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DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
AI DIRIGENTI E AGLI ATLETI DELLA SAMBENEDETTESE

6 febbraio 1982

 

1. Sono lieto di questo incontro con voi, cari giovani Atleti della Società Calcistica “Sambenedettese” che, accompagnati dai vostri Dirigenti e familiari, siete venuti a trovare il Papa, alla vigilia di un incontro di campionato nella Città Eterna, anche per ricordare festosamente il 60° anniversario di fondazione del vostro sodalizio sportivo.

Vi ringrazio per questa cordiale visita che mi consente di manifestare ancora una volta la mia stima per i veri cultori dello sport, in tutte le sue forme. Vi auguro di trarre dalle competizioni quelle autentiche soddisfazioni che la vostra preparazione, il vostro spirito agonistico, le belle tradizioni della vostra Squadra meritano. Auspico soprattutto che possiate compiere le vostre gare in quella prospettiva diremmo “ascetica” dello sport, che è mezzo di formazione umana, educando all’ordine, alla lealtà, al rispetto della persona e delle leggi, oltre che ad essere scuola di vigore e di eleganza. Su tali valori si costruisce una disponibilità interiore all’accoglimento di ispirazioni ed atteggiamenti schiettamente cristiani, quale il giusto ed adorante riconoscimento dovuto al Creatore di ogni bene e Padre nostro celeste, ed insieme la disponibilità di amore verso i fratelli. Per tutti questi motivi, la Chiesa incoraggia e benedice lo sport.

Camminate in questa luce, progredite in essa ogni giorno di più, verso la piena maturità di uomini e di cristiani.

2. Ora, desidero salutare alcuni giovani, qui presenti, che hanno riportato ustioni a seguito del rogo sviluppatosi nello Stadio “Ballarin”, nel giugno scorso. Carissimi, a voi ed a quanti come voi sono rimasti feriti in quella circostanza, dirigo il mio affettuoso pensiero ed augurio per una completa guarigione, chiedendo al tempo stesso al Signore di valorizzare pienamente la vostra passata sofferenza, e di concedere che le manifestazioni sportive si svolgano sempre nella serenità, nell’ordine e nella comune letizia.

La mia parola di benvenuto raggiunga, infine, le Delegazioni delle parrocchie di Porto d’Ascoli e dell’emittente televisiva “Telecolor” di san Benedetto. So che avete realizzato la costruzione di un villaggio a sant’Angelo dei Lombardi, per quelle popolazioni colpite dal terremoto. Bravissimi! La fede cristiana deve manifestarsi mediante le opere della carità a favore dei fratelli più bisognosi, come afferma san Paolo: “La fede opera mediante la carità” (Gal 5,6). Auguro per voi incrementi di vita cristiana, sempre più solidi e letificanti.

A voi tutti qui presenti, alle vostre famiglie ed a tutti i fedeli della diocesi di Montalto e Ripatransone imparto di cuore la mia benedizione apostolica.

          

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