più grande, sempre più grande, e ha un bisogno sempre più grande della Croce e
della redenzione. Ecco perché vi raccomando la Chiesa e il mondo, e anche la mia
persona, la persona del Vescovo, la persona del Papa che deve servire la Chiesa
e il mondo.
Un’ultima parola desidero indirizzare a quelli che vi assistono, alle diverse
persone, donne e uomini, dell’UNITALSI e di altre Associazioni. Fratelli e
sorelle, vi sono grato per questo continuo atteggiamento di buoni samaritani. Vi
sono grato e vi dico solamente: continuate.
Adesso carissimi esprimiamo la nostra fede cantando il “Pater noster”, poi,
insieme con i Vescovi qui presenti, vi impartirò la benedizione apostolica.
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