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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA
PER IL 400° ANNIVERSARIO DEL CALENDARIO GREGORIANO

Martedì, 31 agosto 1982

 

Reverendi fratelli,
Care Signore e Signori,

1. Voglio esprimervi la mia sentita gratitudine per questa visita in occasione di questi giorni di studio finalizzati a commemorare il quattrocentesimo anniversario della riforma del calendario che ebbe luogo sotto il mio predecessore, Papa Gregorio XIII. Ho saputo che il vostro lavoro è patrocinato dalla Pontificia Accademia delle Scienze e dal Pontificio Osservatorio Vaticano, due istituzioni per cui provo un sincero affetto poiché formano un valido collegamento fra la vita della Chiesa ed il mondo della dotta ricerca nelle scienze e nella storia della scienza, un collegamento che io reputo di enorme aiuto sia per la vita della Chiesa che per le aspirazioni culturali dell’umanità. Come sapete, ho molte volte sottolineato come sia necessario per questa relazione fra fede e scienza l’essere costantemente fortificata e, per qualunque storico incidente passato che possa essere interpretato come dannoso a questa relazione, l’essere riconsiderato da tutte le parti come un’opportunità di riforma e di ricerca per una più armoniosa comunicazione. In breve, deve essere il sincero desiderio di tutti di imparare dalla storia per poter meglio vedere la direzione positiva che dobbiamo prendere insieme in futuro.

2. Infatti, dagli argomenti che ho notato state discutendo in questi giorni è chiaro che desiderate, attraverso le vostre ricerche storiche, aiutarci a capire meglio ciò che ha già avuto luogo in un’area fondamentale della società umana quale la definizione di un solido calendario. Il vostro programma indica il riconoscimento del profondo interesse personale che la Chiesa ha avuto e continua avere riguardo le revisioni del calendario, poiché tale lavoro influenza l’occorrenza di feste religiose che costituiscono, come un tempo, il ritmo della quotidiana vita della Chiesa. Il vostro esame degli aspetti sia astronomici che sociali della riforma del calendario contribuiranno sicuramente ad una comprensione più armoniosa di cosa è successo e di cosa rimane da completare nel campo della riforma del calendario. In particolare, il vostro esame di come il Calendario Gregoriano fu ricevuto dalle varie società e dalle varie Chiese sarà sicuramente di grande aiuto a tutti noi in questi giorni quando cerchiamo sinceramente un rafforzamento di quell’unità che Cristo desiderava per la sua Chiesa.

3. Voi siete, credo, fortunati a poter continuare in un’area dove cerchiamo di armonizzare i ritmi della vita sociale dell’uomo con i ritmi fondamentali dell’universo in cui viviamo. Dico che siete fortunati perché avete l’opportunità di aiutare gli altri a riconoscere l’unità fra l’uomo e la creazione che testimonia l’esistenza di un unico Creatore.

È un piacere per me condividere questi brevi pensieri con voi. Vi assicuro dell’apprezzamento della Chiesa per i vostri sforzi in quanto essa vede in questo lavoro la promozione del bene comune di tutte le persone. In uno speciale vincolo di buona volontà mi unisco a voi e ai vostri cari. Possa Dio Onnipotente benedirvi con gioia e felicità e possa garantire al vostro impegno ogni successo.

                                             

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