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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AD UN
GRUPPO DI RAGAZZI DELL'AZIONE CATTOLICA ITALIANA
Giovedì, 23 dicembre 1982
Carissimi!
Fedeli alla simpatica consuetudine, anche quest’anno siete venuti a farmi - a
nome dell’Azione Cattolica Ragazzi - gli auguri per il Santo Natale e ad
offrirmi dei bei fiori per la mia Cappella, con doni tipici delle vostre
Regioni.
Vi ringrazio di questo vostro gesto così significativo, col quale manifestate al
successore di Pietro tutto il vostro affetto ed anche l’assicurazione della
vostra devozione.
Che cosa attende da voi la Chiesa? Che cosa attende da voi il Papa? Che cosa
attendono da voi i vostri coetanei?
Che siate veramente e realmente “Ragazzi di Azione Cattolica”: “Ragazzi”,
anzitutto, e quindi pieni di entusiasmo, di ottimismo, di disponibilità e
generosità per quanto è bello e buono, di impegno per tutto quello che fate. Ma,
in più, Ragazzi di “Azione Cattolica”, cioè particolarmente impegnati - secondo
la vostra età e le vostre possibilità - a dare una testimonianza chiara,
limpida, serena e coraggiosa della “vostra fede” e del “vostro amore” a Cristo.
Tale impegno sarà certamente ancora più intenso nel corso del prossimo Giubileo
della Redenzione, che vedrà tutto il Popolo di Dio invitato e spronato ad
approfondire ed a vivere il Messaggio e l’Opera salvifica di Gesù.
Con questi voti, anch’io desidero rivolgere i miei affettuosi auguri per il
Santo Natale e per il Nuovo Anno a voi, a tutti i Ragazzi dell’Azione Cattolica
Italiana, al Segretario Generale della Conferenza Episcopale, Monsignor Egidio
Caporello, che vi guida in questo odierno incontro, ed a tutti i vostri cari.
Vi accompagna la mia benedizione apostolica.
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Editrice Vaticana
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